Una corsa (letterale) contro il tempo per salvare il figlio rapito: solo che questa volta al centro della storia per fare giustizia non c'è Liam Neeson, re indiscusso del genere, ma Gal Gadot che, dopo Red Notice e Fast X (oltre ad aver indossato i panni della supereroina Wonder Woman), torna a dedicarsi all'action. Questo genere sembra esserle infatti particolarmente congeniale, sia dal punto di vista recitativo che fisico. Eccola quindi nei panni di una madre pronta a tutto in The Runner, pellicola di Kevin Macdonald e scritta da Mark Gibson, che sceglie di utilizzare i canoni classici del genere per intrattenere lo spettatore di Prime Video attraverso una vicenda ad alto tasso di velocità e adrenalina.
Una corsa contro il tempo
Seguiamo infatti le vicende che investono Maia Marten, un'avvocata che, come ogni mattina, si appresta ad accompagnare suo figlio a scuola per poi andare a correre. Proprio mentre sta sfrecciando come al solito nel parco, però, riceve una chiamata da una voce sconosciuta che la avverte di avere suo figlio in ostaggio e che lo ucciderà se non rispetterà alla lettera i suoi comandi. Quello che Maia deve fare è seguire di corsa il percorso tracciato dal rapitore per poi andare ad uccidere un suo cliente; se la donna si rifiuta, il misterioso uomo smetterà di somministrare il glucosio a suo figlio diabetico provocandone così il coma e la morte.
Iniziano in questo modo poco più di ottanta minuti in cui la protagonista dovrà correre per le strade di Londra cercando non solo di accontentare le richieste dell'uomo al telefono, ma anche di trovare una scappatoia che le permetta prima di tutto di mettere al sicuro suo figlio.
Gal Gadot e Damian Lewis come antagonisti
The Runner è un lungometraggio che mette tutte le carte in tavola fin dai primi minuti. Capiamo subito che il personaggio di Maia è scritto per svolgere il ruolo di eroina action: ne vengono esaltate le doti atletiche, ci vengono presentati il suo lavoro e la sua etica, uniti a un'indole competitiva. Insomma, ha tutto ciò che le serve per affrontare quella che sarà una lunga e massacrante corsa contro il tempo dove dimostrare doti atletiche ed intelligenza è di sicuro una priorità.
Per quanto riguarda la fisicità del personaggio, Gal Gadot è perfetta, anche se la sua recitazione diviene in alcuni momenti un po' troppo teatrale ed enfatica. Gli intrecci e le varie situazioni in cui rimane coinvolta risultano ben articolati e offrono allo spettatore l'opportunità di partecipare a quello che è in tutto e per tutto un percorso ad ostacoli per venire a capo delle vere intenzioni del ricattatore. Ed è questa la prima vera nota dolente del film: la figura del rapitore, interpretato da un Damian Lewis quasi sempre in ombra, rimane in qualche modo enigmatica ed effettivamente poco sfruttata, nonostante sia l'effettiva controparte della protagonista e una figura onnipresente in tutto il minutaggio della pellicola.
Regia, montaggio all'insegna dell'adrenalina
A non funzionare adeguatamente, poi, sono anche alcune scelte di regia. Il montaggio iperdinamico non sempre si sposa bene con alcuni effetti visivi adottati per rendere in immagini l'ansia e il panico che attanagliano Maia in alcuni momenti particolarmente tesi del film. Forse, in questo caso, uno stile più pulito e lineare avrebbe reso meglio alcune situazioni che non necessitavano di un effettivo rinforzo per immagini, ma che anzi meritavano che il focus fosse mantenuto sulla protagonista e sulla recitazione di Gal Gadot, senza interferenze.
Per il resto, The Runner fa il suo dovere: intrattiene senza troppe pretese intessendo una vicenda di certo non particolarmente originale e dall'esito piuttosto scontato, ma regalando comunque quasi un'ora e mezza di adrenalina e divertimento.
Conclusioni
The Runner si conferma un thriller d'azione efficace nel garantire quasi novanta minuti di puro intrattenimento e adrenalina, sostenuto dalla presenza fisica di Gal Gadot. Il film mostra tuttavia i suoi limiti in un intreccio dall'esito scontato, in un antagonista colpevolmente poco valorizzato come Damian Lewis e in una regia dall'iperdinamismo eccessivo, le cui scelte di montaggio rischiano a tratti di soffocare la tensione anziché valorizzarla.
Perché ci piace
- Gal Gadot e la sua naturale attitudine per i ruoli d’azione.
- Il ritmo imposto dagli eventi, preciso e coinvolgente.
Cosa non va
- Un villain poco valorizzato.
- Un montaggio non sempre preciso e scelte visive troppo invasive.
- Una recitazione che si fa a tratti troppo enfatica.