Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, la recensione: storie di atleti, eroi, esseri umani

La recensione di Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, il nuovo, meraviglioso documentario di Netflix, disponibile dal 26 agosto 2020.

RECENSIONE di 26/08/2020
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Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi,

Uno dei prodotti più interessanti di questa stagione, un documentario imperdibile sia per l'interessante argomento trattato, sia per il valore umano ed emotivo che lo contraddistingue. Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi è disponibile su Netflix dal 26 agosto 2020 in occasione dei 50 anni dalla nascita di questo incredibile movimento che, nel corso degli anni e della storia, non ha avuto vita facile proprio come i suoi atleti: esseri umani di grande tenacia e resilienza in grado di risorgere dalle proprie ceneri, fautori di imprese eccezionali frutto di anni di duro allenamento così come di un difficile percorso interiore. In questa nostra recensione di Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi cercheremo di raccontarvi, ovviamente senza troppe anticipazioni, quello che questo prodotto, diretto da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, vuole esprimere, l'importanza del messaggio che veicola ma, soprattutto, la cura con cui ci riesce fornendo allo spettatore informazioni interessanti ed esaustive su un argomento di sicuro poco conosciuto e che non sempre ha trovato il giusto spazio.

La nascita del Movimento Paralimpico

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Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, Matt Stutzman in una scena

Il Movimento Paralimpico parte da lontano e raccontare la sua storia attraverso la testimonianza di organizzatori ed atleti non deve essere stata cosa semplice. Tutto è partito dal neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann, qui ricordato e raccontato da sua figlia, che negli anni quaranta organizzò una competizione per i veterani della seconda guerra mondiale, tornati dal conflitto bellico con lesioni spinali. Sir Ludwig fu il primo, infatti, a utilizzare lo sport come mezzo riabilitativo regalando di nuovo ai pazienti l'aspettativa di una vita dignitosa e soddisfacente, dando il via a qualcosa di importante: una serie di competizioni sportive che trovarono pieno compimento nella prima vera edizione dei giochi paralimpici estivi del 1960 a Roma.

Atleti, eroi, esseri umani

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Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, Tatyana McFadden in una scena

Il maggior pregio di Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi è quello non solo di ripercorrere la storia ma di mostrare, attraverso le testimonianze degli atleti, cosa veramente le paralimpiadi rappresentano e significano. Grazie agli interventi di Bebe Vio (Italia), Ellie Cole (Australia), Jean-Baptiste Alaize (Francia), Matt Stutzman (USA), Jonnie Peacock (Regno Unito), Cui Zhe (Cina), Ryley Batt (Australia), Ntando Mahlangu (Sudafrica) e Tatyana McFadden (USA), ci rendiamo conto di quanto questo movimento globale abbia cambiato le vite di molte persone con disabilità. Attraverso le loro storie, fatte di sacrificio, sofferenza e rinascita, lo spettatore può assumere nuove consapevolezze, si è portati a riflettere sul modo in cui ci si confronta con la disabilità, su come, spesso erroneamente, la si percepisce. Tutto questo viene raccontato senza scivolare nella trappola della pietà, del buonismo o della spesso inutile e fastidiosa retorica; il Movimento Paralimpico è fatto di persone motivate e talentuose che lottano per affermare il loro diritto allo sport, garantendo al pubblico uno spettacolo indimenticabile e una grande lezione di vita per tutti.

L'obiettivo di Netflix

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Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi, Ntando Mahlangu in una scena

Con questo documentario Netflix ha decisamente dimostrato la sua ferma intenzione di offrire opportunità di confronto e riflessione tramite contenuti di qualità. Rising Phoenix non parla solamente di diversità, l'enfasi è posta sul coraggio di inseguire i propri obiettivi, di agguantare i propri sogni nonostante le difficoltà; il dolore può essere superato e trasformato in qualcosa di positivo, può divenire scintilla per imprese incredibili. L'intero film sembra strutturato per esprimere tutto questo: nell'alternanza, a volte un po' confusa ma comunque efficace, delle testimonianze è possibile ricostruire il tortuoso percorso del movimento paralimpico, mentre rimaniamo letteralmente rapiti dalle imprese degli atleti, attraverso le suggestive e potenti immagini. Di solito nelle nostre recensioni teniamo sempre conto delle attitudini e dei gusti personali, ma Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi è un prodotto che ci sentiamo di consigliare veramente a tutti: dalla sua visione ne uscirete arricchiti, avrete una nuova prospettiva, un nuovo punto di vista, una nuova consapevolezza con la quale affrontare le sfide, che siano piccole o grandi.

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Conclusioni

In conclusione della nostra recensione di Rising Phoenix: la storia delle Paralimpiadi non possiamo che ribadire l’indiscusso valore di questo nuovo prodotto di Netflix. Estremamente curato e ed efficace nel raccontare la storia del movimento paralimpico, offre allo spettatore un ulteriore punto di vista grazie alle testimonianze di grandi atleti, storie di coraggio e resilienza che fanno riflettere sulla percezione che si ha della disabilità e sull’importanza del movimento paralimpico nel cambiare le vite di tante persone.

Movieplayer.it

4.5/5

Voto medio

3.9/5

Perché ci piace

  • Le immagine, curate e potenti.
  • La narrazione che non scade mai nella retorica.
  • La scelta di raccontare in parallelo la storia del movimento e degli atleti.

Cosa non va

  • La narrazione che in alcuni punti diventa un po’ confusa.