Narcos

2015 - ....

Narcos 3: Morto Pablo, Viva Pablo

Narcos torna su Netflix orfana del suo protagonista, ma capace di rinnovarsi e continuare il suo spaccato del narcotraffico centroamericano.

Narcos: una scena drammatica della terza stagione

Il titolo è sempre stato chiaro: Narcos pone l'attenzione su un fenomeno, su un mondo, che si è sviluppato nell'America centrale e della lotta delle autorità colombiane nei confronti dell'esplosione del traffico di cocaina tra Stati Uniti ed Europa nel corso degli anni '80. Non su Pablo Escobar, figura preponderante con cui questo fenomeno si è inizialmente identificato e vero fulcro delle prime due stagioni della serie Netflix di cui stiamo parlando. Una figura di primo piano che al termine della seconda stagione è venuta a mancare e sulla cui dipartita annunciata lo stesso canale streaming ha più volte giocato attraverso i propri canali social.

Per questo è possibile una terza stagione di Narcos e sarà possibile la quarta già confermata, perché Escobar è stato il cuore della serie per due anni, ma il mondo che si sta raccontando è tale da poterne trapiantare uno nuovo ed andare avanti, senza Pablo ed il magnifico Wagner Moura che gli ha dato vita, per continuare a tratteggiare lo splendido spaccato del mondo del narcotraffico di quegli anni senza vincolarsi ad una figura in particolare, seguendo piuttosto il fluire naturale della storia, spostando il focus e l'attenzione sui nuovi capi di quel mondo, che già in precedenza avevamo avuto modo di incontrare.

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Morto un Pablo, se ne fa un altro

Narcos: il protagonista Wagner Moura in una foto della stagione 2

Narcos 3 riprende la storia che avevamo lasciato al termine della stagione 2 e ci immerge nuovamente in un mondo in fervente divenire come può essere quello del cartello della droga, nel quale il ruolo di comando è destinato a cambiare con repentina frequenza. Alla morte di Escobar, sono i Gentiluomini di Cali a comandare il narcotraffico, nuovi leader che si muovono con metodi diversi da quelli di chi li ha preceduti: meno violenza che possa catalizzare l'attenzione generale, ma piuttosto una preferenza per la corruzione ed il controllo di uomini di governo attraverso tangenti e mazzette. Un gruppo che con i suoi metodi arriva a controllare l'80% della cocaina mondiale e dare impiego, se così si può dire, ad oltre settecentomila persone.

Narcos: un'immagine della terza stagione

Al suo comando ci sono quattro figure di spicco: il leader Gilberto Rodriguez Orejula, suo fratello Miguel Rodriguez Orejula, che è la vera mente della banda, il sicario Pacho Errera, che si occupa di gestire i rapporti con i messicani e della distribuzione internazionale, e infine Chepe Santacruz Londono, che invece si occupa di controllare la sezione dell'impero della droga di New York. Quattro figure di spicco che hanno gestito il traffico di droga come un organizzatissima impresa e che ora, almeno in teoria, stanno contrattando con le autorità un piano di ritiro, per abbandonare questa vita di pericoli nel giro di sei mesi, pur mantenendo il proprio patrimonio. Un periodo di transizione che non impedisce all'agente della DEA Javier Peña di indagare su di loro e cercare, in collaborazione con altre forze, di fermare l'ondata di criminalità che circonda il narcotraffico.

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La nuova vita di Narcos

Narcos: un'immagine della serie

Quella che poteva essere una seria difficoltà, diventa in Narcos 3 una grande opportunità: la serie non dimostra in alcun modo di soffrire la mancanza del suo uomo simbolo, ma coglie l'occasione per rinnovarsi e ripartire. Se la stagione 2 finiva per essere in qualche modo claustrofobica con la sua inevitabile attenzione su Pablo Escobar e la sua cattura, chiudendo gli stessi spettatori con lui nella sua gabbia dorata, la nuova terza stagione si apre a nuovi temi e personaggi, amplia il suo raggio d'azione e riesce a raccontare una storia corale in cui ogni membro del cast risulta funzionale al ruolo che deve ricoprire. Se tra le new entry spiccano figure come il Jorge Salcedo di Matias Varela o il David Rodriguez di Arturo Castro, figlio di uno dei quattro boss e spaventoso nella sua ferocia, è buona la prova di tutto il cast, compresi i quattro interpreti dei boss di Cali, ma la principale conferma arriva da Pedro Pascal che emerge come protagonista assoluto.

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Rinnovarsi con coerenza

Narcos: una scena della terza stagione della serie

Narcos 3 mantiene l'impostazione e lo stile delle due stagioni precedenti, mantiene la stessa sigla di testa, l'alternanza di inglese e spagnolo, la fotografia ed il look generale, ma si adatta all'andamento della storia che racconta, evolvendo con essa. La stessa voce fuori campo, presente nella terza stagione come nelle precedenti, è ora affidata al Peña di Pedro Pascal che, orfano del collega Boyd Holbrook, diventa il punto di riferimento per le indagini e lo spettatore, portandoci per mano in un mondo che allarga il proprio raggio d'azione e diventa sempre più complesso e internazionale. La terza stagione di Narcos prosegue con coerenza visiva e tematica rispetto a quanto visto nel corso dei due anni precedenti, ma riesce a rinnovarsi quasi al pari di una serie antologica, rendendosi fruibile anche da uno spettatore che non abbia seguito le gesta di Escobar narrate fin qui. Insomma in un periodo in cui Netflix inizia a tagliare rami secchi e non rinnovare i suoi prodotti meno riusciti o meno fruttuosi, Narcos si conferma come una delle sue opere più solide e riuscite.

Narcos 3: Morto Pablo, Viva Pablo
Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
Cinecittà World
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