Monterossi, la recensione: detective per caso in quel di Milano

La recensione di Monterossi, la serie Amazon Original tratta dai romanzi di Alessandro Robecchi, editi da Sellerio, interpretata da Fabrizio Bentivoglio e diretta da Roan Johnson, sul servizio streaming dal 17 gennaio 2022.

RECENSIONE di 17/01/2022

I tribunali le condanne vogliono darle loro, non gli bastano quelle della vita

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Monterossi: una scena della serie

Fa sempre piacere quando arriva un nuovo Amazon Original italiano, perché non puntando sulla quantità ma sulla qualità c'è speranza per quella ricercatezza in più nella bulimia dell'offerta streaming. Se poi si tratta di un prodotto seriale scritto e diretto da Roan Johnson e interpretato da Fabrizio Bentivoglio, la curiosità aumenta, considerando anche il giorno d'uscita (lunedì 17 gennaio 2022 invece del canonico venerdì) a rendere Monterossi, e quindi la recensione di Monterossi, anomala fin dall'inizio.

Una sera come tante, una serie come poche

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Monterossi: Fabrizio Bentivoglio in un momento della serie

Tratta dai romanzi di Alessandro Robecchi, Monterossi - La Serie è incentrata proprio sul Carlo Monterossi del titolo, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, un autore tv famoso e benestante, con una gran bella casa in quel di Milano, che una sera, mentre sorseggia un whisky, riceve una visita poco gradita, ovvero qualcuno che cerca di ucciderlo con un colpo di pistola. Da lì la sua strada si incrocerà più spesso di quanto possa prevedere con quella della polizia, facendolo diventare un detective per caso, per la curiosità di svelare la verità, proprio come voleva fare quando lanciò il proprio programma tv - che ora è diventato un talk show sensazionalistico da mettere alla berlina - e per rabbia verso alcune ingiustizie dell'umanità. Si snoderanno così due casi tratti da altrettanti romanzi, Questa non è una canzone d'amore e Di rabbia e di vento, divisi in tre parti ciascuno per un totale di sei episodi a formare la prima stagione. Questa è la parte che lascia un po' perplessi di tutto il prodotto: perché invece di scegliere un caso che unisse tutta la prima stagione si è preferito utilizzarne due, rendendoli praticamente due film tv divisi rispettivamente in tre puntate ciascuno? Proprio nello stile de I delitti del BarLume la serie che ha fatto la fortuna di Roan Johnson.

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Contro le ingiustizie dell'umanità

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Monterossi: Carla Signoris in una scena della serie

Johnson però colora Monterossi - La serie di sfumature noir, un omaggio al giallo da colpo di scena mescolato sapientemente con la commedia nera e con uno sguardo sempre rivolto all'attualità. Il protagonista è un uomo cinico, danneggiato dalle delusioni della vita, eppure dal cuore enorme, che quasi si vergogna del denaro che possiede (forse per come lo ha guadagnato) ma è sempre pronto a utilizzarlo per gli altri, per fare del bene, e ospitare in casa propria chi ne abbia bisogno senza chiedere nulla in cambio. E poi c'è l'amore della sua vita, la giornalista interpretata da Donatella Finocchiaro: c'è un tale chimica fra i due, una tale malinconia nei loro sguardi quando si incontrano che il loro essere costantemente rivolti alla nostalgia del passato piuttosto che a un passo deciso verso il futuro rende la loro "relazione" estremamente vera e realistica, soprattutto in questi tempi difficili. Dramma, commedia e thriller si mescolano per dare vita a una storia che in qualche modo colpirà sempre in prima persona l'antieroe protagonista e lo circonderà di personaggi altrettanto sfaccettati e ben caratterizzati, dai due aiutanti Oscar e Nadia (quest'ultima interpreta da Martina Sammarco, già vista in State a casa di Johnson), alla conduttrice e collega di Monterossi al programma tv, una coloratissima e volutamente "costruita" Carla Signoris, al poliziotto "buono" Tarcisio Ghezzi (Diego Ribon) che ricorda il burbero ma competente Antonio Monte di Andrea Pennacchi in Petra; e a quello "cattivo" (nel senso di propensione ad ascoltare i consigli di Monterossi) col volto di Tommaso Ragno (anche già collaboratore di Johnson in State a casa), con un inedito accento sardo; o ancora alcune piacevoli guest come Michele Bravi in un ruolo davvero peculiare. E poi c'è tutta la variopinta fauna legata ai casi, tra benestanti, immigrati e sottobosco milanese, quasi specchio della "vita vera" che viene raccontata nel programma tv, nello show nello show.

State a casa: l'occasione fa l'uomo ladro, assassino, prevaricatore

Da Milano a Bob Dylan

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Monterossi: Tommaso Ragno in una scena della serie

Non è solo la regia e la sceneggiatura a colpire da parte di Johnson, sempre pronto ad assestare un bel colpo nel cuore e nello stomaco dello spettatore, anche se con un ritmo altalenante in questo caso; ma anche la location inedita - oramai la romanità la fa da padrone nella serialità nostrana - dipingendo però non una Milano inospitale o fredda, semplicemente posata e pacata, in cui Monterossi cerca di diradare la nebbia alla ricerca della verità. E la colonna sonora, sempre attenta e scelta con cura, dalle melodie ai testi agrodolci, che fa capo a Bob Dylan, il preferito del protagonista, e pesca più dal passato che dal presente, proprio per lo sguardo nostalgico del protagonista nei confronti della vita. Forse ne risente un po' il ritmo generale ma d'altronde il nostro detective è tale per caso, non per volontà, cercando disperatamente di fare la cosa giusta, più per il prossimo che per se stesso. Siamo tutti un po' Monterossi in fondo, o almeno forse dovremmo tutti un po' imparare ad esserlo.

Conclusioni

Arrivati alla fine della nostra recensione di Monterossi, confermiamo quella curiosità accennata in apertura, grazie a un protagonista in parte, stanco della vita ma pronto ad aiutare il prossimo coi propri mezzi, e uno stuolo di personaggi ben caratterizzati che gli ronzano intorno. Ma Monterossi si rialza sempre e mostra un inedito microcosmo per il giallo italiano, un autore tv detective per caso in quel di Milano, dove Johnson colora il tutto di tinte noir, cinico umorismo e colonna sonora malinconica per denunciare le ingiustizie della vita.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

4.2/5

Perché ci piace

  • Fabrizio Bentivoglio è un protagonista in parte e ben caratterizzato, così come gli altri personaggi
  • L’inedita location milanese e la colonna sonora nostalgica
  • La regia e la sceneggiatura di Johnson, che centrano il cuore dello spettatore…

Cosa non va

  • … anche se il ritmo è altalenante risentendo di alcune battute d’arresto
  • La scelta forse non così efficace di strutturare la prima stagione in due storie da tre episodi ciascuna piuttosto che un’unica storia orizzontale