Omicidio nel West End, la recensione: The Murder Must Go On

La nostra recensione di Omicidio nel West End, diretto da Tom George con Sam Rockwell e Saoirse Ronan, che prova ad unire il giallo classico al racconto meta-teatrale. Dal 29 settembre al cinema con Searchlight Pictures.

Se state assistendo a questo spettacolo, anche voi ora sarete complici di un omicidio.

Omicidio Nel West End 8
Omicidio nel West End: Saoirse Ronan, Sam Rockwell durante una scena del film

È difficilissimo fare un giallo nuovo oggi, che omaggi il genere, i suoi classici e i suoi illustri precedenti ma allo stesso tempo strizzi l'occhio al nuovo, allo spettatore sempre più smaliziato e che vuole essere sorpreso dal colpo di scena tipico del genere mystery. Prova a inserirsi in questa difficile cornice Omicidio nel West End, che fin dal titolo testimonia come voglia unire gli stilemi del genere di cui Agatha Christie è stata la regina indiscussa a quelli del meta-teatro e del meta-racconto che tanto piace agli addetti ai lavori. Si può scegliere di sviscerare i concetti alla base di Cluedo, il gioco da tavolo giallo più famoso al mondo, come sta facendo la saga di Cena con delitto - Knives Out con Daniel Craig, o ancora mescolarlo all'action movie che si rivela estremamente ragionato e incastonato come un puzzle come Bullet Train con Brad Pitt, o infine si può strizzare continuamente l'occhio allo spettatore come faremo nella nostra recensione di Omicidio nel West End.

Trappola per topi

Omicidio Nel West End 3
Omicidio nel West End: Sam Rockwell in una scena del film

La trama di Omicidio nel West End inizia in un teatro del West End di Londra, proprio come il titolo richiede. Siamo negli anni '50, alla 100° rappresentazione del successo di Agatha Christie Trappola per topi e tutto sembra andare per il meglio. Alla festa dopo la performance, però, cominciano a scaldarsi gli animi soprattutto a causa della presenza del regista americano Leo Köpernick (Adrien Brody) che vorrebbe trarne un film per Hollywood. Ci sarà un brutale omicidio nel dietro le quinte del teatro e verranno chiamati l'Ispettore Stoppard (un carismatico Sam Rockwell) e l'agente Stalker (un nome, una garanzia), interpretata dalla sempre meravigliosa Saoirse Ronan, che attende di fare l'esame da sergente e sta imparando il mestiere. Se tutta questa premessa non vi sembra già abbastanza celebrativa e allo stesso tempo autoironica del genere, pensate che c'è una voce fuori campo che sembra quella della vittima che enuncia: "I gialli. Visto uno, li hai visti tutti". La pellicola vuole proprio enfatizzare come sia difficile fare un adattamento all'interno del genere, o quando si cambia da un medium all'altro, che sia dal romanzo al film o dallo spettacolo teatrale al grande schermo. Quest'ultima è una diatriba in corso da secoli e già utilizzata come pretesto narrativo mystery in altre storie precedenti, fin da La signora in giallo.

Bullet Train: come Agatha Christie e Alfred Hitchcock hanno influenzato il film

Tra giallo e noir

Omicidio Nel West End 6
Omicidio nel West End: Pearl Chanda, Adrien Brody in una scena del film

Il regista Tom George si diverte moltissimo non solo con gli spettatori ma anche con gli elementi in suo possesso per costruire la narrazione e il caso al centro della stessa. Basterà vedere come utilizzerà la stessa Agatha Christie e alcuni elementi che prende in prestito anche dal genere noir. Come l'ispettore Stoppard, alcolizzato e disilluso, vestito con un soprabito scuro e un capello grigio, proprio come gli investigatori privati (quindi coloro che spesso si ritrovano in conflitto con la polizia) nei romanzi e nei film di genere. O l'agente Stalker, giovane fin troppo zelante e piena di speranze su ciò che rappresenta il suo lavoro, utile "spalla" del protagonista nei romanzi gialli. Pur intortandosi su se stesso in alcuni frangenti, soprattutto nella parte centrale, Omicidio nel West End recupera nella parte finale, nella risoluzione come nella riproposizione di alcuni topoi narrativi e nella doppia inquadratura finale, che strizza tantissimo l'occhio al pubblico in sala. Non sappiamo se sia un film da sala o valido anche per una visione in streaming con copertina sul divano e una bella tazza di tè, come gli inglesi insegnano, ma la cura quasi maniacale e che ricorda Wes Anderson delle scenografie, dei costumi, dei colori pastello e della simmetria delle inquadrature rende la visione sul grande schermo un piacere per gli occhi, mentre i dialoghi sciorinati uno dopo l'altro vogliono mantenere viva l'attenzione degli spettatori.

I 7 migliori film tratti dai libri di Agatha Christie

Cast di prima scelta

Omicidio Nel West End 7
Omicidio nel West End: il cast in un'immagine

Come spesso capita in queste operazioni, Omicidio nel West End non fa eccezione e affianca al carismatico Rockwell un cast inglese accuratamente scelto, in cui figurano tra gli altri Ruth Wilson, Harris Dickinson, David Oyelowo e Sian Clifford. Tutti sono ovviamente dei potenziali sospettati ma anche delle potenziali vittime. Tutti hanno avuto movente e opportunità per compiere l'omicidio. Ma solamente uno di loro è il colpevole. "O forse sono stati tutti insieme mettendosi d'accordo" dirà Stalker a Stoppard riferendosi a un altro classico della Christie, Assassinio sull'Orient Express. Questo continuo gioco di citazioni, rimandi e soprattutto auto-ironia dimostra lo saper svecchiarsi anche se rischia in alcuni punti di sfociare nell'auto-citazionismo e nel diventare macchietta di se stessi. Però è tutto così letteralmente bello da vedere nella messa in scena e così intriso di aplomb british che non possiamo non sorridere pensando alla piacevole sensazione di intrattenimento intelligente che stimola le sinapsi di Omicidio nel West End.

Conclusioni

Celebra i generi giallo e noir e auto-ironizza su di essi il nuovo film di Tom George, come abbiamo spiegato nella nostra recensione di Omicidio nel West End, proponendo una storia che faccia gioco a tutte le tematiche narrative coinvolte, e riflettendo tra le sequenze su cosa significhi adattare un’opera, ieri come oggi. Chapeau.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
3.4/5

Perché ci piace

  • Un carismatico protagonista prestato dal noir e interpretato da Sam Rockwell.
  • Lo stuolo di interpreti che gli gravita intorno.
  • Il provare a giocare sul re-inventare il genere giallo e sul racconto meta-teatrale.
  • La simmetria delle inquadrature e i colori pastello delle scenografie uniti al rigore inglese del racconto.

Cosa non va

  • Nella parte centrale qualcosa funziona un po’ meno, ma recupera alla grande nella risoluzione finale.