Dimenticate il rassicurante stereotipo della madre convenzionale. In Onslaught, il nuovo e tesissimo thriller d'azione diretto da Adam Wingard (già regista di Godzilla x Kong), Adria Arjona si trasforma in Celeste: una donna isolata, segnata dal disturbo da stress post-traumatico e dal pugno di ferro, ma disposta a scatenare l'inferno pur di proteggere la propria figlia.
Tra addestramenti massacranti con armi pesanti, stunt ad alto rischio e temperature glaciali sul set, l'attrice ha affrontato quella che definisce "la sua sfida più grande". Nella nostra intervista, Adria Arjona ci ha raccontato il delicato equilibrio tra l'adrenalina fisica e l'intimità emotiva del film, svelandoci come, per plasmare questa spietata antieroina moderna, si sia ispirata a un'icona assoluta del cinema action: la Sarah Connor di Terminator.
Una madre lontana dagli stereotipi: il ruolo di Celeste
Una delle cose che Adria Arjona ha detto della sua Celeste è stato l'aver evitato la tentazione di renderla più accomodante ed empatica, più accettabile per lo spettatore. Quanto è stato stimolante per lei interpretare una figura di questo tipo, una madre imperfetta, isolata e affetta da disturbo da stress post-traumatico? "È stato davvero rigenerante" ci ha detto l'attrice, "è stata una delle cose che mi ha attirato di più verso questo ruolo e questo film: il fatto che Adam non fosse minimamente interessato a fare di Celeste una donna convenzionale. Voleva che fosse imperfetta e diversa. Come latinoamericana, siamo conosciute per essere molto premurose e accoglienti, e anche Celeste alla fine ci arriva, sviluppa una feroce iperprotezione verso la figlia, ma quando la conosci all'inizio è tutto 'pugno di ferro'. Non è nella giusta disposizione mentale, la sua casa è un caos, ha uno stile genitoriale totalmente opposto a quello del marito. Questo mi ha conquistato, ma mi ha anche spaventata: è stata senza dubbio la mia sfida più grande."
Tra stunt e freddo polare: la preparazione fisica
E invece dal punto di vista fisico, qual è stato l'aspetto più impegnativo di Onslaught - Assalto finale? "C'è stato tantissimo allenamento" ha spiegato Aria Arjona, "non avevo mai maneggiato armi pesanti prima, quindi ho fatto un lungo addestramento con le armi da fuoco e molte prove per gli stunt, perché in alcune scene corro tenendo in braccio Blake. La priorità assoluta sul set era garantire la sicurezza della bambina durante le riprese: ho persino imparato a cadere in modo da proteggerla con il corpo in caso di incidente." Un aspetto che spesso si rischia di sottovalutare, ma che rappresenta un aspetto delicato delle sequenze più dure e acrobatiche.
Ma c'è stato un nemico ulteriore che può essere meno evidente per lo spettatore, ma che ha messo in difficoltà il cast: "E poi il clima è stato forse l'ostacolo maggiore: guardando il film non ci si rende conto di quanto facesse freddo. Si gelava, ed essere esposti agli elementi con tutto quell'equipaggiamento è stata dura."
Non solo prove fisiche in Onslaught e una forte ispirazione
Se la parte fisica è stata sicuramente una sfida, c'era anche da bilanciarla con quella emotiva nel creare il rapporto con la figlia di Celeste. È stato difficile bilanciare laparte fisica con quella più intima? "Sì, perché la posta in gioco è costantemente altissima nel film. Trovare quei piccoli momenti di tenerezza è stata la sfida principale per me e per Adam [Wingard]. Ma ci siamo arrivati in modo naturale, e molto del merito va alla piccola Blake: tra noi si è creato un legame davvero speciale. Il mio unico compito sul set era proteggerla, che è esattamente il compito di Celeste nel film. Quindi quella tenerezza è scaturita spontaneamente."
Celeste è però una eroina d'azione e non possiamo non chiedere ad Aria Arjona se avesse avuto in mente dei modelli per creare questo personaggio, attingendo al cinema del passato e le donne forti che l'hanno preceduta. E la risposta non poteva essere più netta e sicura: "Sarah Connor. Sarah Connor. Sì, lei è stata assolutamente la mia stella polare." E non potrebbe essere altrimenti!