Pino, la recensione: un documentario che è un'opera d'arte

La recensione di Pino, documentario di Walter Fasano dedicato alla figura dell'artista Pino Pascali, disponibile in streaming su Mubi.

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Pino: un'immagine del mare

Pino Pascali era un artista, un performer, uno scultore, un precursore. Figura eclettica e istrionica, troppo poco celebrata fuori dall'ambiente artistico d'élite. Quale modo migliore per ricordare il personaggio, scomparso prematuramente in seguito a un incidente in moto a soli 33 anni, con un film che ne rispecchi l'estro? Come rivela la nostra recensione di Pino, il film di Walter Fasano, montatore di Chiamami col tuo nome di origini pugliesi proprio come Pascali, è un prodotto dichiaratamente artistico che accosta con sapienza opere, installazioni e foto in bianco e nero, molte delle quali scattate dallo stesso Pascali. Il tutto a testimonianza di una vita illustre, capace di intercettare l'aria di cambiamento di un'epoca rivoluzionaria traducendola in arte.

Pino Pascali
Pino: un primo piano di Pino Pascali

Disponibile da oggi in streaming su Mubi, Pino è un documentario sofisticato, montato magistralmente e accompagnato dalle voci suadenti di Suzanne Vega, Alma Jodorowsky e Monica Guerritore, narratrici che in tre lingue diverse - inglese, francese e italiano - accompagnano lo spettatore in un viaggio emozionante alla scoperta di Pino. A queste si aggiunge la voce maschile di Michele Riondino, che dona il suo tocco pugliese. Dietro la compostezza e l'eleganza formale batte il cuore caldo del Sud. Quel sud pieno di vita che profuma di mare da cui Pino Pascali proveniva e da cui traeva quella carica ironica ed eversiva che ne ha caratterizzato la produzione artistica. E il mare ritorna più volte nel corso dei 60 minuti come elemento iconografico privilegiato, filo conduttore dell'esperienza di vita del performer, nato a Polignano a Mare e cresciuto tra Bari e Napoli.

L'elegante polifonia dell'opera di Pino Pascali

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Pino: Pino Pascali alla Biennale d'Arte di Venezia del 1968

L'intento di Walter Fasano è quello di far trapelare la natura iconoclasta di Pino Pascali. Il regista si sofferma, in particolare, su alcuni episodi significativi della sua vita: l'enorme creatività manifestata fin dall'adolescenza, la distruzione delle sue opere giovanili avvenuta nel 1964 come presa di coscienza della necessità di un cambiamento e soprattutto la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1968, finita nel turbine delle contestazioni e bollata come fascista. Le immagini d'archivio mostrano Pino Pascali, jeans neri, sandali e occhiali scuri, intento a discutere coi colleghi nel tentativo di convincerli a riaprire i padiglioni prima di ritirare a sua volta le opere, sconvolto tanto dalla violenza della polizia quanto da quella dei manifestanti.

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Pino: un'immagine del documentario

Nei limiti temporali e di materiali, Pino è un'opera che celebra la grandezza di Pascali mettendone in luce gli aspetti essenziali della sua opera e personalità, ma risulta accessibile anche a uno spettatore digiuno di arte contemporanea, aiutandolo a intravedere l'estro di questa figura epocale, capace di reinventare la pop art con uno stile tutto personale e una sottile ironia immortalata nelle immagini in bianco e nero che celebrano le sue installazioni. Le fotografie di Pino Musi, che documentano l'ingresso di Cinque bachi da setola e un bozzolo al Museo di Polignano, a queste si aggiungono gli scatti di Claudio Abate, Elisabetta Catalano, Ugo Mulas e dello stesso Pascali a dare un'idea delle sue opere più famose. Poetico e impalpabile, Pino è un omaggio a una meteora nel panorama artistico italiano che ha illuminato tutto e tutti con la sua luce accecante consumandosi brevemente.

Nato dalla richiesta del Museo Pascali di Polignano a Mare di documentare a storica acquisizione dell'opera Cinque bachi da setola ed un bozzolo, Pino è la stanza dalle pareti bianche che Walter Fasano riempie col ritratto di Pino Pascali eternandone la memoria e l'opera con delicatezza.

Conclusioni

La recensione di Pino loda il breve documentario dedicato al performer e scultore barese Pino Pascali e l'abilità del suo regista Walter Fasano di trasformare un lavoro su commissione in un elegante excursus su una delle figure più carismatiche ed esemplari dell'arte contemporanea italiana.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
4.3/5

Perché ci piace

  • L'eleganza del montaggio di Walter Fasano.
  • L'afflato poetico prodotto dagli interventi delle voci narranti femminili unite alle immagini in bianco e nero.

Cosa non va

  • La visione delle installazioni di Pascali è suggestiva, ma parziale e frammentaria.