Ci sono storie che non invecchiano, ma sedimentano: Conan, il ragazzo del futuro è una di quelle. A 45 anni dalla prima messa in onda, la serie firmata Hayao Miyazaki torna nelle sale italiane con un evento speciale che ne celebra il finale, restaurato in 4K.
L'unica serie di Miyazaki e un finale che torna a farsi sentire
Tra i tanti titoli che hanno costruito il mito di Hayao Miyazaki, Conan, il ragazzo del futuro occupa un posto speciale. Non solo perché rappresenta il suo debutto alla regia, ma perché resta l'unica serie animata interamente diretta dal Maestro. Andata in onda in Giappone nel 1978 su NHK e arrivata in Italia nel 1981, è diventata rapidamente un punto di riferimento dell'animazione giapponese, capace di conquistare un pubblico trasversale e duraturo.
Ora, grazie ad Animagine, la collana nata dalla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment, il finale della serie approda per la prima volta nei cinema italiani in versione restaurata 4K. L'evento, limitato ai giorni 9, 10 e 11 febbraio, propone un montaggio degli ultimi episodi (dal 23 al 26), concentrando tutta la tensione e l'energia narrativa del capitolo conclusivo sul grande schermo. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica, ma di un'occasione per riscoprire la forza visiva e tematica di un'opera che, già alla fine degli anni Settanta, parlava al futuro. Qui di seguito, le sale italiane in cui sarà disponibile.
Le nuove clip diffuse mostrano Conan, Lana, Gimsy e i loro compagni impegnati nello scontro finale contro Lepka, il dittatore di Indastria, simbolo di un potere che ha fatto della tecnologia un'arma di dominio. A rendere l'esperienza ancora più significativa è la presenza del doppiaggio italiano originale degli anni Ottanta: Marco Guadagno presta la voce a Conan, Massimo Corizza a Gimsy, restituendo intatto il suono di un'epoca che ha segnato l'immaginario di intere generazioni.
Un racconto post-apocalittico che parla ancora al presente
Il celebre incipit della serie resta uno dei più memorabili dell'animazione televisiva: "Nel mese di luglio dell'anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione...". In poche frasi, Miyazaki disegna un mondo devastato dall'arroganza tecnologica, dove un cataclisma ha sommerso i continenti e ridotto l'umanità a pochi sopravvissuti. Su questo sfondo nasce la storia di Conan, un ragazzo cresciuto sull'Isola Perduta insieme al nonno, lontano da ogni forma di civiltà organizzata.
L'incontro con Lana, fuggitiva e legata al segreto dell'energia solare custodito dal dottor Rao, mette in moto un'avventura che attraversa mari, città-fortezza e comunità alternative. Indastria, metropoli tecnologica che governa il mondo con pugno di ferro, diventa il fulcro del conflitto tra due visioni opposte: controllo e sfruttamento contro cooperazione e rispetto per la natura.
È qui che Conan, il ragazzo del futuro mostra la sua straordinaria modernità. La serie intreccia azione e riflessione, parlando di sopravvivenza, responsabilità collettiva e speranza. Conan non è un eroe invincibile, ma un simbolo di purezza e determinazione, portatore di un'idea semplice e radicale: la vera forza non nasce dalla distruzione, ma dalla solidarietà. Il finale, oggi restaurato e proiettato in sala, amplifica questo messaggio con una potenza che anticipa molti temi centrali del cinema successivo di Miyazaki.
Rivedere Conan, il ragazzo del futuro al cinema significa riscoprire un'opera che guarda avanti senza perdere la sua anima avventurosa. Un racconto che, a 45 anni dalla sua nascita, continua a ricordarci che il futuro non è qualcosa da conquistare, ma da costruire insieme.