Che stile, Your Friends & Neighbors. Satira, costume, eleganza, narrativa speculare, nonché beffardamente ironica. Quello che ci vuole per sfidare l'establishment. Arrivata alla seconda stagione rafforza e, anzi, migliora il tiro, sottolineando, come ha spiegato lo stesso creatore Jonathan Tropper, quanto lo show guardi ai romanzi di John Cheever, oltre che a titoli come American Beauty e Tempesta di Ghiaccio.
Paragoni essenziali e importanti (quanto si parla di materialismo e narcisismo), in quanto la serie, tornata su Apple TV con dieci episodi a rilascio settimanale, rivede il contesto alto-borghese, smascherandone - e ridicolizzandone - i confini. Come? Spingendo ancora di più sull'ostentazione, e sull'intrinseca fragilità delle apparenze, schiacciate da un umorismo tagliente e raffinato.
Your Friends & Neighbors - Stagione 2: il ritorno di Coop
Dove eravamo rimasti? Dopo aver perso tutto, e dopo essere stato scagionato da un omicidio che non ha commesso, all'inizio della seconda stagione, il protagonista Coop (Jon Hamm) è un uomo nuovo. Pare aver ricominciato, si è liberato dal peso materiale di certe cose, nonostante sfoggi un grande dipinto di Francis Bacon appeso nell'ufficio. Con la sua ex moglie (Amanda Peet) mantiene il massimo riserbo, così come nei confronti del suo migliore amico e consulente finanziario Barney (Hoon Lee).
Del resto, se è stato accusato di omicidio nessuno ha mai scoperto la sua "abitudine": intrufolarsi nelle case dei ricchi vicini per trafugare oggetti di estremo valore. Sì, una sorta di Robin Hood esistenziale. Insomma, Coop è uscito relativamente illeso dalla prima stagione (sgommando con la sua Aston Martin), ma nella seconda vuole raddoppiare la posta in gioco, spingendosi in situazioni sempre più complicate. Tuttavia, l'arrivo del nuovo carismatico vicino, Owen Ashe (James Marsden), complica la situazione.
Come fare a pezzi lo status symbol americano
Come spesso accade, dopo una prima stagione di successo, la posta in gioco si alza sensibilmente. Più azione, più movimento - la narrazione si sposta in Messico, negli Hamptons e a bordo di uno yacht al largo della Grecia - fotografando l'oggettiva resa sociale di un'America (spesso bianca) schiave dell'opulenza e dello status symbol. Anche le emozioni sono cresciute, così come il lusso ostentato. "Per me si trattava di spingere tutto al massimo", afferma Stephanie Laing, che torna a dirigere sei episodi in questa stagione. "Spingere il montaggio, la musica, le interpretazioni degli attori e la grandezza delle ville. Ci siamo anche sfidati a livello visivo, restando fedeli al linguaggio estetico stabilito nella scorsa stagione, ma ampliandolo ulteriormente".
In Your Friends & Neighbors, quindi, legandosi alla metrica dettata da un grande personaggio come Andrew "Coop" Cooper (reso ancora più grande dalla prova di Jon Hamm, in simbiosi perfetta con Amanda Peet), la scrittura occupa il giusto spazio progredendo inesorabilmente e direttamente verso la più marcate delle rime socio-politiche - con diretti e indiretti ammiccamenti all'amministrazione Trump -, facendone un affresco graffiante e, a tratti, spregiudicato.
Ammantato da un umorismo dark, che non si risparmia, punta in alto e coglie - cosa non scontata - una certa libertà d'espressione seriale, senza rinunciare a colpi a effetto e a un buona dosa di emotività sentimentale, grazie al rapporto tra Coop, la sua ex moglie e i due figli Tori (Isabel Gravitt) e Hunter (Donovan Colan). In ultimo, se dieci episodi potrebbero sembrare troppi, in quanto la storyline - come spesso accade - tende ad allungarsi un po' troppo, Your Friends & Neighbors è un galvanizzante spazio seriale in cui poter ridere dei ricchi e dei potenti, avvicinandoci a un protagonista che, come noi, fatica ad alzarsi da letto.
Conclusioni
Your Friends & Neighbors è una conferma. Ancora più cool e ancora più graffiante, una seconda stagione che alza la temperatura puntando a smascherare una realtà votata al narcisismo e al materialismo. Se Jon Hamm conferma la sua innata eleganza scenica, lo show non risparmia gustose bordate socio-politiche.
Perché ci piace
- Jon Hamm, assolutamente centrale.
- Molto più cool.
- Satirica e divertente.
- Una coralità che funziona.
Cosa non va
- Dieci puntata sono forse troppe.