Vikings

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Vikings 5: la serie si rinnova rimanendo fedele a se stessa

I primi sei episodi della quinta stagione svelano quali saranno le tematiche e i personaggi centrali in questo nuovo capitolo dello show ispirato a fatti storici.

La serie Vikings, al termine della quarta stagione, ha gettato le basi per un'importante svolta nella trama mostrando la morte di Ragnar Lothbrok e le prime anticipazioni su chi avrebbe assunto un ruolo da protagonista nelle puntate inedite. Il creatore dello show, Michael Hirst, ha infatti chiuso un importante capitolo della storia e dato vita a spunti narrativi inediti che, tuttavia, sembrano in grado di mantenere intatta l'atmosfera che ha contraddistinto fin dal suo inizio il progetto targato History che va in onda in contemporanea con gli Stati Uniti sugli schermi italiani grazie a TIMVision.
I primi sei episodi dei venti che comporranno la quinta stagione seguono, in modo più o meno equilibrato, le diverse parti della trama che, tuttavia, in alcuni casi si intrecciano in più punti, facendo presupporre degli imminenti scontri che potrebbero portare a ulteriori uscite di scena illustri.
Gli eventi realmente accaduti che hanno ispirato la serie rimangono comunque tenuti in considerazione, nonostante le numerose libertà che si sono concessi gli autori nel corso di queste cinque stagioni e l'apparente, e inspiegabile, lentezza con cui alcuni dei personaggi sembrano invecchiare.

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Il complesso quadro della situazione

Vikings: Katheryn Winnick interpreta Lagertha

Dopo la morte di Ragnar i suoi figli sembrano non trovarsi in accordo sul modo in cui realizzare i desideri del padre. Al termine della quarta stagione, inoltre, Ivar "il senzaossa" (Alex Hogh) ha ucciso suo fratello Sigurd "Serpente nell'occhio" (David Lindström) e ora è determinato a sconfiggere i Sassoni, mentre Ubbe (Jordan Patrick Smith) e Hvitserk (Marco Ilsø) appaiono incerti di fronte all'ipotesi di sostenere attivamente i suoi piani.
Ivar dovrà però fare i conti con un nemico temibile: Heahmund, ruolo affidato a Jonathan Rhys Meyers. Il vescovo guerriero ha come obiettivo quello di sconfiggere i nemici con l'aiuto di Dio, ritrovandosi ben presto a cospetto dello spietato giovane, conquistandone l'ammirazione nell'assistere al suo modo di lottare senza paura.
Re Aethelwulf del Wessex, nel frattempo, (Moe Dunford) cercherà di essere all'altezza del padre, venendo tuttavia preso alla sprovvista a causa dell'astuzia dei suoi nemici.
Lagertha (Katheryn Winnick) continua poi a essere una presenza centrale nello show e sarà messa alla prova nel tentativo di mantenere il controllo su Kattegat. Nella quarta stagione, infine, Bjorn (Alexander Ludwig) era partito per raggiungere le coste del Mediterraneo e l'interazione con le popolazioni locali si rivelerà piuttosto complicata e pericolosa, mentre Floki (Gustaf Skarsgård) dà spazio alla sua voglia di esplorare, riuscendo a raggiungere dei luoghi dai contorni quasi mitologici.

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Un confronto ricco di fascino

Vikings: Jonathan Rhys Meyers in una foto della quinta stagione

Dopo The Departed , il doppio episodio con cui si è aperta la quinta stagione, Vikings è entrato nel vivo con Homeland, mostrando il primo epico scontro guidato da Ivar in cui, non solo emerge il suo comportamento al limite della follia, ma si scoprono nuovi dettagli della personalità, più razionale ma altrettanto spietata, di Heahmund. Il confronto tra i due personaggi si evolverà poi in modo particolarmente interessante nelle puntate successive, dando spazio a un approfondimento psicologico del vescovo guerriero piuttosto affascinante.
Jonathan Rhys Meyers sembra non aver problemi a calarsi nel carismatico ruolo e nella fisicità del personaggio, ritornando quasi all'insieme di caratteristiche che contraddistinguevano la sua interpretazione nelle ultime stagioni della serie I Tudors - Scandali a corte. Il personaggio viene progressivamente delineato in tutte le sue sfumature, dopo averne rivelato il lato meno "puro" e religioso negli ultimi minuti della quarta stagione, e il suo approccio alla battaglia viene messo ad esempio alla prova durante il tentativo compiuto da Ubbe e Hvtserk di raggiungere un accordo tra i due schieramenti, situazione in cui nemmeno l'intervento diplomatico del giovane Alfred riesce a far emergere quel desiderio di pace e armonia che abitualmente si associa a una figura religiosa. L'attore porta così in scena una figura estremamente risoluta, ferma nelle sue convinzioni e inflessibile, in grado di non lasciarsi intimorire nemmeno in casi di inferiorità numerica e da rischi mortali.

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Vikings: Alex Hogh in una foto della serie

Alex Hogh conferma invece la buona impressione suscitata al termine del ciclo di episodi precedenti riuscendo a delineare un leader sopra le righe e molto spesso incapace di tenere sotto controllo i propri istinti che possiede, tuttavia, un lato più vulnerabile. La sua determinazione nel superare la propria disabilità dimostrandosi migliore degli altri, non solamente alla pari, in alcuni passaggi della terza puntata, come ad esempio durante il suo incontro con la schiava, e di quella successiva intitolata The Plan, lascia comunque intravedere la sofferenza emotiva vissuta nel dover fare i conti ogni giorno con una realtà molto dura in cui la sua incapacità di muovere le gambe può essere considerata una debolezza imperdonabile. Ivar, ricordando un po' Ramsay Bolton della serie Il trono di spade, potrebbe sembrare all'apparenza incapace di riflettere, nascondendo invece dietro i suoi gesti la razionalità necessaria a ideare dei piani strategici in grado di sorprendere i propri avversari e far ottenere vittorie importanti.
L'attore gestisce bene anche le scene in cui cerca di manipolare psicologicamente gli altri e il finale del sesto episodio, The Prisoner, sembra promettere degli sviluppi narrativi particolarmente interessanti proprio per Ivar e il vescovo guerriero, il cui legame con la fede trasforma l'interazione tra i due oscuri personaggi in un elemento ancora più coinvolgente e imprevedibile.

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Una leader in difficoltà

Vikings: Astrid e re Harald in una foto della quinta stagione

Le sei puntate rendono possibile comprendere più dettagliatamente la situazione di Laghertha che, dopo aver preso in mano le redini della sua vita decidendo di dipendere su se stessa e non ottenere più il potere e la sicurezza solo attraverso un uomo, inizia a dover tenere in considerazione una sfiducia da parte di chi le sta accanto che potrebbe avere delle conseguenze persino mortali, considerando come più di un personaggio centrale stia pianificando un attacco a Kattegat. Un ruolo importante nella storia della sovrana è legato a quanto accadrà ad Astrid e al legame della donna con re Harald.

Vikings: un'immagine delle scene ambientate in Islanda

Il tema del tradimento, o di un possibile doppio gioco, è ricorrente nello show ideato da Hirst e nel caso dei due personaggi femminili diventa centrale per capire quanto profonda sia la lealtà nei confronti del personaggio affidato alla Winnick (attrice recentemente apparsa anche in film come La Torre Nera) o se l'idea di diventare regina della Norvegia sia in grado di minare la fedeltà di una delle presenze più importanti a fianco di Lagertha.
I primi episodi danno quindi maggiore spazio proprio ad Astrid, seguendone prima l'astuzia con cui riesce a dimostrare la propria indipendenza a re Harald, e poi il tentativo di mantenere il controllo su una situazione complicata che, purtroppo, sembra non essere in grado di gestire senza pagarne delle drammatiche conseguenze destinate, quasi sicuramente, a lasciare il segno.
Lagertha dovrà inoltre capire come reagire a un ritorno che potrebbe minare ulteriormente la stabilità della sua comunità, e la scelta che verrà fatta permetterà di sostenere una delle altre colonne portanti della trama di questa stagione.

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La scoperta di un mondo nuovo

Vikings: Gustaf Skarsgard in una foto della quinta stagione

Il personaggio di Floki sembra sia stato ideato in questa stagione per alimentare il filone dedicato al misticismo e la sua voglia di esplorare l'ha portato a scoprire un territorio da lui considerato la terra degli dei, a causa delle visioni molto intriganti mostrate nei primi tre episodi. Dopo la morte della moglie, inoltre, il personaggio sembrava rimasto quasi in sospeso, in difficoltà nel trovare una dimensione da poter considerare casa, facendo emergere nel personaggio un'insicurezza e irrequietezza che hanno gettato le basi per questa nuova versione, ovvero quella in veste di fondatore di una nuova comunità. La sua scoperta geografica porterà a un breve ricongiungimento con la comunità di Kattegat e, considerando quanto mostrato nelle puntate, la situazione non sembra particolarmente positiva per le persone che si lasceranno convincere da lui.
La parte della trama interpretata da Skarsgaard, tuttavia, regala agli spettatori delle sequenze visivamente di grande impatto grazie ai meravigliosi paesaggi dell'Islanda, valorizzando una fotografia curata che già in passato è stata in grado di conquistare il pubblico.

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Nuove avventure per Bjorn

Vikings: una foto della quinta stagione

A offrire un pizzico di leggerezza, non senza risvolti dark, è invece l'avventura vissuta da Bjorn durante il suo viaggio. La scelta, compiuta con Halfdan e la sua guida, di fingersi dei mercanti piuttosto che invasori avrà delle conseguenze inaspettate e gli incontri compiuti dal gruppo guidato dal personaggio di Ludwig metteranno quasi in crisi persino l'identità sessuale di uno dei suoi fedeli compagni di viaggio, mentre un'abitudine culinaria davvero inaspettata anticipa i problemi da affrontare mentre si trovano nel deserto, location almeno per ora non del tutto sfruttata a livello visivo che, tuttavia, permette di ampliare la gamma cromatica e dell'atmosfera che anima lo show, abitualmente più fredde e cupe. Questo contrasto, anche estetico, creato dagli sceneggiatori con i vari filoni narrativi, considerando la necessità della serie di rinnovarsi in parte ogni stagione, appare così piuttosto efficace per non trasformare la visione in un susseguirsi di attacchi e intrighi politici dai contorni particolarmente drammatici.

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Conclusione

Vikings: una foto di Jonathan Rhys Meyers

Le prime sei puntate della quinta stagione di Vikings dimostrano ancora una volta il notevole sforzo produttivo compiuto da History, in particolare nelle ricostruzioni delle battaglie e nella grande cura con cui si rappresentano i luoghi più affascinanti in cui si svolgono gli eventi. Dalle lande desolate esplorate da Floki all'assolato deserto che affrontano Bjorn e Halfdan, ogni paesaggio è rappresentato con una fotografia affascinante e cromaticamente ricca di sfumature. Meno attenzione, invece, si riscontra nella costruzione delle comunità che vivono nei villaggi e con gli spazi in cui si muovono i protagonisti, concentrandosi piuttosto sulle loro interazioni e sul tentativo di costruire un contesto generale che permetta di non disperdere l'attenzione, già messa a dura prova da potenziali tradimenti, piani strategici e legami in continua evoluzione. Gli sceneggiatori hanno infatti un gran numero di personaggi da tenere in considerazione e non in tutti gli episodi è possibile dare lo stesso spazio a ognuno di loro, tuttavia la storia procede senza troppi intoppi grazie a una regia dinamica che riesce a imprimere il giusto ritmo alla narrazione, alternando momenti concitati a passaggi maggiormente all'insegna della riflessione.
Gli elementi storici continuano a essere presenti e a rappresentare un punto di riferimento da cui partire per un racconto che mescola realtà e finzione con lo scopo di intrattenere e costruire una serie in grado di ricreare l'atmosfera che ha contraddistinto le lotte del potere nel passato pur offrendone una rappresentazione contemporanea e in grado di intrattenere lo spettatore, sfruttando anche delle tematiche senza tempo.
Vikings, con un buon mix di spettacolarità e approfondimento psicologico, mantiene intatti lo spirito e l'atmosfera che ha contraddistinto la serie ideata da Hirst fin dalla prima stagione, compiendo però delle svolte narrative originali e ponendo al centro dei personaggi, in parte nuovi, coinvolgenti che sembrano in grado di sostenere le trasformazioni necessarie a mantenere alto l'interesse degli spettatori ancora a lungo.

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