Mother Mary è un film del 2026 diretto da David Lowery con Anne Hathaway e Michaela Coel. Durata: 111 min. Distribuito in Italia da I Wonder Pictures. Paese di produzione: USA, Regno Unito.
Il film segue le vicende di Mother Mary, una pop star di fama mondiale con milioni di fan, durante un periodo cruciale della sua carriera. Dopo una serie di eventi che hanno messo a dura prova la sua immagine pubblica e il suo equilibrio emotivo, la cantante tenta di organizzare un ritorno sulle scene che possa consolidare definitivamente il suo status di divinità della musica contemporanea.
Il fulcro della storia è incentrato sull'intricato rapporto professionale e privato tra Mary e Sam Anselm, una stilista d'avanguardia che ha sempre collaborato con Mary, ma che in seguito a contrasti è stata tagliata fuori dal suo entourage e si è ritirata a vita privata lontano dalla città. Nonostante questo Mary si reca da Sam per chiederle aiuto, sapendo che è l'unica in grado di portare in vita la visione che lei ha del costume perfetto per consacrare il suo ritorno sulle scene.
Sam accoglie con freddezza Mary, ma accetta di aiutarla. Il processo creativo diventa il terreno di uno scontro psicologico e di un'attrazione complessa. Sam manipola tessuti e forme per costruire il simulacro di Mary, mentre quest'ultima affronta la pressione delle aspettative dei fan e dell'industria discografica. La tensione tra le due protagoniste cresce parallelamente all'avvicinarsi della prima data del tour, anche a causa di eventi misteriosi che Sam e Mary hanno sperimentato singolarmente, ma che sembrano essere collegati tra di loro. Le due donne dovranno affrontare una serie di vicende bizzarre che le porteranno a confrontare una volta per tutte le loro divergenze. Sam decide di perdonare Mary e lavoreranno insieme per realizzare la visione artistica per il ritorno alle scene della musicista.
Diretto da David Lowery, Mother Mary è un progetto che nasce dalla visione del regista di esplorare l'iconografia della celebrità moderna attraverso una lente quasi sacrale. La pre-produzione è iniziata nel 2022 con l'obiettivo di creare un'opera che non fosse un semplice biopic fittizio, ma un "epos pop" multidimensionale che integra il melodramma emozionale e lo psicodramma d’autore alla struttura tecnica del cinema di grande scala.
Al centro della narrazione il rapporto complesso e tormentato tra la pop star Mother Mary, interpretata da Anne Hathaway, e la sua ex stilista Sam Anselm, il cui volto è quello di Michaela Coel, in un legame che si consuma tra le mura monumentali di Burg Adendorf e le architetture moderniste della regione tedesca del Nord Reno-Vestfalia. Michaela Coel ha lavorato con sarti d'avanguardia per imparare la gestualità tecnica (taglio e draping), in modo che i suoi movimenti nel film non sembrassero quelli di un'attrice che "recita", ma di una vera professionista della moda.
Essendo il personaggio di Sam Anselm una stilista d'avanguardia, i vestiti sono il fulcro del potere nel film. Per questo, sotto la direzione della costumista Bina Daigeler, il reparto costumi ha lavorato per oltre un anno trattando ogni abito come uno strumento di narrazione e un'estensione della scenografia. Daigeler ha dichiarato: "Non volevamo abiti che seguissero le tendenze, ma pezzi che creassero una mitologia. Abbiamo usato materiali rigidi per Sam, contrapposti a tessuti organici ma tecnologicamente avanzati per Mary".
I capi scultorei realizzati in collaborazione con grandi maison internazionali non seguono le tendenze ma creano una mitologia visiva specifica, evolvendosi dai completi futuristici per il palco a capi minimalisti che svelano la vulnerabilità dei corpi durante le crisi personali. Per i concerti, un dettaglio tecnico fondamentale è l'integrazione di fibre ottiche tessute direttamente nei vestiti, collegate a segnali MIDI che permettono ai tessuti di pulsare e cambiare tonalità in perfetta sincronia con il battito della musica e le luci stroboscopiche.
La musica è il cuore pulsante del progetto, curata da un team d'eccezione composto da Jack Antonoff e Charli XCX. La colonna sonora vanta canzoni scritte per bilanciare l'euforia del pop da stadio con testi profondamente introspettivi. Charli XCX ha descritto il sound come "il suono di una chiesa che brucia durante un rave". Anne Hathaway ha affrontato una sfida "trasformativa", allenandosi per sei mesi per abbandonare l'impostazione teatrale e adottare un timbro pop graffiante. Ha eseguito personalmente tutti i brani, registrati dal vivo sul set per mantenere l'autenticità del respiro, del fiato corto e della fatica. Antonoff ha commentato: "Anne non ha solo cantato; ha abitato la produzione, cantando in studio fino all'esaurimento fisico". Il tappeto sonoro e il sound design immersivo utilizzano frequenze sub-basse che amplificano la tensione psicologica, rendendo ogni nota una funzione diretta dello stato d'animo dei personaggi e dell'ambiente circostante.
Le coreografie, affidate a Dani Vitale, definiscono il linguaggio fisico delle protagoniste anche fuori dalle sequenze di spettacolo. La presenza scenica di Mary è aggressiva e imponente durante i live, ma diventa fragile e quasi goffa nell'intimità, una dicotomia catturata da Lowery attraverso riprese dinamiche a trecentosessanta gradi. Il regista ha scelto di filmare le performance come veri documentari musicali, accumulando circa sette minuti di girato integrale e inedito che documentano il flusso ininterrotto dal centro del palco fino alla claustrofobia del camerino, rivelando la brutale transizione psicologica della star che solitamente resta esclusa dal montaggio cinematografico tradizionale.
In questo contesto la Production Designer Francesca Di Mottola ha dato al film un’impronta visiva specifica e ricercata, lavorando in stretta sinergia con David Lowery per trasformare le location tedesche in spazi che riflettessero la psiche dei personaggi. E così ha trasformato la stalla del castello di Burg Adendorf che è il cuore pulsante del film, in un laboratorio di moda monumentale: ha mantenuto le travi in legno grezzo e la pietra fredda del XIV secolo, integrandovi elementi iper-tecnologici, specchi deformanti e passerelle in metallo. Il risultato è un ambiente che sembra un incrocio tra un monastero e una fabbrica di lusso. Ogni set comunque è stato progettato per amplificare il senso di isolamento della popstar. Gli spazi sono vasti, spesso vuoti, con altezze vertiginose che fanno apparire Anne Hathaway minuscola.
Per la campagna di Marketing A24 ha utilizzato una strategia criptica, oscurando i social della Hathaway e sostituendoli con clip di rumore bianco, simulando un reale ritiro dalle scene della pop star e facendo comparire installazioni pop-up anonime nelle capitali mondiali della moda come Milano, Parigi e Tokyo. La presenza nel cast di Hunter Schafer, inoltre, consolida ulteriormente il legame del film con la cultura fashion contemporanea e l'estetica d'autore. Il risultato finale documenta l'ossessione mediatica e il sacrificio dell'identità sull'altare dell'arte.
Ci sono film che sono difficili da inquadrare; opere che parlano per concetti ed immagini, che vanno sentite, ragionate e capite. Mother Mary è uno di questi: il lungometraggio scritto e diretto da David Lowery e prodotto da A24 ci porta in una dimensione dove …
Attualmente Mother Mary ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
Mother Mary è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Metacritic ha invece ottenuto un voto di 60 su 100 mentre su Imdb il pubblico lo ha votato con 4.0 su 10
A volte il momento più difficile per un attore non arriva davanti alla macchina da presa. Arriva dopo. Quando le luci si abbassano, il monitor si accende e all'improvviso bisogna guardarsi davvero. È lì che, per Anne Hathaway, Mother Mary ha iniziato a fare paura sul serio.
Le nostre considerazione su Mother Mary, il film di David Lowery che mette al centro della scena due bravissime Anne Hathaway e Michaela Coel.
L'attrice premio Oscar ha raccontato come si è preparata per diventare la protagonista del nuovo film diretto da David Lowery.
A24 ha condiviso online nuove immagini del thriller diretto da David Lowery presentando inoltre un altro brano originale scritto da FKA Twigs.
Online è stato condiviso il primo singolo tratto dalla colonna sonora del progetto scritto e diretto dal regista David Lowery.