In principio era il film, datato 2019 e firmato da Guy Ritchie. Poi, nel 2024, arrivò la serie di The Gentlemen: stesso autore, stesso mondo narrativo, ma con l'idea di ampliare il racconto e portarlo oltre i presupposti del progetto cinematografico da cui nasceva.
A oltre due anni di distanza, la versione seriale va avanti con The Gentlemen 2, ma non accenna a volersi fermare, perché ancor prima del debutto in piattaforma, dal 3 settembre su Netflix, è già stata confermata anche una terza stagione. E così Theo James torna a vestire i panni del protagonista Eddie accanto a Kaya Scodelario, Ray Winstone e Joely Richardson, ma accanto a loro in questa seconda stagione troviamo anche alcuni esponenti del nostro audiovisivo, da Sergio Castellitto a Benedetta Porcaroli e Michele Morrone.
Consolidare l'impero criminale
L'ambizione non si lascia domare.
Otto nuovi episodi per The Gentlemen 2, quindi, che ci portano a un anno da quando Eddie e Susie hanno iniziato a lavorare insieme per l'impero criminale di Bobby all'estero, ma la prima scena ci mette subito in guardia anticipando pericoli, per poi fare un salto indietro a tre mesi prima. È la conseguenza del comportamento di Bobby, che prende decisioni sempre più azzardate? L'ambizione quando è sfrenata e senza controllo porta guai e così Eddie e Susie devono definire quale debba essere la loro linea di condotta: agire per non rischiare di perdere tutto quello che hanno costruito? Tra vicissitudini varie, è questo il cuore di questa seconda stagione.
Nuovi personaggi e location per The Gentlemen 2
L'espansione, e il consolidamento criminale, va di pari passo con quella narrativa, con nuovi volti pronti a integrare le attività dei protagonisti: Hugh Bonneville, Benjamin Clementine, Amra Mallassi e Tyler Conti, ma anche e soprattutto, per noi italiani, Sergio Castellitto, Benedetta Porcaroli e Michele Morrone che aggiungo un ramo nostrano agli interessi criminali di Eddie e Susie. Non tutti hanno lo stesso spazio e un difetto è di aggiungere più di quanto si possa approfondire negli episodi, con il rischio di qualche passaggio troppo frettoloso e superficiale, ma per lo più sono integrazioni che hanno lo scopo di dare ai protagonisti maggior campo d'azione e allo spettatore una maggior varietà.
Va di pari passo anche un'ampliamento territoriale nelle location della nuova stagione, passando dall'eleganza delle tenute della campagna inglese anche alle sponde del Lago Maggiore in Italia, che la regia sa valorizzare nei segmenti di storia in cui appaiono..
Meglio della prima? A tratti, tra alti e qualche basso
Questa maggior varietà aiuta nel rendere più vivace e coinvolgente la storia della stagione 2 di The Gentlemen, che parte in modo più intrigante della precedente che doveva prendersi la briga di definire il contesto narrativo, per poi avere un leggero calo nella fase centrale e riprendersi verso la conclusione. In generale però parleremmo di una conferma, di una stagione che piacerà a chi ha già apprezzato il primo ciclo di episodi, ma non propone nulla di così diverso da conquistare chi non apprezzava già la serie.
È allo stesso tempo il pregio e il limite di Guy Ritchie: quando un autore ha una cifra stilistica così ben definita, sia estimatori che detrattori difficilmente cambiano schieramento e The Gentlemen 2 conferma questa sensazione perché conferma quanto di buono l'autore ha dimostrato di saper fare molto bene, ma cade anche in alcuni sui vizi che molti spettatori non amano. Ma se siete dalla parte degli appassionati dell'autore e di questo mondo narrativo in particolare, questi nuovi 8 episodi vi regaleranno alcuni momenti che vi conquisteranno.
Conclusioni
The Gentlemen 2 si conferma un prodotto solido e visivamente appagante, capace di valorizzare le new entry italiane senza snaturare l'identità british del progetto. Pur soffrendo di qualche rallentamento a metà percorso, la seconda stagione offre esattamente ciò che i fan si aspettano: intrattenimento ritmato, sfarzo visivo e humor nero. Una conferma piena che giustifica la fiducia riposta da Netflix nel rinnovo anticipato.
Perché ci piace
- L'innesto del Lago Maggiore e la prova di Sergio Castellitto danno nuova linfa e varietà al racconto.
- A differenza della prima stagione, bloccata dalla necessità di introdurre il contesto, la storia parte subito a ritmo sostenuto.
- Ritmo serrato, dialoghi brillanti e un comparto visivo curato che faranno la gioia dei fan dell'autore.
Cosa non va
- La narrazione subisce una flessione di ritmo tra il quarto e il sesto episodio prima del finale.
- La serie conferma pregi e difetti del cinema di Guy Ritchie senza tentare di conquistare chi non ne apprezza la cifra stilistica.