The Expanse 5, Steven Strait: “Il potere allegorico della fantascienza è unico”

Abbiamo intervistato Steven Strait, uno dei protagonisti della quinta stagione di The Expanse, disponibile su Amazon Prime Video.

INTERVISTA di 30/12/2020
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The Expanse 5: una foto di scena

Continua la quinta stagione di The Expanse, che dopo i primi tre episodi propone un nuovo capitolo ogni mercoledì, fino ad arrivare alla conclusione che sarà disponibile su Amazon Prime Video a febbraio. In occasione del ritorno della serie abbiamo avuto modo di intervistare alcuni dei protagonisti, tra cui Steven Strait, che interpreta James Holden sin dal primo episodio. Il suo personaggio nel primo episodio è in congedo forzato (forced furlough in inglese), concetto che di questi tempi ha connotazioni un po' diverse dal solito.

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The Expanse 5:un'immagine di Shohreh Aghdashloo

L'attore non coglie quella sfumatura specifica, ma la sua risposta è comunque interessante: "Penso che faccia molto ridere la situazione di Holden all'inizio della stagione: è stato in giro per anni, e adesso c'è un momento per lui, Naomi e la loro 'famiglia', per affrontare i loro passati individuali. Gli eventi della serie li hanno spinti insieme, e adesso che c'è un momento per respirare arriviamo al tema dominante della stagione: ognuno affronta i fantasmi del suo passato, che sia Amos a Baltimora o Naomi con suo figlio. Holden quest'anno si è abituato al ruolo del leader, la sua vita è più stabile del solito, e tutto questo viene messo a soqquadro. C'è una maturità in lui che non abbiamo visto prima, come nel suo rapporto con Naomi: si fida di lei, la rispetta, capisce che lei deve affrontare la situazione da sola. E adesso che lui deve fare i conti con un complotto, lo fa con sicurezza, c'è un'evoluzione che l'ha portato, a fatica, a essere il leader di cui abbiamo bisogno. Da spettatore e fan dei libri posso dirti che il congedo non durerà a lungo, Holden trova sempre il modo di ricominciare a muoversi."

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LA VIDEO INTERVISTA A STEVEN STRAIT

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La forza dell'allegoria

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The Expanse: Steven Strait durante una scena della quarta stagione

Steven Strait in The Expanse ha un ruolo da leader, il che fa inevitabilmente pensare al mondo di oggi e a come le persone potenti a livello globale hanno gestito la recente crisi sanitaria. Com'è, per lui, recitare in una serie la cui premessa implica che avremo la testa sufficientemente a posto per viaggiare nello spazio? "Per me la cosa più importante nel raccontare questa storia riguarda il potere allegorico della fantascienza, che è unico. Parla di temi che esistono dall'inizio della civiltà. Holden è unico perché vede la cosa nel suo insieme, capisce che l'umanità è una cosa sola, che tutti noi sanguiniamo. E il più grande pericolo per l'umanità è lei stessa, siamo incapaci di unirci contro una minaccia che riguarda tutta la specie. Viaggiare nello spazio è nel nostro futuro, ma ci sono altri temi come il cambiamento climatico, e Holden cerca di convincere tutti che esistono delle minacce in grado di annientare civiltà molto più avanzate della nostra, e che siamo in grande pericolo. Ora, io sono ottimista e spero che l'umanità possa avere la testa a posto nell'affrontare questi problemi, ma per quanto riguarda la serie ho sempre pensato che fosse importante mostrare le sfumature e alimentare conversazioni che altrimenti non si terrebbero. Dando a quei problemi un altro nome riesci a raggiungere persone che forse non ci avrebbero fatto caso vedendo il notiziario, e si vede la complessità dei rapporti interpersonali. Per me è sempre stato questo l'aspetto fondamentale nel far funzionare lo show, e ne sono fiero."