Voli d'emergenza, decisioni da prendere in una frazione di secondo e un cast ad altissima tensione: la nuova stagione di SkyMed conferma la serie come uno dei titoli più verticali e avvincenti del catalogo streaming, per un genere che il pubblico ha dimostrato di amare e seguire con passione. Per capire cosa ci attende nei nuovi episodi, abbiamo incontrato una delle new entry della quarta stagione, arrivata su Paramount+. Nella nostra intervista, Lauren Lee Smith ci racconta come ha costruito la leadership del suo Capitano Riley e cosa abbia provato a entrare in un cast così consolidato e a recitare sospesa tra il realismo medico e le spettacolari sequenze d'azione nei cieli del Canada.
Il Capitano Riley: Leadership e Fiducia
Nella nostra intervista partiamo proprio dal suo personaggio, dal Capitano Riley che rappresenta una delle novità di SkyMed 4, figura forte in un ambiente ad alta pressione. Che tipo di sfide personali ed emotive la vedremo affrontare? "Il Capitano Riley ci viene presentata come una che 'parte in quarta', ha molte opinioni e molte idee. Ciò che vedremo nel corso della stagione è la sua consapevolezza che ha bisogno di darsi una calmata e fidarsi un po' di più della squadra. Ma non è il tipo di persona che si fida della parola data: ha bisogno che le venga dimostrato, ha bisogno che la squadra glielo provi per guadagnarsi la sua fiducia."
E qual è la scena che più rappresenta la vera essenza del personaggio? "Per me, onestamente, è la nostra introduzione a Riley. Quando scende dall'aereo in divisa, con i suoi occhiali da aviatore... quella sicurezza sfrontata rappresenta chi è il Capitano Riley. In quel momento ho capito: 'Ok, ora so chi è questo personaggio, ho capito cosa dobbiamo fare con lei'".
La sfida più grande? L'assertività
Se da una parte la prima introduzione al personaggio la caratterizza da subito, dall'altra siamo curiosi di capire quale sia stata la sfida più grande di questo nuovo e la risposta ci ha un po' sorpresi. "Sai, è buffo: nella vita reale sono una persona piuttosto timida e riservata. Quindi per me è sempre difficile interpretare questi personaggi così audaci, usare una voce forte. È qualcosa che è decisamente fuori dalla mia zona di comfort. Dover trovare la stabilità e prendere il comando in quei momenti era la parte che mi rendeva più nervosa perché, come Lauren, preferisco stare un po' sullo sfondo. Per me questa è stata la sfida più grande. Adoro tutto il resto, come cadere da un dirupo o fare altre cose divertenti... quello è un bonus del mestiere. Ma essere una persona forte e assertiva è stata la sfida principale."
Da CSI all'entrare nella famiglia già unita di SkyMed: 28 anni di carriera
Un personaggio che si è trovata a portare in scena in un cast già consolidato. Come è stato entrare a far parte di questo gruppo? "Sai, è sempre un po' scoraggiante entrare in una serie che è già alla sua quarta stagione, uno show di successo. Fortunatamente avevo sentito cose bellissime da molte persone che avevano lavorato alle stagioni precedenti, quindi ero rassicurata. So che è un cliché dirlo, ma hanno davvero creato una bellissima unità familiare tra cast e troupe. Sono stati tutti molto accoglienti e adorabili. In realtà c'erano molti volti familiari nella troupe con cui ho lavorato nel corso degli anni, il che è stato piacevole. Sono stata accolta a braccia aperte e ne sono molto grata, perché è sempre difficile essere 'la nuova arrivata'"
E cosa ha portato in SkyMed dai suoi lavori precedenti, da CSI a Frankie Drake Mysteries? "In ogni lavoro che hai la fortuna di fare, porti con te l'esperienza passata, che tu lo voglia o meno. Certamente ora ho una migliore comprensione di come arrivare dal punto A al punto B in un procedurale; diventa qualcosa di familiare dopo averlo fatto tante volte. Ma è interessante perché, dopo 28 anni in questo mestiere, entro ancora in un set per la prima volta con lo stesso nervosismo di quando avevo 17 anni. Credo sia la parte magica di questo lavoro: è sempre nuovo, c'è sempre qualcosa da imparare da portare al lavoro successivo."
Perché amiamo i Medical Drama?
SkyMed come altri suoi lavori precedenti sono procedurali o medical drama, generi che il pubblico ha dimostrato di apprezzare e che ancora segue con passione. Qual è il segreto di questi generi? "Penso che il pubblico ami l'idea di sapere cosa riceverà: sai che ci sarà un'emergenza, un salvataggio e una risoluzione alla fine. C'è un senso di conforto in questo." E come si colloca questa serie in questo filone così fortunato?"Credo che SkyMed faccia un ottimo lavoro nell'unire questo aspetto all'elemento drammatico, alle relazioni tra i personaggi, mantenendo il pubblico interessato al loro passato e alle loro vite private. Ottieni un mix di entrambi i mondi e penso sia la formula vincente per la TV". E al pubblico piace vedere questo, imparare a conoscere i personaggi e amarli, e magari, perché no, "che alcuni i loro si ritrovino coinvolti in relazioni sentimentali!"