Con Avengers: Doomsday, sembra proprio che Thor abbandoni definitivamente i toni farseschi del passato recente. Un teaser cupo e solenne segna il ritorno a una versione più grave del personaggio, dopo che Chris Hemsworth ha ammesso di essere diventato "una parodia di me stesso".
Dal martello alle preghiere: un Thor più grave e consapevole
Il nuovo teaser di Avengers: Doomsday non lascia spazio a equivoci: Thor è cambiato. Il Dio del Tuono che appare sullo schermo, con lo sguardo lucido e il tono carico di solennità, sembra provenire da un'altra epoca del MCU. Niente battute a raffica, niente gag slapstick: solo silenzio, introspezione e una preghiera pronunciata prima della battaglia. "Padre, per tutta la vita ho risposto a ogni chiamata: all'onore, al dovere, alla guerra. Ora il destino mi ha dato qualcosa che non ho mai cercato. Un figlio, una vita intatta dalla tempesta", dice Thor nel teaser, segnando una distanza netta dal registro iper-ironico che aveva diviso pubblico e critica nel 2022.
Questa svolta tonale è tutt'altro che casuale. Il teaser funziona come una dichiarazione d'intenti da parte dei Marvel Studios: Avengers: Doomsday vuole riportare il personaggio su coordinate più epiche e drammatiche, allontanandosi dall'estetica sopra le righe di Thor: Love and Thunder. Un film che, pur avendo incassato circa 760 milioni di dollari nel mondo, aveva polarizzato i fan spingendo il protagonista verso una caricatura di sé stesso.
Il contrasto è evidente anche sul piano visivo: il Thor di Doomsday prega, chiede forza, parla di ritorno a casa e di calore umano, non di gloria o di combattimento. È un eroe che sembra stanco della guerra, più interessato a ciò che resta dopo.
L'autocritica di Hemsworth e la necessità di reinventarsi
A rendere questa trasformazione ancora più significativa sono le parole di Chris Hemsworth, che negli ultimi anni non ha mai nascosto il proprio disagio nei confronti dell'evoluzione del personaggio. Già nel 2023, in un'intervista a GQ, l'attore aveva ammesso che Thor: Love and Thunder era "troppo stupido", spiegando: "Credo che ci siamo divertiti fin troppo. È diventato eccessivamente ridicolo".
Una riflessione ribadita e approfondita nel 2024 sulle pagine di Vanity Fair, dove Hemsworth è stato ancora più diretto: "Mi sono lasciato trascinare dall'improvvisazione e dalla follia, e sono diventato una parodia di me stesso. Non ho chiuso bene il cerchio. I miei più grandi critici sono stati gli amici di mio figlio. Un gruppo di bambini di otto anni che hanno notato pure loro quanto l'umorismo fosse eccessivo, 'l'azione era bella ma gli effetti visivi non erano altrettanto buoni', dicevano. Mi hanno fatto rabbrividire e ridere allo stesso tempo.".
L'attore ha raccontato anche una frustrazione più profonda, maturata nel corso di quattro film solisti e numerose apparizioni negli Avengers. A volte, ha spiegato, si sentiva "come una guardia di sicurezza del team", osservando gli altri personaggi ottenere le battute migliori e gli archi narrativi più stimolanti. "Leggevo le battute degli altri e pensavo: loro si stanno divertendo di più. Io cosa sto facendo?", ha confessato, mettendo in discussione persino la propria centralità nel franchise.
Eppure, nonostante l'autocritica, Hemsworth non ha mai chiuso la porta a Thor. Anzi, ha più volte ribadito il desiderio di offrirgli un'ultima, vera reinvenzione. Nel 2023, parlando con Entertainment Weekly, aveva chiarito che un eventuale ritorno sarebbe dovuto essere "imprevedibile". "Non voglio continuare finché il pubblico non alza gli occhi al cielo quando entro in scena", ha detto, sottolineando l'importanza di sorprendere ancora.
Avengers: Doomsday, in arrivo nelle sale il 18 dicembre 2026, sembra incarnare proprio questa esigenza: restituire a Thor una dignità perduta e dimostrare che, anche dopo anni di martelli, fulmini e battute, c'è ancora spazio per un vero Dio del Tuono.