The Mechanism

2018 - ....

O Mecanismo: su Netflix il romanzo criminale brasiliano

Otto episodi per raccontare le indagini su un oscuro intreccio fra criminalità, politica e finanza: dal Brasile approda su Netflix O Mecanismo, un crime drama firmato da José Padilha, il regista di Tropa de Elite, che sceglie un percorso narrativo molto tradizionale e fatica a conquistare fino in fondo.

O Mecanismo: Selton Mello durante una scena

Un ufficiale della polizia federale, un uomo assorbito dal proprio lavoro, tanto dedito alla causa della giustizia quanto tormentato dai propri spettri interiori; la sua più stretta collaboratrice, una giovane donna metodica e carica di determinazione; il villain di turno, un criminale beffardo e senza scrupoli che diventerà l'avversario da sconfiggere per i due protagonisti.

Insomma, è il più classico degli impianti narrativi a contraddistinguere gli episodi d'apertura di O Mecanismo, serie poliziesca di produzione brasiliana appena arrivata nel catalogo di Netflix, con la firma di Elena Soarez e soprattutto di José Padilha, vincitore di un discusso Orso d'Oro nel 2008 in qualità di regista del film Tropa de Elite - Gli squadroni della morte, passato brevemente a Hollywood nel 2014 con il dimenticabile e poco fortunato remake di RoboCop e approdato quindi sul piccolo schermo, dirigendo i primi due episodi della serie Narcos.

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O Mecanismo: Selton Mello in una scena

C'è del marcio in Brasile

O Mecanismo: Selton Mello in una scena nella prima stagione

Se il paragone con Narcos è stato giustamente sfruttato ai fini di lanciare a livello internazionale un prodotto quale O Mecanismo, non potendo fare affidamento su nomi o volti noti, il parallelismo tuttavia non è così calzante: a giudicare dalle puntate d'apertura, infatti, gli autori della serie hanno optato per un approccio ben più tradizionale, accostabile semmai al 'nostro' Distretto di polizia o ad altri polizieschi televisivi contraddistinti da una costruzione piuttosto lineare e alquanto didascalica. A partire, come anticipato, dai personaggi principali: Marco Ruffo (Selton Mello), che nell'incipit ci viene presentato come il capo di un team della polizia federale brasiliana, è il classico agente tutto d'un pezzo, con un viscerale attaccamento al proprio ruolo di difensore della legge, ma anche impulsivo, affetto da disturbi psichici e con una vena autodistruttiva che metterà presto a rischio la sua carriera.

O Mecanismo: Caroline Abras in una scena

Il primo episodio, una sorta di antefatto alla storia della serie, è incentrato per gran parte proprio su Ruffo, le cui indagini metteranno a rischio la sua famiglia, spingendolo a una reazione furiosa e a drastiche conseguenze. Avviene quindi un salto temporale: sono passati diversi anni, i vertici della politica e della finanza brasiliane sono ormai invischiati sempre più profondamente con la criminalità e Ruffo è stato estromesso dal corpo di polizia. Il "passaggio di testimone" porta ora cuore dell'azione una delle sue più strette collaboratrici, la giovane Verena Cardoni (Caroline Abras), altrettanto integerrima ma - almeno per ora - più pacata e riflessiva, decisa a snidare la rete di corruzione in cui è avviluppato il paese. E a questo proposito, non poteva mancare un antagonista: il losco faccendiere Roberto Ibrahim (Enrique Díaz), che si rivelerà fin dalle prime battute il nemico giurato di Ruffo.

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Un poliziesco fin troppo tradizionale

O Mecanismo: un'immagine della serie

Già da queste prime indicazioni riguardanti trama e personaggi, dovrebbe essere abbastanza palese come O Mecanismo si muova in tutto e per tutto entro i binari del proprio genere di appartenenza, con una netta aderenza a convenzioni e stereotipi del caso. L'impressione, in sostanza, è che la nuova serie di Netflix si rivolga prevalentemente al pubblico tipico della cosiddetta TV generalista: quello poco avvezzo a immergersi in prodotti sofisticati o spiazzanti, ma più incline ad affidarsi a formule narrative già consolidate e abbastanza schematiche. A stuzzicare l'interesse degli spettatori, perlomeno in patria, c'è soprattutto il legame tra fiction e realtà: O Mecanismo si ispira infatti all'Operazione Car Wash, lo scandalo che, in tempi recenti, ha travolto la scena politica brasiliana, trasformando dunque il racconto in un canonico duello fra Davide - il manipolo di coraggiosi agenti di polizia schierati sul fronte della giustizia - e Golia - l'oscura alleanza fra il crimine e i "poteri forti" del Brasile.

O Mecanismo: una scena della serie

Ma al di là degli spunti potenzialmente intriganti della trama e di un aspetto thriller che però, in queste prime puntate, fa fatica a venire a galla, la serie non tarda a dar prova di alcuni punti deboli: dagli occasionali, bislacchi scivoloni, come la scena in cui Marco Ruffo si aggira per le strade nottetempo brandendo un martello con propositi vendicativi, alla mancanza di fiducia nel pubblico, con una voce narrante pressoché onnipresente e talmente didascalica da risultare, a conti fatti, insostenibile. Si tratta solo degli episodi inaugurali, ma O Mecanismo non si presenta certo come una serie rappresentativa della TV di oggi, né tantomeno all'altezza dei moderni canoni del poliziesco a cui il piccolo schermo ci ha abituato da tempo.

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Stefano Lo Verme
Redattore
2.0 2.0
Cinecittà World
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