Dentro l'universo di Paru Itagaki: Beastars, cinema d’autore e la collaborazione con i Måneskin

Dalla timidezza dei giovani giapponesi al successo internazionale di "Beastars" e "Sanda": l'autrice racconta la nascita dei suoi personaggi, le fascinazioni per Lanthimos e Park Chan-wook e il curioso incontro con i Måneskin.

La mangaka Paru Itagaki a Lucca Comics & Games

Dietro l'inconfondibile maschera da pollo con cui tutela la propria riservatezza, Paru Itagaki nasconde uno degli sguardi più interessanti e anticonvenzionali del fumetto giapponese contemporaneo. Arrivata in Italia al Lucca Comis & Games per incontrare la stampa e i lettori, la mangaka di Beastars e Sanda delinea i contorni di una linea editoriale che rifiuta le categorizzazioni semplici, muovendosi costantemente tra le particolarità della metafora animale e una profonda indagine sulle pulsioni umane. Dopotutto, dopo l'adattamento disponibile su Netflix, la sua fama è di sicuro cresciuta anche tra gli appassionati di anime e serie in generale che si sono resi presto conto quanto la narrazione della sensei fosse ricca di idee interessanti e coraggiose.

Riservatezza, amore e il successo di Beastars

Al centro delle sue opere pulsa una tensione costante tra natura e costrizione sociale, dove il confine tra fame e attrazione si fa spesso labile. Interpellata sulla proverbiale difficoltà relazionale attribuita alle nuove generazioni in Giappone, l'autrice traccia un quadro piuttosto riservato: "Tra i giapponesi ci sono molte persone timide, per cui spesso semplicemente non riescono a fare il primo passo o a essere proattivi. Tuttavia, penso che il desiderio interiore di amare e di essere amati sia incredibilmente forte".

Beastars Season 2 3
Legoshi e Louis in una scena

Questo dualismo attraversa l'intero cast di Beastars, a partire dalla costruzione dei singoli e ormai iconici personaggi. Se per Itagaki "il personaggio più facile è Haru: il suo design grafico è minimalista e semplice", il vero banco di prova è stato il cervo rosso Louis: "È stato il personaggio più difficile da scrivere e disegnare. Caratterialmente è quello più distante da me in assoluto, quindi per mettermi nei suoi panni ho dovuto riflettere moltissimo. Dal punto di vista del disegno, poi, le corna sono davvero impegnative!".

Paru
Paru Itagaki al Lucca Comics 2026

Anche l'evoluzione del lupo grigio Legoshi è scaturita da un processo istintivo e non calcolato: "Non avevo affatto pianificato a tavolino la sua crescita. Man mano che disegnavo, però, ho realizzato che più sottoponevo il protagonista a prove durissime, più lui brillava e acquistava carisma: è cresciuto superando gli ostacoli che gli mettevo davanti". Un percorso costellato da momenti stranianti, come il surreale confronto con la falena: "So che è diventata una scena incredibilmente popolare tra i lettori, ma per me era nata semplicemente dall'idea stravagante che sarebbe stato curioso e divertente far conversare Legoshi con un insetto!". Quando le si chiede il segreto del successo globale della serie, Itagaki si schermisce: "In realtà non ne ho idea nemmeno io! Ormai penso che il merito non sia mio, ma di Legoshi. È tutta forza sua: anche ieri, durante la sessione di dediche, tutti i lettori mi chiedevano solo e soltanto di disegnare lui".

L'influenza del grande schermo

A differenza di molti colleghi, poi, l'immaginario visivo di Paru Itagaki non pesca principalmente dal fumetto o dall'animazione nipponica: "Sì, confermo che ancora oggi la mia influenza principale deriva dal cinema: molto più che dagli anime o da altri manga. Tra i registi che amo particolarmente in questo periodo ci sono il sudcoreano Park Chan-wook e il greco Yorgos Lanthimos".

Nel panorama dei manga, la sua stima assoluta va a Q Hayashida, autrice di Dorohedoro: "È la mangaka per cui nutro la stima e il rispetto più grandi in assoluto. Tuttavia, il suo talento e la sua unicità sono talmente smisurati che non posso nemmeno dire di esserne influenzata: è semplicemente inimitabile, ci si può solo arrendere alla sua bravura". Sul fronte classico, invece, il cuore batte per Rumiko Takahashi: "Il mio manga preferito di sempre è senza dubbio Maison Ikkoku: lo amo follemente"_.

Beastars Season 2
Una scena dell'anime Beastars

Sui social spesso le sue opere sono state accostate al film d'animazione Disney Zootropolis, un parallelismo che l'autrice ha disinnescato subito: "Vedo spesso questo paragone rimbalzare online. La verità è che l'inizio della serializzazione di Beastars e l'uscita nelle sale di Zootropolis sono coincisi quasi temporalmente. Proprio per questa ragione ho scelto deliberatamente di non guardare il film Disney, per evitare in ogni modo che potesse condizionarmi o influenzare il mio lavoro". Un distacco che vale anche per la trasposizione animata dei suoi lavori: "Quando disegno non ho dentro di me una voce precisa per i personaggi. Per questo, ascoltando il lavoro dei doppiatori, non ho mai pensato cose come 'È esattamente identica a come me l'ero figurata!'. Al contrario: non avendo un riferimento pregresso, è proprio l'interpretazione che dà il doppiatore a diventare, per me, la versione corretta e ufficiale del personaggio".

Fobie d'autore, Måneskin e sogni futuri

Nel corso dell'incontro non sono mancati dettagli curiosi e aneddoti interessanti. Tra questi, il motivo per cui tra le tavole di Beastars non compare alcun suino: "Io non riesco a guardare La città incantata di Hayao Miyazaki, è un film che mi turba profondamente. A causa di quel film ho sviluppato una vera e propria fobia per i maiali: non riesco proprio a disegnarli perché mi spaventano!".

Una sequenza del film d'animazione La città incantata - Spirited Away
I maiali Di La città incantata

Altrettanto ironica è la sua posizione sul rispetto del mondo animale a tavola: "A essere sincera provo una sincera ammirazione per il veganesimo, proprio perché amo moltissimo gli animali. Il problema è che amo troppo mangiare la carne, quindi per me è impossibile metterlo in pratica!". Infine, l'autrice ripercorre il backstage del crossover con i Måneskin, nato in occasione della tournée nipponica del gruppo rock: "Sapevo che Damiano leggeva Beastars ed era un fan dell'opera. Quando sono venuti a suonare in tour in Giappone, sono andata a salutarli nel backstage. È stato un momento esilarante: Damiano si è messo a spiegare la trama e i dettagli di Beastars agli altri tre membri della band proprio davanti a me!".

Lontana dal tavolo da disegno, tra una passeggiata con il cane trovatello Yeti e le compere quotidiane ("Faccio shopping comprando per lo più cose completamente inutili"), Paru Itagaki guarda già a nuovi orizzonti creativi: "Non sono una grande videogiocatrice, ma un giorno mi piacerebbe tantissimo supervisionare o produrre un simulatore di appuntamenti amorosi con protagonisti animali antropomorfi!". Un'ulteriore conferma di come, per la mangaka, la lente animale rimanga il modo ideale per indagare i desideri e le contraddizioni dell'animo umano.

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