"Perché lo stai facendo davvero?". È da questa domanda, insistente e quasi terapeutica, che passa il cuore pulsante della seconda stagione di Stick, la produzione originale targata Apple TV che vede Owen Wilson affiancato dalla new entry Rhea Seehorn. Smessi i panni di mentore di un talento ormai sbocciato, Pryce Cahill si ritrova a fare i conti con se stesso, decidendo di giocarsi il tutto per tutto per riscattare una carriera interrotta troppo presto.
Ad accompagnarlo in questa scommessa c'è Amanda, figura chiave con cui riaffiorano vecchie abitudini e nodi mai del tutto sciolti. "Non si tratta solo del riscatto di Pryce: lungo il cammino anche Amanda scopre di desiderare una seconda possibilità di cui non sospettava nemmeno il bisogno", ci ha confessato Seehorn. Nella nostra chiacchierata, la coppia di interpreti ha riflettuto sul peso del rimettersi in discussione, sull'accoglienza calorosa di veterani del set come Timothy Olyphant e su come una pallina da golf possa farsi specchio delle fragilità più umane.
Una seconda chance sul green: la nuova traiettoria di Pryce Cahill
Dai due personaggi, da Pryce e Amanda, abbiamo iniziato la nostra intervista con i protagonisti ci Stick 2. Cosa cambia per il protagonista? "In questa stagione Santi non sembra aver bisogno di me quanto prima" ha ammesso Owen Wilson, "si è ormai affermato e viene riconosciuto per il suo talento. Quindi provo una sensazione del tipo: 'E adesso io che faccio?'. E c'è l'idea di avere una seconda possibilità per inseguire quel sogno che avevo da bambino, essere uno dei migliori golfisti. Ci riprovo. Ed è qui che arriva Amanda, per aiutarmi a realizzare questo obiettivo."
E a lei parla direttamente, alla collega che lo affianca: "Proprio nella scorsa intervista riflettevo sul fatto che tu sia arrivata su questo nuovo set senza conoscerci davvero, eppure già dal primo giorno sembrava che ti fossi integrata con estrema naturalezza." Non semplice, perché, a detta di Owen Wilson, doveva "entrare ed essere la persona che ha qualcosa da dare, cercando in qualche modo di far 'vedere la luce' a qualcuno, per così dire." E non ci aspettavamo niente di meno dall'attrice che tanto abbiamo amato in Better Call Saul e Pluribus.
La chimica sul set e il passato irrisolto tra Amanda e Pryce
È subito evidente che c'è stato qualcosa di turbolento o di irrisolto nel passato dei due personaggi. "Esatto, Pryce e Amanda hanno un passato sentimentale complicato" ha spiegato Rhea Seehorn, "lui si è imbarcato in questo viaggio on the road per tentare di vincere... di diventare la persona più anziana ad aggiudicarsi un Open, giusto? Un golfista ormai al tramonto. Amanda è una swing coach, ma si percepisce subito un vissuto complesso tra loro, e ci siamo divertiti molto a disseminare questi indizi. All'interno di questo percorso, credo che Amanda scopra a sua volta il bisogno di ripartire da capo, una seconda chance di cui non sapeva nemmeno di aver bisogno. È stato davvero divertente, e loro sono stati fantastici. Owen diceva del mio arrivo e del dover sembrare perfettamente a mio agio, ma lui, Timothy Olyphant e Marc Maron sono stati incredibilmente accoglienti. Se sei capace di incassare e ribattere colpo su colpo, ti accolgono subito nel gruppo."
La scena chiave: quando la vulnerabilità diventa terapia
Ma c'è una scena, un momento della serie che rappresenta la vera essenza dei loro personaggi, di Pryce e Amanda? "C'è un momento in cui Amanda è ormai quasi esausta nel tentativo di entrare in contatto con me" ha detto Owen Wilson, "'Perché lo stai facendo? No, perché lo stai facendo davvero? Perché?'. Alla fine è un po' come quando un terapeuta riesce a farti crollare le difese per farti ammettere il vero motivo. Ricordo bene quella scena: è stato come dire 'Bene, ora mettiamoci al lavoro. Adesso che siamo sulla stessa lunghezza d'onda e sei disposto a essere onesto, possiamo iniziare'. È qualcosa che sento vicino anche nella vita reale, quella sensazione di vulnerabilità."
La presentazione di Amanda è quella che ha colpito fin da subito Rhea Seehorn: "Ho amato la prima scena in cui entro in casa e ci siete tutti voi. Cercavamo di comunicare quasi senza dialoghi quanto fosse complessa quella relazione: la felicità e al tempo stesso il disagio di rivedersi, quanto tempo fosse passato dall'ultima volta. E poi le mie reazioni verso Mitts, il personaggio di Marc Maron, e verso Clark, quello di Timothy Olyphant. È stato davvero divertente. Poi c'è un'altra scena che adoro, visibile anche nei trailer: un campo lunghissimo in cui camminiamo sui campi raccogliendo palline, tirando e ridendo. Lì capisci: 'Ecco perché queste persone erano così legate in passato, e come il golf rappresentasse per loro un linguaggio condiviso'. L'ho trovato davvero potente."