Fuga per la vittoria

1981, Azione

Da Pelé a Fuga per la vittoria: le 5 scene di calcio più spettacolari viste al cinema

In occasione dell'arrivo del biopic Pelé su Infinity Tv, ripercorriamo le sequenze di calcio giocato più memorabili apprezzate sul grande schermo.

Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio.

Fuga oer la vittoria: Sylvester Stallone e Pelè esultano

Se avete già sentito questa frase, è perché merita la sua fama. La celebre dichiarazione di José Mourinho, allenatore istrionico che di comunicazione efficace e parole a effetto ne sa qualcosa, è un concentrato di verità e poesia, di pragmatismo e di esperienza. Perché il calcio è molto più di uno sport, è molto più di un gioco, ma un complesso groviglio di elementi contrastanti, capace di valicare di continuo l'argine rettangolare del suo campo. Impregnato di arte, tattica, umanità, psicologia, letteratura e fisicità, il pallone è avvolto da un'atmosfera stratificata, dove sacro e profano si sposano a meraviglia. Questo il cinema lo sa bene, lo ha capito. La settima arte non poteva non subire il fascino di uno spettacolo più grande del suo, non poteva ignorare gli spalti gremiti, affetti da quell'inspiegabile, inconscia passione collettiva meglio nota come tifo. Non poteva essere indifferente alle grandi storie degne di un romanzo che si celano dietro e dentro le vite dei grandi personaggi: campioni venuti dal nulla, celebrità in preda alle vertigini del loro stesso mito, allenatori costretti a sentirsi soli contro tutti.

Lontano anni luce dal pigro pregiudizio che vede nel calcio soltanto "11 persone che rincorrono un pallone", il cinema ne ha compreso la profonda complessità grazie a film di diverso genere. Dal biopic classico al dramma, dalla commedia alla storia di formazione, il grande schermo ha giocato tante partite nel suo piccolo rettangolo, facendoci capire che maglie, calzettoni e pantaloncini spesso sono sporchi soprattutto di vita. Ossessioni, sacrifici, gioie, istinti, scatti d'orgoglio, facili entusiasmi e disciplina. Il cinema calcistico ci ha parlato soprattutto di questo. Non senza qualche intoppo. Perché, a dire il vero, la settima arte ha spesso avuto un problema con il mondo del pallone: mettere in scena un calcio credibile. Laddove il dietro le quinte, dalle vite dei calciatori ai retroscena più intimi di tifosi e allenatori sono stati ben ispezionati, sul campo da gioco le cose non sono andate sempre così bene.

Pelè - la prima immagine ufficiale del film.

Il calcio non è uno sport semplice da ricostruire con armonia e realismo, forse perché troppo basato su una visione di insieme, forse perché gestire 22 persone contemporaneamente è arduo anche per il migliore dei registi. Oggi, però, vogliamo parlarvi di cinque eccezioni, ovvero di cinque scene di calcio al cinema in cui lo sport vero si sente, si vede, si vive. Lo faremo in occasione dell'arrivo del biopic Pelé su Infinity Tv; un film che racconta le origini di una delle poche leggende viventi del mondo dello sport. Con buona pace di Shaolin Soccer e del mitico tuffo sulla spiaggia di Aldo in Tre uomini e una gamba, ecco a voi cinque sequenze cinematografiche in cui il calcio è davvero l'unica cosa da sapere. Perdonaci, Josè.

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1. Parare a mani nude - Fuga per la vittoria (1981)

Stallone e Michael Caine in Fuga per la vittoria

Orgoglio senza bandiera, coraggio senza stemmi. Abbiamo ancora nelle orecchie un coro che riecheggia anche a distanza di quarant'anni. Questo coro è l'emozionante inno francese, ultimo baluardo di libertà contro l'oppressione nazista, il suono di un riscatto collettivo. La Marsigliese è la colonna sonora su cui scorrono le mitiche immagini di Fuga per la vittoria, film ispirato alla "partita della morte", in cui giocatori ucraini sfidarono ufficiali tedeschi nel 1942. La partita tra prigionieri Alleati e nazionale tedesca è frenetica, tesa, piena di pathos in campo, sugli spalti e negli spogliatoi. Lo sport come ribellione, il calcio come simbolo di un riscatto collettivo. Il film di John Huston è entrato nell'immaginario grazie all'indimenticabile rovesciata di Pelé (con tanto di costole incrinate), al carisma del capitano Michael Caine e alla commovente determinazione del portiere Hatch, interpretato da un Sylvester Stallone generoso, capace di trasformare un calcio di un rigore in un duello di sguardi degno dei migliori western.

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2. La favola celeste - Jimmy Grimble (2000)

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Se Billy Elliot non andasse sulla punte ma calciasse di punta, si chiamerebbe Jimmy Grimble. Commedia con sprazzi di favola e di grottesco, il film di John Hay racconta il sogno di un ragazzino innamorato non solo del calcio, ma del suo Manchester City. Il che rende impossibile giocare per i rivali del Manchester United. Tra testardaggine e senso di appartenenza, Jimmy Grimble sottolinea una sfumatura poco abusata nel cinema calcistico, ovvero l'ansia da prestazione che rende il campo da gioco un palcoscenico temibile, ben diverso dalla tranquillità vissuta durante gli allenamenti. Impreziosita dalla bellissima colonna sonora di Fatboy Slim, questa scena ricorda vagamente i tipici momenti "alla Holly & Benji", in cui entriamo nella testa di un ragazzo volenteroso, pronto a dimostrare a tutti il suo valore e il suo attaccamento alla maglia.

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3. A un calcio dal sogno - Goal! Il film (2005)

Kuno Becker nel film Goal!

Simulare una partita non basta più. Bisogna vivere in prima persona l'esperienza dell'essere calciatori. Ecco, persino il celebre videogioco Fifa è arrivato a farci vivere in prima persona la faticosa scalata verso il successo calcistico, mettendoci nei panni di un ragazzo qualunque. Talmente qualunque che potremmo essere noi. Anni prima che il titolo EA Sports ci facesse vestire i panni di Alex Hunter, Goal! Il film ci ha fatto tifare per quel bravo ragazzo di Santiago Muñez, talento messicano di umili origini. L'opera di Danny Cannon, la prima di una trilogia, ci porta dentro le speranze e le delusioni di un giovane ingenuo, costretto a capire presto la differenza abissale tra le sue aspettative e la dura realtà dei fatti. Passando per infortuni, invidie e facili distrazioni, Goal! resta una bellissima e semplice parabola sportiva. Un racconto di formazione suggellato dalla bellissima sequenza finale in cui immagini di repertorio e sequenze inedite si fondono in un concitante Newcastle contro Liverpool. Con quel mito umano di Alan Shearer a benedire il tutto.

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4. A voci e mani alte - Hooligans (2005)

Charlie Hunnam e Elijah Wood in Hooligans

Dalla Contea ai prati dell'Upton Park il passo è tutt'altro che breve. Elijah Wood lascia la Compagnia dell'Anello per entrare in un altro gruppo molto (troppo) affiatato: gli hooligans inglesi. Lo sguardo puro e innocente dell'attore americano si sporca ancora una volta quando il suo personaggio, un aspirante giornalista, entra in contatto con la frangia più violenta dei tifosi del West Ham. Prove da "ragazzaccio" anche per un acerbo Charlie Hunnam, vera testa calda del film, poco prima di salire in sella di Sons of Anarchy. Il sottovalutato Hooligans offre uno spaccato sincero e schietto di un radicato problema sociale risolto a fatica soltanto grazie a prese di posizione drastiche. La scena memorabile, resa frenetica dalla regista Lexi Alexander grazie a sapienti movimenti di macchina, è capace di ricreare alla perfezione una partita vissuta sugli spalti. Una montagna russa instabile di sensazioni, in cui passione, amore, odio e insulti convivono. Perché il tifo, quello vero, è un mistero. Ed è bello proprio per questo.

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5. Ai piedi del Re - Pelé (2016)

Pelé: Kevin De Paula/Pelé portato in trionfo in una scena del film

Ci sono rivalità che rimarranno per sempre irrisolvibili. In questo lo sport è assoluto maestro. Federer o Nadal? Sugar Ray Robinson o Muhammad Ali? Pelé o Maradona?
Difficile rispondere quando il talento è ovunque, quando alcuni giocatori definiscono la sottile ma sostanziale differenza tra interpreti del calcio ed essenza del calcio stesso. Pelé è tra i pochi ad averlo fatto e il biopic suo omonimo ci tiene a raccontare la sua storia mettendo la cinepresa a misura di ragazzino. Il punto di vista di Pelé è quello di un bambino cresciuto in povertà, contesto in cui ha imparato a essere umile e ad apprezzare persino il valore inestimabile di un paio di scarpini malmessi. Il film dei fratelli Zimbalist, rispettoso e pedagogico, allarga i suoi orizzonti quando mette in discussione le fondamenta del calcio brasiliano, forse troppo dedito alla spettacolarità fine a se stessa e lontano dal pragmatismo. In mezzo a questo dilemma la risposta migliore viene sempre dall'istinto talentuoso di quel ragazzino venuto del nulla e capace di tutto. Anche di annullare le differenze tra un pallone e un mango.

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