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Paul Greengrass su Notizie dal mondo: “I giovani avranno la meglio: il mondo appartiene a loro”

Intervista a Paul Greengrass, regista di Notizie dal mondo, film tratto dall'omonimo romanzo di Paulette Jiles, con protagonista Tom Hanks nel ruolo di un lettore di news nel Texas di fine '800.

INTERVISTA di 14/02/2021
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Notizie dal mondo: Tom Hanks in una scena del film

Non poteva esserci interprete migliore di Tom Hanks per il ruolo del capitano Jefferson Kyle Kidd, protagonista di Notizie dal mondo, film diretto da Paul Greengrass disponibile su Netflix dal 10 febbraio. Lettore di news nel Texas di fine '800, Kidd si sposta attraverso un paese ancora diviso e offeso dalla guerra civile. Nonostante assista a continui episodio di violenza e razzismo, è un uomo buono e pieno di ottimismo, che spera in un futuro migliore. Lo diventa ancora di più quando gli viene affidata Johanna (Helena Zengel), bambina tedesca cresciuta da una tribù pellerossa.

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Notizie dal mondo: Tom Hanks, Helena Zengel in una scena del film

Se Tom Hanks incarna ormai da anni i valori per cui l'America vorrebbe essere identificata, ovvero il coraggio, la propositività e l'intraprendenza, allo stesso modo Paul Greengrass si riconosce in questo spirito, nonostante sia nato e cresciuto nella vecchia Europa. Partendo proprio da questo ha deciso di realizzare Notizie dal mondo, film tratto dall'omonimo libro di Paulette Jiles, prodotto da Universal e distribuito da Netflix, come ci ha detto in collegamento su Zoom: "Ho deciso di fare questo film perché il romanzo sembrava parlare di oggi: anche se è la storia di un lettore di notizie solitario nel Texas del 1870 post guerra civile, sembra presentare gli stessi problemi che abbiamo oggi. Quando abbiamo cominciato a girare la connessione è diventata sempre più forte: nel film c'è un'epidemia di meningite e alla fine il protagonista scopre che la moglie è morta di colera. A fine riprese c'è stata la pandemia di Covid. Il film parla anche di questo: non puoi mai sapere cosa può succedere. Un altro tema importante è l'importanza di guarire, ricostruire e diminuire le divisioni. Questo è un tema sempre più attuale in questi mesi: come possiamo ridurre le divisioni in America e in Europa?"

Paul Greengrass e il futuro della sala cinematografica

A testimonianza della genuinità del suo ottimismo, il regista è fiducioso per il futuro della sala cinematografica e sembra non avere rimpianti per il fatto che Notizie dal mondo non sia potuto arrivare sul grande schermo: "Credo ci siano diverse sfumature di sentimenti riguardo lo sviluppo dell'industria cinematografica. Alcune persone hanno paura e sono pessimiste. Io no, sono ottimista. Penso che al momento l'industria stia affrontando due crisi contemporaneamente: la prima ovviamente è quella causata dal Covid, che ha interrotto la produzione e ha costretto molte sale cinematografiche a rimanere chiuse. È una sfida che mina l'esistenza stessa dell'industria. Ma credo che ci sia anche una crisi più profonda, nata con le piattaforme di streaming: bisogna capire come farle coesistere con le sale cinematografiche. La pandemia ha accelerato questo processo di cambiamento che sarebbe avvenuto comunque. Credo che torneremo in sala tra sei, nove mesi, ma lo streaming non si fermerà perché è nato grazie al progresso tecnologico e alle scelte di consumo degli spettatori. Credo che sia gli Studios che le piattaforme di streaming arriveranno a un terreno comune per offrire ai consumatori dei contenuti che potranno essere fruiti in entrambi i modi contemporaneamente, sia al cinema che in streaming. Netflix ad esempio sta mettendo in piedi la sua offerta per la sala, contemporaneamente a quella domestica. Allo stesso tempo gli Studios stanno costruendo le loro piattaforme. Stanno facendo entrambi due versioni della stessa cosa. Per quanto riguarda me sia Universal che Netflix sono stati fantastici: mi hanno sostenuto entrambi. Alla fine l'industria è un piccolo mondo: tutti si conoscono e tutti sono consapevoli della crisi. Abbiamo lavorato insieme per portare questo film al pubblico più vasto possibile. Non volevo rimandare il film, perché penso parli di questo momento storico."

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Notizie dal mondo è il primo western di Paul Greengrass

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Notizie dal mondo: Tom Hanks, Helena Zengel durante in un'immagine

Il genere western affascina da sempre gli autori anglosassoni, quando si vuole riflettere sugli USA molto spesso diventa il punto di partenza. Anche Paul Greengrass ha subito questo fascino: "Sono cresciuto con i film western: da piccolo li vedevo sempre in tv. Negli anni '60 c'era una serie tv molto popolare, Bonanza. Fa parte del mio bagaglio. Poi da studente, quando ho cominciato a fare film, ho approfondito i grandi esponenti di questo genere: John Ford, John Sturges. Non ho mai pensato che avrei fatto un western: ne sono stati fatti tanti. Quattro anni fa ero coinvolto in un progetto di Netflix, Five Came Back, che parla di cinque grandi registi di Hollywood che, all'apice della loro carriera, andarono a combattere la Seconda Guerra Mondiale e, una volta tornati, erano molto cambiati. In questo documentario hanno chiamato cinque registi contemporanei a parlare di ognuno di loro: oltre a me ci sono Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, Guillermo del Toro. Io ho scelto John Ford e ho rivisto tutti i suoi film, l'ho studiato per un mese. Quando, tre anni dopo, ho letto il romanzo Notizie dal mondo ce l'avevo ancora bene in testa: la storia è come quella di Sentieri selvaggi, ma al contrario. In Sentieri selvaggi John Wayne va nel deserto per cercare la ragazza che è stata rapita. In questo invece Tom Hanks trova la ragazza nel deserto e la deve riportare a casa. È stato un buono spunto di riflessione rispetto a quando Ford ha fatto il film negli anni '50."

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Notizie dal mondo e le fake news

È incredibile come, nonostante sia un film ambientato a fine '800, Notizie dal mondo ci presenti alcuni problemi che oggi sono più attuali che mai: come le fake news e la spettacolarizzazione delle notizie. Paul Greengrass voleva riflettere proprio su questo: "Kidd legge le notizie nel 1870, quindi vive in un mondo precedente alla televisione, alla radio, al cinema, ai social media. Ma è un narratore. In realtà le sue radici risalgono al gospel. In Gran Bretagna lo facevano i predicatori metodisti, che andavano di città in città a portare notizie. I problemi di un lettore di notizie o un narratore di allora sono gli stessi di oggi: cosa succede quando la notizia che leggi non è gradita al tuo pubblico? Quando non vuole sentire le storie che hai da dire? Cosa succede, ed è il caso peggiore, quando alcune persone vogliono sostituire le notizie con delle bugie? Sono dilemmi che ogni giornalista si pone ogni giorno."

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Notizie dal mondo: Tom Hanks in un sequenza

"Ecco perché il giornalismo professionista, sia su carta stampata che in televisione, è sotto attacco. È importante sostenere i giornalisti: è la prima linea di difesa in una democrazia. Nella società il giornalismo è la verità: ti dice cosa sta succedendo davvero nel mondo. Se le notizie sono riportate in modo onesto e oggettivo. Chi detiene il potere vorrà sempre interferire: uno degli aspetti più pericolosi del nostro mondo, negli ultimi dieci anni, è stato l'attacco alle notizie. Lo vediamo in America: il presidente Trump e tutto il movimento dietro di lui si sono impegnati molto nel sostituire bugie alla verità. Lo stesso è successo nel mio paese e sono sicuro anche nel tuo. È un fenomeno diffuso: c'è una grande pressione sui giornalisti. Kidd sente la stessa pressione: mi interessava vedere come lui affrontasse gli stessi problemi dei giornalisti di oggi nel Texas di fine '800."

Notizie dal mondo e la paternità

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Notizie dal mondo: Tom Hanks, Helena Zengel tra le montagne

In questi ultimi anni il cinema e la serialtà si stanno interrogando sempre di più sulla paternità: su cosa vuol dire davvero essere padri e soprattutto su quanto sia importante decidere coscientemente di esserlo. È il caso di High Life, The Mandalorian e ora anche di Notizie dal mondo. Come mai la paternità è un tema così interessante in questo momento storico? Per il regista: "Il cuore di questo film sta nell'essere un genitore: i miei figli non sono ancora adulti, ma quando cominciano ad affacciarsi al mondo da genitore sei molto coinvolto. Ti chiedi come si troveranno nel mondo: è una cosa che ho cominciato a chiedermi dopo 22 luglio, sull'attentato fatto da Anders Breivik in Norvegia. Il film racconta l'insorgere dell'estremismo di destra in tutto il mondo, ma la risposta della Norvegia credo sia una lezione importante per tutti noi. La reazione del primo ministro, dell'avvocato e della famiglia a questa tragedia mi hanno fatto riflettere su come ci si possa tirare fuori da questo caos. Come possiamo eliminare le divisioni che affliggono tutti i nostri paesi? Da genitore ci pensi. Questo mi ha spinto a fare un film sulla speranza. Parlare di speranza è facile, ma trovare una storia che racconti in modo onesto la sofferenza che comporta la guarigione e la strada difficile che porta all'ottimismo è molto più raro. Per me il film rappresenta questo: mi ha fatto pensare al mondo che sto lasciando ai miei figli. Quando ho letto il romanzo ho capito che era la storia giusta. La storia di un lettore di notizie nel Texas di fine '800 che viaggia con una bambina traumatizzata era la storia sulla speranza che stavo cercando. È un viaggio difficile, in un certo senso è il viaggio di tutti noi. Quando ho scritto la sceneggiatura avevo in mente i miei figli."

Notizie dal mondo e l'elaborazione del lutto

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Notizie dal mondo: una foto dal set

Sia Kidd che Johanna hanno subito gravi perdite. Proprio come tutti noi in questo ultimo anno. Anche in questo caso Greengrass è ottimista: "Entrambi questi personaggi devono affrontare il proprio passato. È stato interessante ascoltare il discorso di Biden: ha parlato di guardare in faccia la perdita prima di poter andare avanti. Credo sia la stessa cosa che fanno queste due persone e che stiamo facendo tutti. Dobbiamo prima stingerci alle nostre famiglie in modo da poter trovare un nuovo senso di appartenenza. Sono una persona molto ottimista e penso che i miei figli e i loro figli troveranno le risposte. L'umanità è incredibilmente resistente, piena di risorse. I giovani devono trovare la loro strada e sono convinto che molti dei problemi che ci affliggono siano dovuti ai vecchi che intralciano i giovani. Gramsci ha detto, più o meno, che quando il cambiamento è ostacolato ci sono dei sintomi patologici. In molti paesi si sono manifestati perché le generazioni precedenti stanno sottraendo le opportunità ai più giovani. Ma non sarà così per sempre: i giovani avranno la meglio, perché il mondo appartiene a loro."