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Nope, immaginiamo un universo narrativo sui "cattivi miracoli" di Jordan Peele

E se Nope, l'ultima fatica del regista di Scappa - Get Out e di Noi, fosse solo l'inizio di un progetto antologico e persino multimediale sugli orrori dell'intrattenimento e dell'informazione contemporanea?

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Nope: un frame del film

Pur essendo tra i titoli americani meglio recensiti e accolti della stagione cinematografica estiva appena trascorsa, Nope di Jordan Peele ha riscosso meno successo commerciale dei precedenti film dell'autore statunitense. Il paragone è immediato: 166 milioni di dollari nel mondo contro i 255 di Get Out - Scappa e Noi, e questo al netto di un costo estremamente più elevato dell'opera prima e seconda di Peele, per l'esattezza di 68 milioni di dollari. Vari i motivi: perché girato in IMAX, perché cinematograficamente più complesso, perché film della maturità autoriale di Jordan Peele. È però vera l'enorme curiosità generata dal film via social, tra i più dibattuti e condivisi dell'anno, motivo che sembra far particolarmente felice il regista, tanto per una questione di riconoscimento del grande pubblico (e non solo) ma anche perché il filmmaker starebbe pensando di espandere Nope in un franchise, confezionandone almeno un sequel. La domanda sorge allora spontanea: come potrebbe essere un universo narrativo "espanso" e antologico (?) di Nope? Inutile dirlo: l'articolo contiene spoiler.

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Nope: una scena del film

Che possa trattarsi di un universo antologico è pura supposizione, ma che Peele voglia sviluppare un secondo film dedicato a questo mondo "dei miracoli cattivi" lo ha detto lui stesso. O meglio, è stato costretto a rivelarlo a causa di un dettaglio notato dai fan e non per forza di cose relativo alla storia direttamente raccontata nell'opera. Mentre infatti la vicenda di OJ ed Em Haywood appare conclusa per quanto concerne un primo atto dedicato alla scoperta e al successivo abbattimento della creatura aliena, discorso diverso vale per le conseguenze mediatiche relative al caso e alla divulgazione pubblica della scoperta di una forma di vita extraterrestre sul nostro pianeta. Dal ragionamento che sorregge l'impegno degli Haywood nell'immortalare la creatura, si desume che i due vogliano in effetti approfittare del documento fotografico adesso in loro possesso, puntando alla fama e alla ricchezza come d'altronde volevano. Questo in effetti potrebbe aprire a un prosieguo del racconto con i due protagonisti ancora al centro dello stesso, magari nel mentre di un tripudio televisivo ovviamente legato alla fotografia scattata da Em al Jean Jacket prima della morte di quest'ultimo. Quello che non convince è però come potrebbe manipolare nuovamente il genere partendo da questo presupposto e continuando a sviluppare un progetto creando qualcosa di correlato ma totalmente differente. Non pensiamo infatti che Peele voglia soffermarsi a lungo su qualcosa che non sia per lo meno interessante nel concetto, da qui l'idea di un'espansione dell'universo narrativo con storia ambientante nello stesso mondo ma diverse ma appartenenti anche allo stesso genere. È per questo che incuriosiscono allora le parole dell'autore e "l'indizio" scovato dagli appassionati.

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Il suo nome è nessuno

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Nope: una foto dal set

Prima che Nope uscisse in sala, tanto nel materiale promozionale quanto nel cast ufficiale segnalato su IMDb compariva un attore poi assente nel prodotto finale: Michael Busch. Un nome poco conosciuto a Hollywood e dal grande pubblico ma apparso in tanti commercial statunitensi e produzioni televisive note come I Goldberg, Pretty Little Liars o Community, seppure sempre in ruoli minori. In Nope è accreditato come "Nessuno" e in uno dei trailer diffusi si vede camminare sereno contromano rispetto a una folla spaventata e in fuga da qualcosa. Nel film, però, di lui non c'è traccia, così come della scena descritta, anche di qualche frame, pensando magari a un taglio in cabina di montaggio. È come se in effetti nessuno non esistete, almeno all'interno di Nope. Quando la cosa è stata fatta notare a Peele, lui ha sorriso e ha risposto: "La storia di quel personaggio deve ancora essere raccontata, questo posso rivelarvelo. Il che è un altro modo frustrante per dire che sono contento che le persone stiano prestando attenzione. Penso che i fan riceveranno più risposte su alcune di queste cose in futuro. Non abbiamo finito di raccontare questa storia". Lo conferma direttamente il regista, dunque: la storia non è ancora finita.

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Nope: un'immagine del film

Parla però al singolare e non al plurale, lasciando appunto intendere che nel futuro di un eventuale franchise ci sia spazio per un prosieguo in qualche modo legato a quanto già raccontato, dunque in formato espanso o antologico. Sarebbe interessante se il Jean Jacket fosse ad esempio solo il primo di una serie di assurdità mostruose, aliene e inspiegabili catapultate sulla terra e pronte a rivelarsi un capitolo dopo l'altro, magari anche in un progetto streaming o televisivo dedicato. Idealmente, Busch dovrebbe comparire in un secondo film, ma non è detto che ne sia il protagonista, riflettendo soprattutto sui suoi crediti e le produzioni all'attivo. Più probabile che faccia già parte di un feature di varia natura già confezionato o pronto per essere girato e pensato - appunto - per elasticizzare l'universo di Nope. Peele dice che avremo risposte in futuro. La speranza è che sia il più prossimo possibile.