Recensione The Equalizer 2: Denzel Washington angelo vendicatore in un sequel che non brilla

La recensione di The Equalizer 2 con Denzel Washington: piacevole e disimpegnato, perfetta per gli amanti dell'action, sarà anche incisivo quanto il primo film?

The Equalizer 2 Denzel Washington2

Robert McCall è tornato. Il taciturno impiegato amante della lettura e afflitto da insonnia cronica si è trasformato in uno spietato giustiziere. Lo avevamo lasciato mentre era intento a rispondere a una mail di richiesta di aiuto dopo aver sgominato una cellula mafiosa russa per liberare la giovane prostituta Alina. Lo ritroviamo in The Equalizer 2 a svolgere un nuovo mestiere, l'autista, che gli permette di entrare in contatto con un gran numero di persone, intercettandone le difficoltà. L'incipit del film si consuma nell'arco di una decina di minuti su un treno diretto in Turchia. Tutta la prima parte del film è, però, incentrata sugli interventi di McCall condensati in un rapido e violento montaggio. Il sangue versato ci dà la misura del cambio di passo rispetto al primo The Equalizer. Di là un uomo solo, straziato dalla perdita della moglie, che trova una ragione per scendere in campo, di qua un vigilante a tutti gli effetti.

Se in The Equalizer - Il vendicatore Denzel Washington metteva a repentaglio la propria vita per proteggere una perfetta sconosciuta, stavolta è l'Agenzia a richiamare in azione l'ex agente nel momento in cui la cara amica Susan Plummer (Melissa Leo) è coinvolta in un incidente a Bruxelles. Situazione potenzialmente delicata, visto che gli affetti di Robert McCall, dopo la perdita della moglie, si possono contare davvero sulla perdita delle dita. L'emotività, però, cede il passo a una reazione calcolata da vero detective, che ci trascina nella dimensione del thriller spettacolare. Il Robert McCall del primo The Equalizer era una figura complessa, sfaccettata, un antieroe solitario e dimesso, doti che distinguevano il personaggio dal tipico protagonista cool dei thriller alla Ethan Hunt. In The Equalizer 2 - Senza perdono questa caratterizzazione sbiadisce. Il culto di McCall si alimenta del ricordo del primo film e l'approfondimento psicologico lascia il posto alla dimensione action pura e semplice.

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The Equalizer 2 - Senza perdono, Denzel Washington in azione

Sequel che vince non si cambia, ma Fuqua decide di cambiare

The Equalizer 2 - Senza perdono, Denzel Washington e Melissa Leo in una scena

Le variazioni nelle location e nell'atmosfera sono una spia del tentativo di The Equalizer 2 di affrancarsi dal predecessore. Curiosamente questa è la prima volta che il regista di Antoine Fuqua accetta di ripetersi, cosa che non era accaduta con la saga di Attacco al potere. La Boston del primo film era per lo più notturna, periferica, intima. Le spedizioni punitive di Robert McCall si consumavano in vicoli bui o in case immerse nell'ombra. Stavolta l'ex agente agisce in piena luce, per le strade affollate del South End, mentre la resa dei conti col cattivo di turno, interpretato da Pedro Pascal, si svolge nella suggestiva zona costiera di Lynn Shore Drive durante un uragano. Meno sottile rispetto al passato, Antoine Fuqua calca la mano sulla dimensione action lasciando da parte ogni possibile velleità intellettuale a scapito della dimensione spettacolare.

The Equalizer 2 - Senza perdono, Denzel Washington mostra il distintivo

A farne le spese è la storia. La sceneggiatura scritta da Richard Wenk risulta sfilacciata, poco coesa. Bisogna attendere quasi metà film prima di venire a conoscenza del caso su cui McCall è chiamato a intervenire. Nel frattempo lo vediamo vagare su e giù per le strade di Boston a bordo della sua Chevy Malibu punendo colpevoli di molestie, aiutando anziani ebrei, donne mussulmane, stagiste maltrattate e giovani artisti. Nonostante i difetti strutturali, The Equalizer 2 ha dalla sua un'arma potentissima: il ciclone Denzel Washington. Libero da responsabilità, nel ruolo di Robert McCall il due volte premio Oscar giganteggia dimostrando di poter sostenere un film poco riuscito con la sua monumentale presenza. Intenso, riflessivo, saggio, il suo vigilante è un uomo privo di paura, dedito a inseguire la propria idea di giustizia. Washington incarna un moderno supereroe dal volto umano, empatico, ma all'occorrenza spietato, e il suo carisma offusca perfino le incongruenze narrativa.

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La violenza diventa spettacolo

The Equalizer 2 - Senza perdono, il regista Antoine Fuqua sul set

Pur non privo di difetti, The Equalizer 2 è una visione piacevole e disimpegnata, perfetta per gli amanti dell'action. Antoine Fuqua si fa prendere la mano abbondando in sparatorie, schizzi di sangue, denti che volano e duelli all'arma bianca. Il regista non si fa mancare neppure un paio di ralenty da moderno western, ma è il lungo scontro finale con Pedro Pascal in una Lynn Shore Drive battuta da vento e pioggia a catalizzare l'attenzione. The Equalizer 2 è uno spettacolo per gli occhi e può vantare la presenza di una delle star più talentuose del panorama attuale. Tanto basta per lasciar presagire, incassi permettendo, l'arrivo di un nuovo capitolo.

Recensione The Equalizer 2: Denzel Washington...
Valentina D'Amico
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
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