Dopo il passaggio al cinema, Chainsaw Man - Il Film: La Storia di Reze arriva in streaming su Crunchyroll questa primavera. Il primo lungometraggio MAPPA espande l'universo di Denji con un capitolo più intimo, violento e tragicamente umano, impreziosito anche dal doppiaggio italiano.
Un nuovo volto della violenza: Denji incontra Reze
Con Chainsaw Man - Il Film: La Storia di Reze, MAPPA compie un passo preciso: rallentare il ritmo senza togliere ferocia, lasciando che il caos si infiltri nei sentimenti. Diretto da Tatsuya Yoshihara e scritto da Hiroshi Seko sulla base del manga di Tatsuki Fujimoto, il film non è un semplice "episodio allungato", ma una vera deviazione narrativa che mette Denji davanti a qualcosa di più pericoloso dei diavoli: il desiderio di una vita normale.
La trama prende forma nel momento in cui Denji incontra Reze, figura ambigua e magnetica, capace di incarnare una promessa di felicità tanto semplice quanto irraggiungibile. In un mondo in cui tutto è contratto, debito e sacrificio, Reze rappresenta un'illusione di leggerezza. Ma Chainsaw Man non è mai stato gentile con le illusioni, e il film costruisce lentamente una tensione che nasce più dagli sguardi che dalle motoseghe.
La brutalità resta centrale, ma è una violenza diversa, meno spettacolare e più crudele, perché emotiva. Denji è costretto a interrogarsi sulla propria umanità, sul significato di essere amato e sul prezzo da pagare per desiderarlo. È qui che il film trova la sua identità: non nell'escalation, ma nella crepa. La guerra tra diavoli e cacciatori diventa uno sfondo, mentre il vero scontro si consuma dentro il protagonista.
MAPPA accompagna questa trasformazione con una regia più controllata, alternando momenti di quiete straniante a esplosioni improvvise. Il risultato è un film che respira in modo diverso rispetto alla serie, pur restando coerente con il suo DNA: sporco, emotivo, profondamente contraddittorio.
Dal cinema allo streaming col doppiaggio italiano
L'arrivo su Crunchyroll questa primavera segna un passaggio importante per la Storia di Reze, che diventa finalmente accessibile a un pubblico globale dopo l'esperienza cinematografica. In questo percorso, un ruolo centrale è giocato anche dal doppiaggio italiano, che contribuisce a rendere il film emotivamente leggibile senza smussarne gli spigoli.
Denji trova la sua voce in Mosè Singh, capace di restituire l'irruenza adolescenziale del personaggio ma anche la sua fragilità disarmata. Reze, doppiata da Katia Sorrentino, emerge come una presenza sfuggente, dolce e inquietante allo stesso tempo, perfettamente in equilibrio tra sincerità e inganno. Chiara Leoncini torna a dare corpo a Makima con un tono misurato e glaciale, mentre Martina Felli imprime a Power quell'energia sfrontata che spezza la tensione senza mai annullarla. Alessandro Fattori conferisce ad Aki Hayakawa una rigidità carica di dolore trattenuto, ed Elisa Giorgio riesce a rendere Pochita sorprendentemente tenero pur restando essenziale.
Anche figure (apparentemente) secondarie come Beam, interpretato da Matteo Zanotti, contribuiscono a mantenere vivo quel senso di mondo corale che definisce l'universo della serie.
Il film assume così un valore doppio: da un lato è un tassello narrativo fondamentale, dall'altro è una dichiarazione d'intenti. Chainsaw Man dimostra di poter funzionare anche fuori dalla serialità, mantenendo coerenza tematica e forza espressiva. Non punta a essere "più grande", ma più profondo, scegliendo una storia che parla di sentimenti impossibili e scelte irreversibili.
Con lo streaming, la Storia di Reze si prepara a una seconda vita, forse ancora più incisiva della prima. Perché questo non è un film che vive di colpi di scena, ma di ciò che resta addosso dopo. E nel mondo di Denji, ciò che resta fa sempre male.