Per Mahershala Ali la domanda sul perché Blade non sia mai riuscito a diventare un film è ancora senza risposta. L'attore, che avrebbe dovuto interpretare il celebre cacciatore di vampiri nel reboot dei Marvel Studios, non nasconde il proprio stupore per una vicenda produttiva trascinatasi per anni e conclusasi senza che il progetto arrivasse sul set.
Blade, un film rimasto bloccato per anni
A riaprire la questione è stata un'intervista rilasciata da Ali a GQ. Quando gli è stato chiesto perché Marvel non sia mai riuscita a portare avanti il film, l'attore ha rimandato la domanda direttamente a Kevin Feige, ricordando che lo studio aveva già a disposizione un interprete due volte premio Oscar e tutte le risorse necessarie per realizzare il progetto.
"È una domanda per Kevin Feige. Avevano, come hai detto tu, un attore due volte premio Oscar sotto contratto e hanno miliardi di dollari. È una domanda da fare a loro. Non voglio che sembri qualcosa di personale nei tuoi confronti, ma non so perché non sia successo. Ancora oggi non so perché non sia successo. So soltanto che Kevin ha detto che è stato il più grande fallimento della sua carriera e io sono d'accordo", ha dichiarato Ali.
L'annuncio del nuovo Blade risale addirittura al luglio 2019. Da allora il progetto ha cambiato più volte direzione, sceneggiatori e regista, mentre Ali continuava a manifestare pubblicamente la propria disponibilità a interpretare il personaggio.
Il primo regista coinvolto fu Bassam Tariq, che lasciò il film nel settembre 2022, a circa due mesi dall'inizio delle riprese. Al suo posto arrivò Yann Demange, che avrebbe dovuto occuparsi del progetto dopo l'uscita di Tariq, ma anche lui abbandonò la produzione nel giugno 2024.
Nel frattempo anche la sceneggiatura è passata attraverso numerose revisioni. Secondo quanto riportato da Variety nel novembre 2023, il film aveva già coinvolto almeno cinque sceneggiatori, tra cui Stacy Osei-Kuffour e Michael Starrbury.
Ali, però, non ha mai smesso di voler interpretare Blade. Lo aveva ribadito anche sul red carpet di Jurassic World Rebirth, nell'estate del 2025, con una frase piuttosto diretta: "Sono pronto. Fategli sapere che sono pronto".
E qualche tempo prima aveva rivolto alla stessa Marvel un messaggio altrettanto esplicito: "Avevano me sotto contratto, hanno miliardi di dollari. Se avessero voluto fare il film, avremmo fatto il film. Quindi non stiamo facendo il film".
Feige aveva già parlato del "fallimento" di Blade
A luglio 2025 era stato proprio Kevin Feige a commentare pubblicamente le difficoltà incontrate da Blade. Il presidente dei Marvel Studios aveva collegato i problemi del film a un periodo di forte espansione dell'universo Marvel, soprattutto sul fronte delle produzioni destinate a Disney+.
Secondo Feige, in quella fase lo studio aveva finito per privilegiare la quantità rispetto alla qualità. La successiva revisione del processo di sviluppo aveva portato Marvel a fermare o rallentare diversi progetti, e Blade era rimasto coinvolto in questo cambiamento.
Il risultato è una situazione piuttosto singolare: Ali continua a essere legato all'immagine di un film Marvel che, nonostante l'annuncio ufficiale e anni di sviluppo, non ha ancora trovato la strada per arrivare sul grande schermo.
La vicenda di Blade si inserisce anche in una riflessione più ampia che Ali ha fatto sulla propria carriera. Nonostante le due vittorie agli Oscar per Moonlight e Green Book*, l'attore ha raccontato a GQ di essersi aspettato che quei riconoscimenti avrebbero cambiato radicalmente il modo in cui Hollywood guardava a lui.
Non è andata esattamente così. Dopo gli Oscar, Ali si è ritrovato ancora a dover convincere i produttori del proprio valore, arrivando persino a lottare per ottenere il ruolo nella terza stagione di True Detective invece di ricevere automaticamente nuove proposte.
L'attore precisa di non vivere questa situazione con amarezza, ma piuttosto come una presa di coscienza. "Non provo amarezza o delusione per questo. Voglio stare attento a non dare questa impressione, perché sinceramente non è così che mi sento. Semmai c'è una sorta di sollievo nella consapevolezza che "nessuno verrà a salvarti. Devi costruirti la tua barca. Non verranno. Non arriverà nessun elicottero. Devi procurarti il legno"".
Una consapevolezza che, però, non sembra aver cancellato la sua frustrazione nei confronti di un'industria nella quale sente ancora di dover dimostrare continuamente ciò che ha già dimostrato. "Non so perché senta continuamente il bisogno di ricordare alle persone certe cose o di dimostrare il mio valore, ma è semplicemente così che funziona questo ambiente. E mi sfinisce. E allora inizi a chiederti: per quanto tempo devo continuare a fare le cose in questo modo? O devo continuare a farle?"
Per ora, dunque, il destino del Blade di Mahershala Ali resta sospeso. E dopo anni di sviluppo, cambi di regia e riscritture, la domanda su cosa abbia impedito al film di arrivare finalmente alla produzione continua a non avere, nemmeno per il suo protagonista, una risposta chiara.