The Suicide Squad, la recensione: In missione per conto di James Gunn

La recensione di The Suicide Squad - Missione suicida, il nuovo film dedicato al gruppo di super cattivi DC firmato da James Gunn.

RECENSIONE di 02/08/2021
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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

Quando è stato annunciato che James Gunn avrebbe diretto il nuovo film dedicato al gruppo di folli super cattivi DC, la scelta ci è sembrata perfetta da estimatori del lavoro fatto dall'autore dall'altra parte della barricata dei cinecomics e, in questa recensione di The Suicide Squad - Missione suicida, non possiamo che confermare la bontà di quelle sensazioni avute a caldo: Gunn infonde della sua anima la nuova versione cinematografica di questi personaggi scorretti e sopra le righe, raggiunge l'obiettivo che il precedente aveva mancato, e riesce a di divertirci, sorprenderci e, non ci vergogniamo di dirlo, persino emozionarci. Un successo su tutta la sua dissacrante linea!

Da Belle Reve con furore

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

Eppure la premessa di The Suicide Squad - Missione Suicida non si discosta molto da quella del film precedente: un gruppo di super criminali rinchiusi a Belle Reve, la prigione con il più alto tasso di mortalità degli Stati Uniti, accetta di prendere parte a una super segreta Task Force X per portare a termine una missione ad altissimo rischio nella speranza di una via d'uscita. Il gruppo viene catapultato sulla remota isola di Corto Maltese, un luogo pericoloso che pullula di nemici, per un incarico di ricerca distruzione sotto la guida sul campo di Rick Flag e le indicazioni da remoto di esperti tecnologici del governo di Amanda Waller, che li seguono e controllano costantemente. Un'avventura densa di pericoli e segnata dal rischio costante di morire per mano di avversari, compagni di squadra o per un semplice ordine della Waller.

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Una folle selezione...

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

Se la premessa è simile, perché alla fine non serve altro che una scusa che giustifichi la collaborazione di un eterogeneo gruppo di criminali per uno scopo comune, i criteri con cui la squadra viene messa insieme sono diversi ed evidenziano lo spirito dissacrante del suo stesso autore, che ironizza direttamente e indirettamente sul concetto di "individui scelti per la loro abilità unica": spazio a personaggi carismatici come Bloodsport di Idris Elba e Peacemaker di John Cena, ma è altrettanta l'attenzione per i freak tra i villain DC, come la Ratcatcher II di Daniela Melchior, col potere di controllare i topi, o l'assurdo Polka-Dot Man di David Dastmalchian. Senza contare il bizzarro look di Peter Capaldi come Thinker, il già idolo del web King Shark a cui dà voce e anima Sylvester Stallone, o l'immancabile Sean Gunn alle prese con la sua solita surreale performance capture.

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... e Harley Quinn

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

E ovviamente lei, l'Harley Quinn di Margot Robbie, forse mai così a fuoco, considerando che nel primo film era, almeno in parte, definita attraverso il suo rapporto malsano col Joker e che il suo film standalone si muoveva alla deriva del suo stesso folle pensiero. James Gunn la rende una rotella ben oliata del suo perfetto ingranaggio, pur regalandole una propria dignità ricca di sfumature in parte inedite (e una resa visiva che le asseconda e valorizza), oltre che la miglior sequenza che la vede protagonista nei tre film in cui per ora compare. Il personaggio è la perfetta incarnazione dell'operazione dell'autore, che rende il suo The Suicide Squad un film corale in cui ogni personaggio ha il suo spazio senza fagocitare gli altri, la sua peculiarità che lo rende unico, il suo meritato momento indimenticabile.

La musica, ennesimo protagonista

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

In questo trionfale cammino senza freni, che si muove agile tra genio, follia e scorrettezza, non ci si stupisce nel trovare come ennesimo protagonista la componente musicale, con la solita, preziosa selezione di canzoni messa in piedi dall'autore per accompagnare e definire le imprese del suo pazzo team. Se di recente James Gunn ha rivelato i brani che non ce l'hanno fatta a finire del film, vi possiamo assicurare, pur senza anticiparvi nulla di specifico, che quelle presenti sono in linea con quanto vi potete aspettare da lui dopo i due capitoli de I Guardiani della Galassia, con scelte che non si rivelano solo orecchiabili e di livello dal punto di vista artistico, ma anche adeguate a sottolineare momenti della trama e dei personaggi. Insomma, un altro Awesome Mix ci aspetta!

Essere James Gunn

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The Suicide Squad: Missione Suicida, Idris Elba e James Gunn in una foto dal set

È incredibile, infatti, quanto sia evidente e riconoscibile la cifra stilistica di James Gunn, pur in un'opera nel complesso diversa da quelle che lo hanno fatto notare in casa Marvel: la sua estetica e i presupposti del suo cinema sono i medesimi, ma sono qui declinati in modo diverso e senza freni. Senza i vincoli di un target di famiglie, il regista lascia andare il lato più scorretto ed estremo della sua creatività, attingendo e rimpolpando le situazioni di riferimenti alla cultura popolare, regalando azione ricca di sangue e violenza, battute scorrette e un approccio al tema cinecomic che si sposta nel territorio già in parte esplorato da The Boys o Invincible. Questo può essere l'unico freno per una parte del pubblico che preferisce qualcosa di più leggero nell'approccio, ma un merito assoluto nel portare al cinema un approccio meno rassicurante al mondo dei cinecomic.

Conclusioni

La conclusione di questa recensione di The Suicide Squad - Missione suicida è per lui, il suo autore, James Gunn, e non potrebbe essere altrimenti perché è evidente la sua mano e la sua cifra stilistica, pur in un film che in definitiva è diverso da quelli che lo hanno portato alla ribalta. Diverso perché qui la creatività del regista è senza freni e si lascia andare a violenza, sangue e battute dissacranti senza preoccuparsi di dover essere accessibile a un pubblico di famiglie. La sua Suicide Squad è quella che avremmo meritato sin dal primo film, con ogni personaggio con il suo spazio, la sua funzione e il suo momento indimenticabile. Ed è superfluo dire che abbiamo un'altra grande colonna sonora da ascoltare in loop!

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.1/5

Perché ci piace

  • La cifra stilistica di James Gunn, una personalità forte, definita e riconoscibile pur in progetti diversi tra loro.
  • Lo spazio concesso a ognuno di personaggi del team, tutti importanti nell'economia della storia o della missione e con un proprio momento degno di nota.
  • I tanti riferimenti alla cultura popolare che arricchiscono la visione.
  • La colonna sonora, ma sarebbe anche superfluo dirlo!

Cosa non va

  • Il tono è sopra le righe, la violenza non manca, le battute sono spesso scorrette o dissacranti. Il che va benissimo nell'ottica dell'operazione di Gunn, ma bisogna accettarla per quella che è la sua natura.