Triple Frontier

2019, Azione

Triple Frontier, la recensione: Ben Affleck e Oscar Isaac su Netflix tra rapina e guerriglia

La recensione dei Triple Fortier, il nuovo film Netflix diretto da J.C. Chandor con Ben Affleck e Oscar Isaac.

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Cominciamo questa recensione di Triple Frontier con una precisazione: il film appena arrivato su Netflix in tutto il mondo, anticipato solo da una breve permanenza in poche sale americane, è stato in realtà in pre-produzione per quasi dieci anni, ben prima quindi dell'arrivo della piattaforma streaming nel mercato cinematografico. E, ancor prima che la regia fosse affidata a J.C. Chandor, a dirigerlo doveva esserci nientepopodimenoche Kathryn Bigelow, con un cast cinematografico di altissimo livello guidato addirittura da Tom Hanks e Johnny Depp. Poi gli anni sono passati e come, spesso accade, il progetto ha cambiato pelle: del coinvolgimento della regista premio Oscar rimane traccia solo in un credit come produttrice esecutiva e nella sceneggiatura firmata Mark Boal, compagno della regista e già autore dei successi The Hurt Locker e Zero Dark Thirty.

Cosa sarebbe stato di questo Triple Frontier se l'avesse diretto la Bigelow non ci è dato sapere, di certo il risultato finale sarebbe stato diverso e, molto probabilmente, più politicamente e socialmente impegnato, e quindi rilevante. Il film di Chandor invece si "limita" ad essere un buon film di genere, anzi generi, visto che è di base un action thriller con brevi ma significative incursioni nell'heist e nel war movie, ma può contare comunque su un ottimo ritmo e un cast sempre all'altezza. È indiscutibilmente il film più facilmente fruibile tra quelli della filmografia del giovane e talentuoso regista e, proprio per questo, particolarmente adatto ad una platea vasta e variegata come quella di Netflix.

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Una trama che si dipana su tre confini

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La "triple frontier" del titolo è composta dal (triplo) confine tra Paraguay, Argentina e Brasile. È lì che la trama ha inizio, con un agente dello forze speciali, Pope (Oscar Isaac), che viene a conoscenza del nascondiglio dove si è rintanato un famigerato signore del narcotraffico con tutto il suo inestimabile patrimonio. Piuttosto che informare i suoi superiori, però, il soldato decide di richiamare in azione, o quantomeno provare a convincere, quattro ex colleghi: il pilota Francisco "Catfish" Morales (Pedro Pascal), i due fratelli William "Ironhead" Miller (Charlie Hunnam) e Ben Miller (Garrett Hedlund), e infine colui che era una volta il leader del gruppo Tom "Redfly" Davis (Ben Affleck). Lo scopo della missione - segreta, illegale e ovviamente quasi impossibile anche per degli ex veterani - è semplicemente quello di far fuori il drug lord e recuperare il maggior bottino possibile senza fare vittime e troppo rumore. Ma oltre a questo bisogna anche tornare a casa sani e salvi da un territorio a dir poco inospitale.

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Un super cast per la squadra speciale di Netflix

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C'è una cosa che ci ha insegnato Netflix in questi suoi primi anni di produzioni di film originali: pur limitandosi, molto spesso, a rischiare pochissimo in termini di temi e contenuti, il cast è sempre di alto livello, e spesso aiuta proprio a sopperire alla mancanza di molto altro. Non è esattamente questo il caso, perché il film di Chandor è un prodotto solidissimo e molto piacevole da guardare, ma è indubbio che la presenza di queste quattro star - peraltro giustamente amatissime anche e soprattutto dal pubblico femminile - contribuisca in modo significativo ad elevare il risultato finale. Pur non potendo contare su un approfondimento psicologico degno dei lavori precedenti sia del regista che delle sceneggiatore, i cinque personaggi e soprattutto le dinamiche di gruppo funzionano grazie al carisma dei loro interpreti e all'esperienza e al talento che portano davanti alla macchina da presa. A onor del vero a spiccare sono soprattutto Ben Affleck e Oscar Isaac, i due personaggi più affascinanti e complessi, ma l'intero gruppo rende al meglio quello spirito di cameratismo e fratellanza tipico del genere bellico; Chandor è comunque bravo a raccontarci una storia in cui valori tipici del genere come onore e fedeltà si mescolano all'avidità e allo spirito di sopravvivenza, due aspetti che, guarda caso, sono già stati al centro di altre piccole dello stesso regista.

Una colonna sonora da combattimento

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Se il film ha il grande pregio di appassionare e coinvolgere fin dai primissimi minuti, il merito non è solo della buona regia ma anche di una colonna sonora originale a cura del giovanissimo e talentuoso Richard Vreeland, aka Disasterpeace. Così come per i precedenti It Follows e Under the Silver Lake (in Italia ancora inedito), le sue tracce hanno una sonorità ben distinta e regalano al film un'atmosfera più unica che rara. A collaborare con lui alle percussioni c'è il batterista Lars Ulrich dei Metallica, che ha anche "regalato" al film due canzoni del gruppo particolarmente significative e suggestive - For Whom The Bells Tolls e Orion - che si vanno ad unire ai Creedence Clearwater Revival (Run Through The Jungle), Fleetwood Mac (The Chain) e all'indimenticabile Bob Dylan di Masters of War. Anche in questo caso avere alle spalle i soldi di Netflix, paga.

Triple Frontier, la recensione: Ben Affleck e...
Luca Liguori
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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