Pluribus, da “Stursia” alle curiosità dal set: tutto quello che abbiamo scoperto all’Apple TV Press Day

Uno degli appuntamenti della giornata Apple a Santa Monica è stato dedicato, doverosamente, a Pluribus, il maggior successo della piattaforma. Ecco cosa hanno raccontato Vince Gilligan, Rhea Seehorn, Karolina Wydra e Carlos-Manuel Vesga.

Vince Gilligan e il cast all'Apple TV Press Day

"Odio le persone felici, per questo ho scritto questa serie." Vince Gilligan l'ha detto col suo impagabile sorriso al panel che l'Apple TV Press Day ha dedicato a Pluribus, il suo maggior successo. Una doverosa parentesi dedicata in chiusura al passato, dopo una sequenza che ha presentato invece il prossimo futuro della piattaforma di casa Apple: perché se è vero che un po' si è guardato avanti, e ne parleremo alla fine di questo excursus, è anche vero che il cuore dell'appuntamento dedicato a Pluribus è stato rivolto alle curiosità sul dietro le quinte e la realizzazione della serie, piuttosto che a ragionare su ciò che verrà e la stagione 2 già rinnovata ancor prima dell'uscita di novembre.

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Il panel all'Apple TV Press Day

Protagonisti del panel sono stati Vince Gilligan, Rhea Seehorn, Karolina Wydra e Carlos-Manuel Vesga, guidati da un altro membro del cast, Samba Schutte, per questa splendida intuizione Apple di non avere veri moderatori ma qualcuno del team a condurre la chiacchierata, come abbiamo evidenziato anche nel nostro resoconto completo dell'evento Apple di Los Angeles, che ha permesso al panel di proporre diverse curiosità sulla serie e sul fenomeno che è diventata con la giusta atmosfera informale e serena.

Il dilemma della felicità e la "Mente Alveare"

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Rhea Seehorn è Carol in Pluribus

"Non è vero, non odio le persone felici" ha poi precisato Vince Gilligan, "ma non sono mai stato uno di loro. Ho riflettuto sulla felicità probabilmente per tutta la mia vita, ma dopo aver realizzato una stagione di questa serie, inizio a pensare che forse ci riflettiamo fin troppo sopra." Quasi 60 anni di riflessioni che in qualche modo sono confluite nella storyline della prima stagione di Pluribus che abbiamo apprezzato nel finale del 2025, qualcosa che "inseguiamo e che è per molti è elusiva."

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Karolina Wydra a Los Angeles

Ma Pluribus non si limita a parlare di felicità e lo sottolinea Samba Schutte: "Vince ha creato una serie sull'identità, la connessione, il libero arbitrio e su cosa succede quando l'umanità diventa un unico 'alveare' dove tutti condividono lo stesso pensiero". Il pericolo concreto dell'oggi, di una società in cui varie forze spingono a uniformarsi, all'omologazione. Un unico organismo evoluto dai singoli, che perdono la loro valenza unitaria, le loro sensazioni personali, come sottolinea Karolina Wydra: "Hanno il ricordo della rabbia, della tristezza o del dolore. Ma non lo sperimentano più nel proprio corpo oggi."

Rhea Seehorn e l'intesa con Vince Gilligan

Tutti tranne Carol e pochi altri nel mondo. E Rhea Seehorn incarna alla perfezione quella forza di resistenza umana che è al centro del racconto e della scena. "Ho scritto per Rhea" ha spiegato Vince Gilligan, che già nella nostra intervista ci aveva raccontato la genesi della serie, "stavo ideando una storia su un uomo, perché è il mio punto di partenza, poi ho cambiato il protagonista in una donna e ho iniziato a immaginare Rhea mentre scrivevo l'episodio pilota", convinto dalla capacità dell'attrice di passare da un registro narrativo all'altro, fondamentale per il tipo di racconto che aveva in mente.

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Rhea Seehorn in una scena della serie Apple

E lo ha confermato l'attrice, che ha spiegato come Gilligan non vincoli i suoi interpreti: "Vince non etichetta gli attori come comici o drammatici ed è stato normale per me passare da un tono all'altro. È stato liberatorio sentirsi abbastanza al sicuro da provare qualsiasi cosa, sapendo che se fosse fallita miseramente, lui si sarebbe limitato a dire: 'Proviamo qualcos'altro' invece di 'Oh abbiamo fatto un grosso errore'". Un'intesa che dopo Better Call Saul e ora Pluribus ha trovato le sue sicurezze: "Iniziamo ad avere una sorta di codice tra noi che ci permette di andare a cercare piccole sfumature, quasi come i punti che si trovano tra i numeri su un quadrante".

Il fenomeno "Stursia" e l'impatto sui fan

La centralità della Carol di Rhea Seehorn si è arricchita anche di un'ulteriore sfumatura nel corso della stagione, diventando una sorta di icona saffica insieme alla Zosia di Karolina Wydra, come ha ricordato Samba Schutte, con il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo l'evoluzione del rapporto delle due figure femminili di Pluribus, mettendole al centro di un'ondata di fan art a tema. Un fenomeno di cui Rhea Seehorn si è accorta tardi, come ha spiegato scherzando con il collega e moderatore: "Non ne ero consapevole finché qualcuno di nome Samba Schutte non ha iniziato a mandarmene ogni giorno." Ma non si è tirata indietro nel definire "fantastico" questo entusiasmo della community per il lavoro che hanno realizzato.

E non può che essere d'accordo Karolina Wydra: "Amo tutto questo! Sono su Instagram, quindi ne vedo alcune e mi piacciono veramente tanto. Penso siano bellissime e il sentimento che c'è dietro è splendido. Amo l'amore che le persone hanno per noi come personaggi e il viaggio che stiamo compiendo. Fanno il tifo per noi ed è molto dolce." Un sentimento condiviso tra la Seehorn e la Wydra, che non si sono tirate indietro nel dichiarare il loro amore per le Stursia, usando l'etichetta diventata popolare per indicare il rapporto tra i loro personaggi. 


Resistenza e identità: Il personaggio di Manousos

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Un momento del panel di Los Angeles

Carol non è però l'unica a essere immune al virus che ha reso l'umanità una Mente Alveare, c'è anche Manousos Oviedo, il personaggio interpretato da Carlos-Manuel Vesga che l'attore definisce l'ultimo baluardo dell'essere umano individuale: "Lui crede per principio che ciò che è accaduto sia sbagliato e ingiusto, che qualcosa sia stato imposto all'umanità senza chiedere il permesso." Forse dipende anche dal background di Manousos, "un uomo che ha dovuto migrare dalla Colombia al Paraguay" e che quindi "sa cosa significhi perdere le proprie radici e la propria identità." Una storia personale che influenza il suo comportamento ora che "stanno cercando di portargli via di nuovo quel piccolo mondo che si è costruito" e che lo porta a reagire dicendo "Col cavolo, non questa volta!".



Curiosità dal Set: coreografia e incidenti

Non è mancato spazio per qualche curiosità dietro le quinte al panel dell'Apple TV Press Day, a cominciare dalle coreografie con cui si muovono gli Altri: "Avevo un'idea di come queste persone dovessero muoversi quando entravano in sintonia o lavoravano all'unisono"... ha spiegato Gilligan, "ma non sono un coreografo. Così abbiamo assunto Nito Larioza che è stato fantastico" nel costruire quello che abbiamo visto su schermo. 
Un lavoro sul set all'insegna dell'entusiasmo, come ricordato da Carlos-Manuel Vesga che ha raccontato anche di un suo particolare incidente: "Mi sono fatto prendere così tanto che sono andato a sbattere contro una roccia che pensavo fosse solida. Invece era polistirolo vuoto e l'ho attraversata distruggendola. Ero preoccupatissimo, ma la reazione è stata: 'Andiamo avanti!'".



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Il cast al photocall di Los Angeles

La finzione scenica, ovviamente, che si è concretizzata anche nella scena in cui Zosia ha dovuto guidare un elicottero. "No, non l'ho guidato, anche se avrei voluto. Ma sembra che lo faccia, è fantastico! Sono una pessima passeggera, ho il terrore di aerei ed elicotteri, ma quando ero sul set nel personaggio, con il pilota che faceva manovre folli, ero in pace. È stata l'esperienza più tranquilla di sempre"
."

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Il futuro di Pluribus e lo stato della stagione 2

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Vince Gilligan all'Apple TV Press Day

In chiusura, inevitabile soffermarsi su quel che tutti aspettiamo: la stagione 2 di Pluribus, che a quanto pare non arriverà tanto presto: "Io e gli autori ci stiamo lavorando sodo e siamo più avanti nel processo di quanto vorrei, considerando che abbiamo definito soltanto alcuni episodi." Si percepisce la voglia di prendersi tempo, di non affrettare il processo di scrittura e confezionare qualcosa di cui andar fieri, come è stato per la prima stagione.

"Non sarà come negli anni '90 con X-Files" ha spiegato Vince Gilligan ricordando una serialità che non esiste più, "quando tornavamo nello stesso mese ogni anno. Forse torneremo nello stesso mese, ma resta da vedere di quale anno."
E quindi appuntamento a novembre 2027? Incrociamo le dita e speriamo che sia prima!