Can Yaman: “Da ragazzo ero un secchione antisociale, mi servirà per il prossimo ruolo”

Ospite del Taormina Film Festival, Can Yaman ha ripercorso la propria storia personale e professionale, parlando di Sandokan, dei sogni che aveva da adolescente e del nuovo progetto che lo porterà lontano dai ruoli che lo hanno reso celebre.

Un ritratto di Can Yaman

A Taormina, Can Yaman ha approfittato dell'incontro con il pubblico per raccontare qualcosa di sé che va oltre l'immagine dell'attore diventato una star internazionale. Sul palco del festival siciliano, davanti a una platea composta soprattutto da giovani fan, il protagonista di Sandokan ha alternato aneddoti personali, riflessioni sulla carriera e qualche anticipazione sui suoi prossimi lavori, mostrando un lato più spontaneo rispetto a quello che spesso emerge nelle interviste promozionali.

Dall'infanzia a Istanbul ai sogni di una carriera internazionale

L'accoglienza è stata quella riservata alle grandi occasioni. Applausi, richieste di autografi e continui cori hanno accompagnato il suo intervento. Eppure il momento più interessante è arrivato quando il discorso si è spostato dalla notorietà alla sua storia personale.

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Can Yaman con le fan a Riccione

Can Yaman ha ricordato gli anni trascorsi a Istanbul e le ambizioni che coltivava molto prima di pensare alla recitazione. Oggi il pubblico lo associa alle serie televisive e ai personaggi che hanno contribuito a trasformarlo in uno dei volti più popolari del panorama europeo, ma il suo percorso iniziale era molto diverso.

Cresciuto in una famiglia segnata dal divorzio dei genitori e affidato in parte alle cure delle nonne, aveva immaginato per sé un futuro lontano dal mondo dello spettacolo. A suo dire, il sogno era diventare un avvocato internazionale, una professione che sembrava adattarsi perfettamente alla sua passione per le lingue e per lo studio.

Non a caso oggi parla correntemente turco, italiano, inglese, tedesco e spagnolo, una caratteristica che gli ha permesso di lavorare in mercati molto diversi e di costruire una carriera che supera i confini nazionali.

Davanti ai ragazzi presenti al festival ha anche lanciato un messaggio molto semplice, quasi da fratello maggiore più che da celebrità: inseguire i propri obiettivi senza lasciarsi frenare dalle difficoltà o dai giudizi degli altri. Un invito che ha intrecciato con il racconto della propria esperienza personale, ricordando come la vita lo abbia portato in una direzione completamente diversa da quella immaginata durante l'adolescenza.

"I personaggi ti si appiccicano": la voglia di cambiare dopo Sandokan

L'attore ha parlato del rischio di restare intrappolati nei ruoli che regalano il successo. "Il problema di tutti gli attori è che i personaggi ti si appiccicano", ha spiegato. Una frase che ha lasciato intuire il desiderio di esplorare territori differenti rispetto a quelli che il pubblico associa ormai automaticamente al suo nome. Per questo motivo il prossimo passo sarà una commedia, un genere che rappresenta una piccola deviazione rispetto alle produzioni avventurose e romantiche che lo hanno reso famoso negli ultimi anni.

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Can Yaman alla presentazione di Sandokan

"Per questo ora farò una commedia: interpreterò un avvocato di successo, brillante nel lavoro ma impacciato con le donne", ha raccontato, strappando sorrisi e applausi dalla sala.

A quel punto Yaman ha aggiunto una confessione che ha immediatamente scatenato le reazioni delle fan presenti.

"Dovrò pescare nella mia infanzia: sono stato un secchione antisociale", ha detto con autoironia.

La battuta ha provocato una vera esplosione di entusiasmo tra il pubblico più giovane, abituato a vederlo nei panni dell'eroe sicuro di sé e irresistibile. Proprio per questo il racconto di un'adolescenza vissuta tra libri, studio e poche relazioni sociali è apparso quasi sorprendente.

Dietro l'immagine della star internazionale, infatti, Yaman ha lasciato emergere il ritratto di un ragazzo molto diverso da quello che oggi appare sugli schermi e sui red carpet. Ed è forse proprio questo contrasto ad aver colpito maggiormente il pubblico di Taormina.

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Tra il successo di Sandokan, i nuovi progetti e una popolarità che continua a crescere in diversi Paesi, l'attore sembra trovarsi in una fase di trasformazione professionale. Se il personaggio del corsaro ha rappresentato una tappa importante della sua carriera, le sue parole lasciano intendere che il futuro potrebbe essere più vario e imprevedibile di quanto molti immaginino.

E a giudicare dalla reazione del pubblico siciliano, i suoi fan sembrano pronti a seguirlo anche lontano dalle avventure esotiche che lo hanno reso celebre.