Summertime 2, parlano i creatori della serie Netflix: “Ci piacerebbe vedere crescere i personaggi"

I creatori della serie Netflix Summertime, i registi Francesco Lagi e Marta Savina, e lo sceneggiatore Enrico Audenino, ci hanno raccontato come hanno costruito il racconto, tra esperienze personali, musica e letture.

INTERVISTA di 05/06/2021
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Summertime: Rebecca Coco Edogamhe nella seconda stagione

Chi, in un momento vicino o lontano nel tempo, è stato adolescente, sa che l'estate è sempre stata un momento sospeso, fuori dalla realtà e dal resto del mondo, dove poteva accadere qualunque cosa. È proprio questa l'idea che anima anche Summertime 2, la serie originale italiana Netflix prodotta da Cattleya - parte di ITV Studios -, la cui stagione 2 è disponibile in streaming dal 3 giugno. Ce lo ha confermato proprio Enrico Audenino, sceneggiatore della serie con Francesco Lagi, (e Daniela Gambaro, Luca Giordano e Vanessa Picciarelli). "Abbiamo cercato il più possibile di giocare con un elemento identitario della serie, l'estate" ci ha spiegato. "L'estate, al di là del gioco di parole con il nome della protagonista, è il contenitore della serie per tono, per intrecci, per il tipo di storia che racconta. In estate succedono cose che sono al tempo stesso fondamentali e inutili. Possiamo lasciarcele alle spalle, ma l'estate successiva quel discorso riprende". Come nella prima stagione, Summertime 2 inizia con l'ultimo giorno di scuola, e stavolta è il giorno dell'esame di maturità. L'episodio 1 funziona come una danza, un personaggio chiama in scena l'altro, lo trascina a sé, e in questo modo scopriamo dei legami di cui non eravamo al corrente. "Il discorso fondamentale per noi è stato l'ellissi" continua Audenino. "Cosa succede da un'estate all'altra? Abbiamo cercato il più possibile di giocare con quella cosa, che a volte nelle sceneggiature è un po' goffa, che è il rilascio delle informazioni. Volevamo che gli spettatori venissero a contatto con le novità sentimentali che erano accadute ai nostri protagonisti in modo naturale, diretto, e anche un po' giocoso. Volevamo che l'elemento sentimentale fosse la sorpresa per lo spettatore. Su questo abbiamo costruito l'elemento centrale della prima puntata". E così l'estate è tornata. All'inizio della nuova stagione Summer, Edo e Sofia superano l'esame di maturità e fanno progetti per il futuro, Ale è in Spagna alle prese con il suo rientro in pista e una nuova vita sentimentale, mentre Dario è in cerca di una strada sua.

Allontanarsi da Tre metri sopra il cielo e dagli anni Sessanta

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Summertime, un'immagine della seconda stagione

Arrivata alla stagione 2, Summertime ci sembra ancora più fresca, nuova, diversa dalle altre serie teen, da alcuni dei nostri film "balneari", o da certe commedie sentimentali di casa nostra. Resta davvero poco di Tre metri sopra il cielo, il libro di Federico Moccia, a cui la serie sarebbe liberamente ispirata. "È così liberamente ispirata che alla fine ce ne siamo allontanati" ci risponde Enrico Audenino. "È stato un processo di lavorazione così lungo che, alla fine, abbiamo deciso di tenere solo gli aspetti fondamentali. È una storia d'amore tra due ragazzi, lui corre in moto. E abbiamo cancellato tutto il resto, è tutto nuovo. Se non forse una certa aria teen: nel tentativo di rinnovare una storia per ragazzi è ovvio che ci siamo ispirati a una trama come quella, Ma Summertime è originale". Lo è anche rispetto a tanti di quei film che, dagli anni Sessanta agli anni Ottanta e Novanta, raccontavano vicende ambientate in riva al mare. "C'è un riferimento superficiale che ha a che fare con la conformazione geografica e antropologica dell'Italia" riflette Enrico Audenino. "Nel momento in cui inquadri una spiaggia italiana, e una spiaggia in Romagna, vieni portato negli anni Sessanta. Anche chi non ha vissuto quegli anni è portato a riviverli. In Liguria alcuni bagni sono fermi a quegli anni. Da questi riferimenti estetici, più documentati che scelti, ce ne siamo andati, salvo restare fermi con la musica. Volevamo tenere connessi questi elementi non fare tabula rasa della nostra tradizione estiva, ma tenerla viva con la nostra storia musicale".

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La musica: Da Amore disperato a Fiamme negli occhi

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Summertime: Ludovico Tersigni nella seconda stagione

La musica, sin dalla stagione 1, è uno degli elementi chiave della serie. Summer, la protagonista, si chiama così perché suo padre, un musicista come la madre, amava tanto quella canzone, Summertime. E, sin dalle prime puntate, porta con sé quella raccolta di canzoni di altri tempi. Durante la serie ascoltiamo la cantautrice Ariete, che, oltre a essere protagonista di uno speciale cameo all'interno di Summertime, porta il suo stile nella colonna sonora con L'ultima notte, un brano che ha scritto appositamente per la serie, e con 18 anni e Solo te. Ascoltiamo i Coma_Cose con Fiamme negli occhi. Thony è presente ancora una volta nella doppia veste di protagonista, nel ruolo di Isabella (la mamma di Summer e Blue) e di musicista, con le sue nuove canzoni Trouble me too e We'll be fine. Ascoltiamo dei classici italiano come Il cielo in una stanza, Amore disperato e Il cielo è sempre più blu, accanto a brani di artisti attuali come Franco126, Carl Brave, Margherita Vicario, Gio Evan, Frah Quintale, Fulminacci, Psicologi ft Madame, Svegliaginevra, Venerus e molti altri. "Il legame della protagonista con la musica è molto forte, è una cosa che abbiamo deciso in scrittura, durante l'ideazione del personaggio" ci ha spiegato il regista Francesco Lagi. "La serie è musicalmente molto connotata: in questa seconda stagione le canzoni e la musica di Thony hanno un ruolo centrale, ed è un altro elemento che abbiamo sviluppato. La colonna sonora è fatta di musica leggera classica italiana e di musica contemporanea. È una contaminazione, un tentativo sonoro di contemporaneità". "Alcuni brani erano scritti in sceneggiatura" aggiunge Marta Savina, regista della serie insieme a Lagi. "Abbiamo cercato di rispettarli, appartenevano al mondo di Summer, raccontavano il suo pensiero e i suoi sentimenti. Altri brani sono state scelte che abbiamo provato sul set, mettendo musica nelle scene e vedere come funzionava. Altre scelte sono nate dopo".

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Summertime: Coco Rebecca Edogamhe e Giovanni Maini in una scena della serie Netflix

La notte, colore e vita

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Summertime: Rebecca Coco Edogamhe in una foto di scena della seconda stagione

Dire musica, e dire estate, vuol dire notte. Perché, durante le estati della nostra adolescenza, erano proprio le notti i momenti in cui esplodeva tutto. La stagione 2 di Summertime vive molto di notte, e la notte è fatta di luci al neon, brillanti e incantate. "Volevamo portare in queste notti un elemento di colore, di vita" commenta Marta Savina. "Da un lato tutto questo rispecchia la vitalità delle notti in Romagna: quando sei adolescente sei in mezzo alle feste e ai locali, anche la spiaggia di notte è una festa. Dall'altro rispecchia un look che è proprio di Summertime, della serie. Quest'anno c'erano più notti in sceneggiatura ed è stata una sfida non rendere queste notti buie ma colorarle in modo più o meno realistico e dentro il tono dello show. È stato uno sforzo perché ci vuole molta luce per illuminare le notti". "Man mano che questa storia continua la notte aumenta, man mano che cresci d'estate la notte è il momento in cui vivi più avventure, c'è più libertà, ci possono essere maggiori svolte" aggiunge Enrico Audenino. "Dato che di estate in estate i ragazzi crescono, in scrittura abbiamo aumentato il peso della notte. Uno dei temi fondamentali è la maturità dell'amore, nella seconda stagione Summer ha a che fare con un amore più complicato e più complesso, e inizia a capire i limiti dell'amore, sa cosa vuol dire amare più persone".

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Girare nel mondo del motociclismo

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Summertime: Ludovico Tersigni in una scena della serie Netflix

A proposito di sfide produttive, la seconda stagione di Summertime ne ha riservate non poche. "Avendo girato nell'estate dell'emergenza sanitaria avevamo delle spiagge vuote" ci svela la regista Marta Savina. "La cosa si notava e alcune inquadrature con i droni dovevamo orchestrarle noi, non si poteva far vedere che erano deserte. In strada la realtà era quella della gente con le mascherine, mentre noi avevamo deciso di raccontare una storia in un mondo che non era toccato da ciò che è accaduto nel 2020". "Un'altra sfida è stata orchestrare le corse di moto: le abbiamo raccontate molto più da vicino, molto più da dentro, si vedono le gare del campionato, ed è stata una sfida che produttivamente ha impegnato tutti molto" continua la regista. Nelle riprese sono stati coinvolti oltre 15 team motociclistici e 6 piloti professionisti. E il risultato è altamente professionale. "Abbiamo collaborato con il CIV, il Campionato Italiano Velocità, abbiamo girato negli autodromi di Imola, Modena, Misano" ci illustra la regista. "C'è stato un dispiego tecnico di risorse produttive importante".

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Summertime: Coco Rebecca Edogamhe nella serie Netflix

Il casting virtuale: arriva Amparo

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Summertime: Ludovico Tersigni in una scena della seconda stagione

Una delle curiosità della stagione 2 di Summertime, nata in piena pandemia, è che il casting per i nuovi attori è stato virtuale. Così Amparo Piñero Guirao, l'attrice che interpreta Lola, la new entry della nuova stagione, è stata provinata dagli autori su Zoom. "Il casting virtuale è stato sorprendente" ci racconta Marta Savina. "Sia io che Francesco eravamo terrorizzati all'idea di fare questi Zoom, di dover scegliere un attore senza mai vederlo. Ma in questi casi di necessità si fa virtù, quando sei costretto a fare così perché la pandemia non ti permette di andare in Spagna, devi farlo. Abbiamo fatto molti provini su Zoom, abbiamo fatto una lettura con Alessandro e noi tutti in una stanza a Roma, e Amparo Piñero Guirao in collegamento. Quando Amparo è venuta a Marina di Ravenna eravamo molto curiosi di vederla dal vivo. Siamo stati molto contenti di lei. Ma non vorremmo che i casting su Zoom diventassero la norma".

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Da Non ho mai... a Sex Education

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Summertime: una scena della seconda stagione

Insomma, arrivata alla seconda stagione, Summertime riesce in due cose non da poco. La prima è non assomigliare a nessun'altra serie teen, o a nessun film balneare tra quelli che sono stati fatti. Forse perché sceneggiatori e registi si sono dati pochi riferimenti. "Non so dirvi un riferimento preciso, non abbiamo in mente, mentre scriviamo, qualcosa da ricalcare" ci spiega Francesco Lagi. "Direi i racconti di formazione, di crescita di ragazzi; ce ne sono molti e ognuno di noi ha i preferiti. Ma non so darci un titolo". "La risposta è un po' strana, ma le ispirazioni sono state le mie estati" risponde Enrico Audenino. "Dai 14 ai 20 anni ho passato le vacanze sempre nello stesso posto. E istintivamente vado ad attingere sempre a quei ricordi lì, che sono un serbatoio di educazione sentimentale per me. Non ho in mente un riferimento preciso. A differenza di altri prodotti, non ricordo l'estate come elemento fondamentale nelle storie di ragazzi, che di solito ne raccontano la quotidianità. Credo che questa astrazione dalla quotidianità dei ragazzi in qualche modo ci sposti altrove. Ci viene di fare riferimento ai libri che si leggevano in quegli anni, anche se non ne citiamo le trame. Leggevi Herman Hesse, Calvino: quella noia, quell'attesa, quell'apparente inutilità. Cerchiamo di citare un tono piuttosto che un intreccio". "Io sono entrata in seconda stagione e mi sono adattata a una serie che aveva un suo stile" è la risposta di Marta Savina. "Mi sono andata vedere tutte le serie teen disponibili. Per me i riferimenti sono la serie Netflix Never Have I Ever, Non ho mai... e Sex Education, che è leggermente più edgy, senza essere Euphoria, che è fuori mondo per noi".

Chi saranno i nostri personaggi da adulti?

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Summertime: Coco Rebecca Edogamhe e Amanda Campana in una scena della serie Netflix

La seconda cosa in cui riesce Summertime, ed è la cosa più importanti, è farci entrare nelle vite dei personaggi, farci affezionare a loro. Riferimenti o meno, quello che si nota è un grande amore per i personaggi. "Ci piacerebbe vedere crescere i personaggi, vedere come si evolvono come imparano ad amare, a soffrire, come imparano a sopravvivere alle ferite delle loro estati, estate dopo estate" ci spiega Francesco Lagi. "Osservarli nel modo più naturale possibile e vedere che vita hanno, cosa saranno quando saranno diventati grandi. La sfida, estate dopo estate, essendo questo il tempo che abbiamo scelto per raccontarli anno dopo anno, è questa: capire cosa sarà di loro da adulti".