Un weekend artificiale e “l'AI è democristiana” secondo Leonardo Pieraccioni

Il comico toscano torna al cinema con una commedia che ruota attorno al tema dell'identità tecnologica e umana. Ecco cosa ha raccontato presentando il film. Al cinema dal 12 novembre.

Leonardo Pieraccioni e il cast di Un weekend artificiale

Rieccolo, con il suo inconfondibile accento toscano. A due anni da Pare parecchio Parigi, Leonardo Pieraccioni torna al cinema con Un weekend artificiale, commedia corale in cui si alternano Giulia Vecchio, Tosca D'Aquino, Giovanni Esposito, Paolo Hendel, Herbert Ballerina, Roberto Zibetti, Marta Zoboli, oltre agli amici di sempre Giorgio Panariello e Massimo Ceccherini.

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Sul set del film

In sala dal 12 novembre, Un weekend artificiale racconta di sei sconosciuti che si ritrovano invitati in una grande villa. Partecipano a una specie di esperimento, e devono scoprire chi tra loro sia un umanoide.

Un weekend artificiale: la nuova commedia di Pieraccioni

"Chi fa questo lavoro racconta la sua età", spiega Pieraccioni, che ha firmato la sceneggiatura insieme a Filippo Bologna e Andrea Bassi. "Ho iniziato raccontando i dubbi dei trentenni, poi ho affrontato la commedia romantica, e ancora i dubbi che possono avere i figli". Al centro del film il tema impellente dell'intelligenza artificiale, prosegue il comico incontrando la stampa durante la fatidica e tradizione conferenza di lancio. "Volevamo raccontare un argomento che ci interessa, però traslato tutto attraverso la favola. Abbiamo giocato su una figura non umana che si innamora dei nostri divertimenti e dei nostri fallimenti, ritrovandosi all'interno di una famiglia che prova emozioni".

A proposito di emozioni, Pieraccioni, sessantunenne, ha confidato come si arrivato lo spunto che ha dato la scintilla a Un weekend artificiale. "Ho trovato, ma senza leggerla, una lettera di mia figlia al fidanzato, era scritta a mano. E mi sono detto: certe empatie non verranno mai superate dall'intelligenza artificiale", e ancora, "ho immaginato un'intelligenza artificiale che non vuole rubarci il lavoro, ma che vorrebbe rubarci le emozioni. Anche quelle che ci fanno soffrire".

"L'AI? Ti dirà sempre quello che vuoi sentirti dire"

Parlando di intelligenza artificiale, il comico ha dichiarato quanto certe inflessioni non potranno mai essere alterate dalla tecnologia. "Io vivo ancora in provincia. Anzi, l'Italia di provincia mi ha salvato. Facevo il magazziniere prima di girare Il Ciclone. Tutt'ora mi vivo gli amici di sempre. Ecco, l'AI non avrà mai questa scintilla, non avrà mai una certa malinconia: è democristiana, ti dirà sempre quello che vuoi sentirti dire. Tuttavia, guideremo sempre noi la macchina".

Rivolgendosi ai giornalisti, l'autore ha poi parlato di un elemento per lui chiave, particolarmente significativo per il film, ovvero la mitica Sally di Vasco Rossi. "C'è una cosa che mi rende particolarmente felice: a trent'anni da Fuochi d'artificio, dopo Una canzone per te sono tornato a utilizzare una canzone di Vasco Rossi in un mio film. Questa volta ho scelto Sally, una canzone straordinaria che sembra scritta apposta per raccontare il percorso della nostra protagonista".

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