Wicked - Parte 2, intervista a Christopher Scott: "Non potevamo tradire i fan del musical!"

Con la Parte 2 arrivata sulle principali piattaforme, si completa il cofanetto di uno dei musical più amati degli ultimi anni: il coreografo Christopher Scott ci racconta il segreto del suo successo.

Christopher Scott sul set di Wicked - Parte 2

Wicked - Parte 2, disponibile in digitale sulle principali piattaforme, rappresenta, insieme alla Parte 1, una delle operazioni musicali (al cinema) più ambiziose degli ultimi anni.

A dare corpo e movimento all'universo di Oz è stato Christopher Scott, coreografo chiamato a trasformare uno dei libri e musical teatrali più amati di sempre in un'esperienza cinematografica totale. Lo abbiamo incontrato su Zoom per scoprire qual è il segreto per creare qualcosa di così magico e duraturo, anche in vista dei prossimi Oscar.

Wicked - Parte 2: intervista al coreografo Christopher Scott

Wicked For Good Scena
Una scena del film

"La sfida più grande è stata la portata" - ci racconta Christopher Scott. Wicked non è solo un film, ma un progetto-monstre che ha coinvolto per oltre 14 mesi ogni reparto, con cinque mesi di prove e una lavorazione che ha richiesto una precisione quasi chirurgica. "All'inizio pensi di avere tantissimo tempo. Poi inizi a renderti conto che è tutto enorme. Ogni richiesta coinvolge decine di persone, che spesso lavorano tutta la notte per ricostruire, adattare, reinventare. E ricominciare da capo".

A pesare, però, non è stata solo la complessità produttiva: "C'era una pressione emotiva fortissima. Sapevamo quanto Wicked significasse per le persone. Nessuno di noi ha preso questo lavoro alla leggera".

Due film, un'unica grande storia emotiva

Wicked For Good Ariana Grande
Wicked: For Good, Ariana Grande risplende in abito da sposa in una scena

Girare Wicked e Wicked - Parte 2 consecutivamente ha rappresentato un'ulteriore sfida. Scott, però, non li ha mai considerati separati: "Li ho sempre visti come un'unica lunga storia". Il vero lavoro, semmai, è stato tenere traccia delle trasformazioni emotive dei personaggi, specialmente di Elphaba e Glinda.

"Cynthia Erivo e Ariana Grande sapevano sempre esattamente dove si trovavano nella storia. Cynthia sapeva se stava interpretando l'Elphaba che scopre il mondo o quella distrutta di No Good Deed. Ariana sapeva dove stava andando Glinda. È stato impressionante assistervi coi propri occhi".

Meno CGI, più corpo: la danza come fonte primaria

Una delle scelte più sorprendenti del film è l'uso limitato della CGI nelle sequenze di danza. "Non c'è mai stata una vera discussione sugli effetti visivi per i numeri coreografici" - ci svela Scott - "Avevamo ballerini incredibilmente talentuosi. Se non riesci a ottenere qualcosa di potente avendo loro a disposizione, allora è meglio che cambi mestiere (ride)"

Wicked For Good Ariana Grande Jonathan Bailey Set
Wicked: For Good, Ariana Grande e Jonathan Bailey sul set

Il risultato è una pellicola - in cinema-scope, altra sfida enorme per tutti i reparti - profondamente fisica, dove anche le acrobazie più spettacolari nascono dal corpo umano. "Abbiamo preso tutto dalla fonte", sottolinea il coreografo, rivendicando un approccio artigianale che restituisce al musical cinematografico una dimensione praticamente tattile.

Wicked - Parte 2, recensione: un finale intimo ed emotivo. Tra musica, rivoluzione e amore Wicked - Parte 2, recensione: un finale intimo ed emotivo. Tra musica, rivoluzione e amore

Dal teatro al cinema: studiare per poi tradire, mettendoci il cuore

Wicked Ariana Grande Cynthia Erivo Scena Ozdust Ballroom Lacrima Film Cinema
Wicked: Glinda consola Elphaba in un'emozionante sequenza della Parte 1

Scott conosce Wicked fin dall'infanzia. Ha visto lo spettacolo teatrale circa nove volte, tra Broadway e Londra. Eppure, l'obiettivo non era replicarlo sul grande schermo: "Il cinema è un medium diverso. Devi entrare nella storia e rifarla a modo tuo" ci spiega, mentre loda il coraggio creativo del regista John M. Chu, dell'autore del libro Stephen Schwartz e degli sceneggiatori.

Un esempio emblematico è la scena dell'Ozdust Ballroom: "C'è un momento intimo, una lacrima non prevista di Cynthia. La macchina da presa la cattura, Ariana la asciuga. Questo sul palco non sarebbe possibile. Devi onorare ciò che il cinema può fare".

Insomma il segreto del successo di Wicked, davanti e dietro le quinte, sembra stia nel cuore di chi lo realizza e di chi lo guarda. Il momento più emozionante per Scott infatti non è stato sul set, ma in sala a "guardare il film con degli sconosciuti. Sedermi in un angolo e osservare le persone mentre lo guardano. Può sembrare inquietante (ride) ma trova un suo senso perché a quel punto non riguarda più me ma l'esperienza che stiamo offrendo a loro".

Le coreografie migliori del film

A testimonianza del cuore messo nel progetto, alla domanda su quale coreografia lo renda più orgoglioso, Scott non fa distinzioni: "Sono soddisfatto di tutto. Non perché sia perfetto, ma perché è esattamente quello che doveva essere". Per lui, la bellezza sta anche nell'imperfezione, "nella mancanza di simmetria, nell'errore umano, spesso si percepisce più verità". Un approccio che rifiuta l'ossessione per il dettaglio assoluto e abbraccia invece curiosità e sentimento come veri motori creativi.

Wicked Idina Menzel Kristin Chenoweth Scena Cameo Film Cinema
Un cameo davvero speciale nel primo film

Tra i momenti più indimenticabili, il cameo di Idina Menzel e Kristin Chenoweth nella prima parte: "Il giorno più folle della mia vita" - ci confessa Scott - Prima ancora della scena, c'è stato l'incontro tra le quattro attrici. La performance è arrivata dopo, prima serviva la connessione. La coreografia umana viene prima di quella tecnica. 45 minuti tutti da ammirare per noi della troupe". Tra le nove volte a teatro, una era quella con Idina e Kristin? "Non ne sono sicuro, perché ero piccolo, ma mi piace credere di sì".

Street dance, musical classici e narrazione senza parole

Wicked Christopher Scott Coreografia Foto Set Film Cinema
Christopher Scott sul set di Wicked

Le coreografie delle Due Parti mescolano suggestioni della Golden Age del musical con influenze contemporanee: popping, breaking, crumping, animazione. "La gente mi dice che non ha mai visto una street dance così suggestiva e coinvolgente ma io rispondo che è la musica che ti fa guardarla in modo diverso".

Per Scott, lo stile nasce sempre dalla storia, mai il contrario. Ed è forse questo il segreto di un fenomeno cinematografico che, anche fuori dal cinema, continua a muoversi dentro chi lo guarda.