Un "lavoro sull'amore". Da questo spunto, guardando tanto al cinema quanto al teatro, Michela Cescon dirige la sua opera seconda portando sul grande schermo il romanzo di Giorgio Montefoschi, Desiderio. In mezzo i segreti, la vita che fai il giro, gli sguardi malinconici, i corpi che cambiano e il tempo che sfugge. "Si pensa che i desideri siano morti, in realtà desiderare è fondamentale, ti fa andare avanti. Penso alla frase del film: "cerco qualcosa che mi manca". Questo è il desiderio", spiega la regista, che abbiamo intervistato in occasione della presentazione del film alla Festa del Cinema di Roma.
Desiderio: un amore lungo un sogno
Al centro del film, scritto da Cescon insieme ad altre tre firme (Doriana Leondeff, Massimo Gaudioso, Cristiana Mainardi), ci sono Livia e Matteo, interpretati Romana Maggiora Vergano ed Enrico Borello , due nomi che, grazie alla loro bravura, fanno parte di un nuovo e luminoso star system. Incontriamo Matteo e Livia alla fine degli anni Ottanta. Lui vorrebbe diventare sceneggiatore, lei invece sta per partire, direzione Londra. Per studiare o, chissà, per trovare la giusta strada.
Sullo sfondo c'è Roma, anzi Villa Borghese, quel "cuore verde" testimone di un amore troppo veloce per essere vero. Eppure, anno dopo anno, Matteo e Livia hanno continuato a pensarsi. Si ritrovano, ma tutto è cambiato: Matteo ha una famiglia e fa il giornalista, Livia invece porta con sé un segreto. Il legame tra i due, nonostante tutto, è più forte che mai, e il loro nuovo incontro porterà i due verso una direzione sfumata e inaspettata.
Il concetto di desiderio
Certo, è interessante la domanda che si pone Cescon, che dopo l'esordio Occhi Blu (un thriller) cambia decisamente forma. A proposito, Romana Maggiora Vergano spiega: "È ambizioso fare film sul desiderio oggi, soprattutto adesso che non ci sentiamo appagati sul nulla, non ci accontentiamo mai e viviamo in uno stato di confusione che mischia tutto. Quando ero piccola desideravo cose gigantesche, ora penso a cose più semplici, magari una chiacchierata con un'amica".
Per Enrico Borello, invece, "Il desiderio è qualcosa di profondo ma anche segreto, sono inconfessabili, ci spingono ad andare avanti. Sono diversi dalle voglie, che sono di facile consumo. Il desiderio è dirompente. Ciò che adesso è diverso riguarda l'ansia del successo e dell'esito. I desideri ci sono ma manca il tentativo e il coraggio per raggiungerli".
Il rapporto con Roma
Come detto, sullo sfondo del film c'è Roma. In questo caso, sia Enrico Borello che Romana Maggiora Vergano sono figli di una città incredibile e contraddittoria. "Quando sei lontana ti manca, Roma è sempre tutta da scoprire anche se ci sei stata per molto tempo", confida l'attrice. "È un regalo magnifico vivere qui, con tutte le sue contraddizioni".
Borello, dall'altra parte, racconta che "rivivere dei luoghi, come Villa Borghese, è stato emozionante. Il luogo della mia infanzia. Ci passavo le domeniche. Vederli con un occhio diverso e proiettato in un'altra epoca mi ha fatto pensare a quanti spazi abbiamo perso. Le strade che facciamo sono sempre le stesse".