Il GGG – Il Grande Gigante Gentile

2016, Avventura

Rebecca Hall: "Con Il GGG Spielberg ha realizzato un mio sogno d'infanzia"

Probabile candidata ai prossimi Oscar per la sua interpretazione in Christine di Antonio Campos, Rebecca Hall è anche nel cast di Il GGG - Il grande gigante gentile, film di Steven Spielberg ispirato all'omonimo romanzo di Roald Dahl. Nelle sale italiane dal 30 dicembre.

Javier Bardem e Rebecca Hall in una scena del film Vicky Cristina Barcelona

Figlia d'arte, il padre è Peter Hall, fondatore della Royal Shakespeare Company, e della cantante lirica Maria Ewing, Rebecca Hall ha respirato arte e recitazione fin dai primi passi, decidendo presto di seguire le orme della famiglia. Attrice prima in teatro, l'esordio al cinema risale al 2006, con Il quiz dell'amore di Tom Vaughan, seguito poi da The Prestige di Christopher Nolan, con cui comincia a farsi conoscere dal grande pubblico. In dieci anni di carriera cinematografica, Hall è passata con disinvoltura da film d'autore, ricordiamo Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen e Frost/Nixon - Il duello di Ron Howard, a blockbuster come Iron Man 3 di Shane Black, dando sempre prova della sua professionalità e talento.

Il 2016 è stato un anno importante per l'attrice inglese: protagonista di Christine di Antonio Campos, film che racconta la vera storida della giornalista Christine Chubbuck, suicidatasi in diretta televisiva nel 1974, presentato in anteprima al Sundance Film Festival e in altri festival internazionali, tra cui il Torino Film Festival, che potrebbe farle ottenere una candidatura ai prossimi premi Oscar, Hall è inoltre nel cast di Il GGG - Il Grande Gigante Gentile, film diretto da Steven Spielberg, ispirato all'omonimo romanzo di Roald Dahl, in cui è Mary, membro della corte della Regina d'Inghilterra.

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Un'immagine della graziosa Rebecca Hall dal film The Town (2010)

Le passioni di un'attrice versatile

Non solo attrice di talento e donna da copertina: Hall ama la scrittura, scrive da quando aveva dodici anni, e potrebbe presto esordire dietro la macchina da presa con un progetto a cui sta lavorando da anni, come ci ha detto a Taormina: "Non voglio parlare troppo delle mie sceneggiature, perché poi mi troverei sotto pressione e sarei costretta a finirle. Chi lo sa, magari ne scriverò altre o nessuna. Al momento ce n'è una, per cui mi sto dando da fare attivamente per trovare finanziamenti, che vorrei dirigere senza prendervi parte come attrice. Vedremo, chi lo sa. È una mia ambizione da tutta la vita, ma mi ci è voluto molto coraggio anche solo per dirlo".

Il gigante gentile: Ruby Barnhill in un momento del film

Il GGG è invece un sogno avverato, visto che il libro di Roald Dahl era uno dei preferiti dell'attrice quando era bambina: "È strano, il mio personaggio non è veramente nel libro, voglio dire c'è, ma è completamente diverso. La piccola me sarebbe molto arrabbiata, ma io no, perché sono riuscita a farne parte". Il film di Spielberg parla ancora una volta di infanzia e famiglia: qui la famiglia è quella che i protagonisti, l'orfana Sophie e il Gigante gentile, scelgono per se stessi e non quella in cui sono nati, un tema che sta a cuore anche a Hall: "Sono entrambe importanti" ci ha detto, continuando: "Non tutti sono così fortunati da nascere in una famiglia serena. Può essere una situazione complicata per tanti motivi. Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia molto insolita e originale, che non cambierei per nulla al mondo, la amo, ma ho anche un'altra famiglia molto forte, composta dai miei amici, dalle persone di cui mi circondo e dai compagni del college".

Christine: Rebecca Hall in un momento del film

Completamente diverso invece il suo ruolo in Christine, che per l'attrice è stato fondamentale: secondo Hall personaggi femminili di questo tipo sono merce rarissima, perché Hollywood ha paura delle donne sgradevoli: "C'è la paura che se un personaggio femminile è difficile, allora al pubblico non piacerà il film, che si arrabbierà per questo. Credo che sia profondamente sbagliato, perché il nostro dovere in quanto artisti, scrittori e attori è mostrare le persone che compiono scelte sbagliate. Non voglio vedere in continuazione film in cui tutti fanno la scelta giusta, sarebbe molto noioso. Non mi farebbe imparare nulla sull'umanità: più apprendo sul comporatamento umano, più divento tollerante e comprensiva. Credo sia il motivo per cui faccio il mio lavoro. Ne abbiamo bisogno".

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