Natale e regali: i nostri film da mettere sotto l’albero

Natale, tempo di regali, e i redattori di Movieplayer.it scelgono alcuni film da dare in dono. Regali cinefili per tutti i gusti!

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Tante immagini ricordano il Natale. Il Presepe e l'Albero (ma non Spelacchio), le abbuffate e i parenti, il freddo e la neve, i viaggi e... i regali. Tutti aspettano la notte del 24 Dicembre o la mattina del 25 per scartare i propri e condividere con i suoi cari l'apertura dei rispettivi doni ricevuti. Tutti, allo stesso modo, vivono come un incubo la fase precedente, quella preparatoria a quel momento: la scelta ed acquisto dei regali, che i più saggi iniziano in tempi non sospetti appena le prime foglie autunnali iniziano a cadere dagli alberi, ma che tanti, tantissimi, trascinano fino al 24 inoltrato, quando viene in mente il cugino o la zia a cui non si è ancora pensato.

Allora abbiamo pensato di darvi un suggerimento dell'ultim'ora, raccogliendo le idee regalo dei nostri redattori su un film da mettere sotto l'albero per un dono last minute assolutamente cinematografico. Abbiamo messo da parte lo spirito natalizio fine a se stesso, tutti immancabilmente ci siamo concentrati sulla scelta di un bel film (e una serie, come vedrete, ma il confine nel caso specifico è molto sottile). Abbiamo tirato fuori anche l'immancabile doppione, ma anche questo è caratteristico dell'intero processo dei regali natalizi, no?

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La trilogia di Ritorno al Futuro: per vivere quadrimensionalmente a Natale (Valentina Ariete)

Ritorno al futuro: i protagonisti Michael J. Fox e Christopher Lloyd in una scena del film

Regalare un film è una cosa molto personale: se è destinato a un cinefilo è difficilissimo fare la scelta giusta, perché potrebbe già avere quel titolo (magari in dieci edizioni diverse), se invece è per uno spettatore occasionale si potrebbe avere una reazione di delusione simile a quando si riceve l'ennesimo paio di calzini dai colori improbabili. Per andare sul sicuro, una scelta giusta potrebbe essere un film che è sia un capolavoro seminale, sia intrattenimento puro, divertente, pieno di ritmo, con personaggi memorabili e generi che si mescolano l'uno nell'altro, in modo da accontentare sia gli amanti della fantascienza che del film in costume, come gli appassionati di western. Non esiste un titolo del genere direte voi. E invece no, ne esistono ben tre: la trilogia di Ritorno al futuro è un regalo perfetto, per passare le feste quadrimensionalmente insieme a Doc, Marty e scariche da 1,21 gigowatt.

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Merry Fucking Finnish Christmas! (Max Borg)

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Se avete voglia di passare un Natale cinematografico un po' diverso, il regalo ideale per voi sarebbe Rare Exports: A Christmas Tale. Il primo lungometraggio di Jalmari Helander, basato su una serie di corti dello stesso regista, è una commedia horror nerissima che stravolge allegramente lo spirito natalizio portando al cinema una fetta di folclore nordico: nella cultura finlandese, infatti, Babbo Natale si chiama Joulupukki ("il capro di Natale") ed è una creatura semidemoniaca che si nutre dei bambini cattivi. Ebbene sì, il mio paese d'origine non produce solo i film di Aki Kaurismäki, ogni tanto escono anche prodotti come questo, un'avventura festiva irriverente e strepitosa da vedere la sera tardi con una pinta di Lapin Kulta.

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Big Fish e la magia del racconto (Antonio Cuomo)

Ewan McGregor e Hailey Anne Nelson in una scena del film Big Fish

Se il regalo è un gesto altruistico, che mette, o dovrebbe mettere, l'attenzione su chi lo riceve, faccio la mia scelta spinto da una sana dose di egoismo. Quando penso a un film da regalare, infatti, quello che mi salta in mente è immancabilmente un'opera che amo in modo particolare, che parla al mio cuore più che alla mia mente. In tal senso, Big fish - Le storie di una vita incredibile di Tim Burton è anche natalizio ed adatto al periodo, ma ciò che fa la differenza per me, a livello personale, è quanto riesca a raccontare il rapporto che avevo con mio padre, lasciandomi irrimediabilmente in lacrime. In modo diverso da suoi classici come Beetlejuice - Spiritello porcello e Edward mani di forbice, in Big Fish c'è tanto Burton, c'è sogno, magia e una voglia di creatività che lo rendono uno dei suoi film più potenti e riusciti. C'è la voglia di raccontare e dar vita alle storie, attualissima in tempi festivi di riunioni di famiglia. C'è il cinema in tutta la sua essenza.

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Un viaggio nell'oscurità con David Lynch e Dougie (Valentina D'Amico)

I segreti di Twin Peaks: Kyle Maclanchlan in una scena

Il film da regalare questo Natale è senza dubbio il revival di Twin Peaks. E infatti ho deciso che lo regalerò prima di tutto a me stessa. Dopo essermelo gustato, episodio dopo episodio, nel corso dell'estate potrebbe essere arrivato il momento per una seconda visione e forse anche per un moderato binge watching. D'altronde David Lynch e Kyle MacLachlan hanno sottolineato più volte come il revival sia stato concepito e realizzato come un unico film di 18 ore. Lynch ha disseminato la terza, ricchissima, stagione di Twin Peaks di indizi di ogni tipo: cinefili, filosofici, metafisici. Spesso e volentieri abbiamo brancolato nel buio e anche se alla fine dei giochi qualche spiegazione siamo riusciti a darcela sono ancora tante le domande prive di risposta. Per questa ragione, e per la voglia di godere di nuovo della bellezza di alcuni strabilianti episodi, una seconda visione è d'obbligo. Diciamo la verità, la speranza è quella di trovare qualche spiegazione nelle sei ore di contenuti speciali che si preannunciano spettacolari e valgono da soli il prezzo del cofanetto. E poi chi non ha voglia di riabbracciare l'irresistibile Dougie?

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Un regalo... da un fiorino! (Fabio Fusco)

Troisi e Benigni in Non ci resta che piangere

Natale è tempo di regali, di cene con parenti (per chi non riesce ad evitarli) e amici, ma è anche un periodo di viaggi (per chi può permetterselo) e di svolte, quelle che immancabilmente vorremmo dare alle nostre vite. Perché dopo Natale arriva Capodanno, ma già dagli inizi di dicembre iniziamo a sognare di dare una svolta positiva all'anno che verrà. E poi c'è chi fa una vita non propriamente soddisfacente, tra problemi familiari e lavorativi, tagli di capelli improbabili e desidera un cambiamento, ma invece che nell'anno venturo si ritrova addirittura nel 1492, "quasi millecinquecento", come capita ai due irresistibili protagonisti di Non ci resta che piangere, Massimo Troisi e Roberto Benigni all'apice del loro successo. Mettevi comodi perché questo viaggio insieme a loro sarà lungo ma divertentissimo e vi ritroverete a ripetere con loro battute ormai leggendarie e incontrerete addirittura Leonardo Da Vinci! Un medioevo fantasioso ma non fantasy, senza draghi ma con qualche morto ammazzato (attenzione quando andate "in bagno"). E quando ritornerete nel presente... non vi resterà che piangere. Perché commedie italiane così, non se ne fanno più. 

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Il sapore del cinema (Giuseppe Grossi)

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Un film che regaleresti a qualcuno, eh? Bene, bene, bene. Allora, visto che lo spirito natalizio permea questi giorni, faccio il romanticone sdolcinato e il film lo regalo a voi. Sì, dico a voi, cari miei colleghi di Movieplayer. Per me questo sito è sempre stato come una casa, piena di persone che stimo e che, a volte, sono persino diventati amici veri. Per cui, quando scarterete questo articolo, giunti al mio fiocco, troverete Ratatouille sotto il vostro albero. Perché? Per due motivi. Il primo è semplice, forse persino banale. Perché parla di cucina, di gusto, di sapori da recuperare e da scoprire, ovvero tutte cose che in qualche modo toccherà i palati della nostra redazione sparsa un po' tra Lazio, Lombardia, Veneto, Campania, Puglia e Finlandia (dico a te, Borg). Ad ognuno la propria tipicità, ad ognuno il proprio piatto preferito, insomma. E ora il secondo motivo, impersonato da quel signore oblungo, austero e algido di nome Antoine Ego, di mestiere critico gastronomico. Ecco, il mio regalo per tutto voi, per tutti noi, è li dentro; nel suo monologo finale e rivelatore, quando un'epifania sorprende il suo palato ormai assuefatto dell'abitudine e dalla noia. Quel monologo parla della riscoperta della meraviglia da parte dei critici. Una cosa che non dovremmo mai dimenticare. Buona sorpresa davanti al prossimo film e buon Natale, colleghi miei.

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Marx Brothers Collection. La risata è il regalo più bello (Luca Liguori)

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Davvero posso scegliere un regalo che mi pare, senza pensare ai gusti del ricevente? Allora deve essere Natale davvero, perché questi sono proprio i regali che piacciono a me, quelli che ti permettono di far conoscere cose "nuove" (si fa per dire, mai come in questo caso), che magari non avrebbero mai visto altrimenti. E quindi io scelgo coloro che dopo decenni e decenni di visioni ininterrotte continuano a farmi ridere senza stancarmi mai. Groucho, Chico e Harpo ancora oggi sono per me il meglio che il cinema ha da offrire in termini di comicità e innovazione e questi quattro film in particolare sono assolutamente esemplificativi dell'anarchia comica e cinematografica che li caratterizza e che in qualche modo ha cambiato per sempre la settima arte. I loro film sono stati un regalo fantastico a generazioni di autori e comici che li hanno seguiti. Sono stati un regalo fantastico per me quando li ho conosciuti da pre-adolescente e ho passato anni a consumare le vhs registrate dalla TV. E spero possano essere un regalo gradito e utile per tutti coloro che vorranno seguire il mio consiglio. Anche perché contengono lezioni di vita importanti che è bene non dimenticare mai: "se parla come un idiota e ha una faccia da idiota, non lasciatevi ingannare, è veramente idiota".

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Il doppione: Magnolia di Paul Thomas Anderson

Per far riflettere con grazia e in maniera poetica sulla vita e l'amore (Luca Ottocento)

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Se decidessi di regalare un film a qualcuno cui voglio bene, opterei senz'altro per Magnolia, soprattutto nel caso in cui la persona in questione non lo abbia già visto e sia appassionata di cinema.
Vedere il capolavoro di Paul Thomas Anderson a tredici anni sul grande schermo fu una scoperta inattesa e meravigliosa: per la prima volta, ebbi la sensazione di cogliere quali fossero realmente le floride potenzialità del linguaggio cinematografico.
Certo, si tratta di un film di tre ore, impegnativo, che richiede una certa concentrazione allo spettatore. È anche però un affresco corale potente e inventivo come pochi, in grado di riflettere con sorprendente grazia sulla vita, la morte e l'amore. Dal mio punto di vista, dunque, un ottimo regalo di Natale, magari da affiancare alla bellissima locandina statunitense con le rane in caduta libera dal cielo di cui trovate l'immagine qui a fianco.

Magnolia e quel disperato bisogno di amare così natalizio (Antonello Rodio)

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Il film che regalerei per Natale, non c'entra assolutamente niente (ma solo in apparenza) con le atmosfere del periodo. E immagino la sorpresa di uno che scartando la carta regalo si ritroverebbe in mano Magnolia. Urgono motivazioni. Innanzitutto, se si fa un regalo col cuore, il dono deve essere qualcosa che si ritiene prezioso e utile anche agli altri. Quindi direi al ricevente di godersi pure gli affetti e le atmosfere "morbide" del periodo natalizio, ma poi di vedersi Magnolia per ricordarsi della vita vera, con le sue solitudini, i dolori, i rimpianti e i rimorsi. La vita con il suo lato oscuro, ma anche con la sua infinita bellezza, perché c'è sempre la possibilità di "capire", di risalire e di rialzarsi. Perché in fondo, ed ecco il messaggio natalizio, Magnolia è un film sull'estremo bisogno di amare e di essere amati che ognuno ha. Certo, spesso siamo totalmente inadeguati a metterlo in pratica. Ma è la spinta quella che conta, no? Quindi tanti auguri a tutti di amare. Veramente.

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Buon Natale da Margo e Diana (Alessia Starace)

Wonder Woman: un'immagine tratta dal film

Scegliere solo un film da regalare a Natale, bella forzatura. Insomma, i film che amo sono tanti quasi quanto sono diverse tra loro le persone a cui ne regalerei uno. Facciamo che immagino un bundle, un inedito tandem cinematografico che possa essere universalmente utile e portare gioia, e che include un classico e un titolo molto recente; un capolavoro della vecchia Hollywood e un cinecomic. Il primo è uno dei miei film preferiti di sempre, Eva contro Eva, che racconta, almeno secondo l'immaginario collettivo, la rivalità femminile. Invece no, parla di come lasciarsela alle spalle come cosa desueta e tossica e celebrare il trionfo dello spirito, della personalità e dell'indipendenza delle donne. Se il film di Mankiewicz lo dedico alle mie coetanee (e coetanei, naturalmente), con Wonder Woman di Patty Jenkins (appena uscito in homevideo in edizione sontuosa) mi rivolgo soprattutto alle più giovani, che dopo lustri di cinema mainstream ad uso quasi esclusivo dei maschietti hanno finalmente un'eroina esaltante, pugnace e sensuale, fiera e tenera, che incoraggia il superamento degli stereotipi e dei limiti e delle paure che ci rendono passive e vulnerabili. Buon Natale, e se poi volete un braccialetto invece di un film, compratevelo da sole.

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