I 10 migliori film sui complotti

Da JFK - Un caso ancora aperto a I Tre Giorni del Condor, ecco i 10 migliori film che raccontano teorie del complotto, a metà tra la fantasia più sfrenata e la paura dell'ignoto.

CLASSIFICA di 15/11/2020
JFK - Un caso ancora aperto: Kevin Costner in una scena del film
JFK - Un caso ancora aperto: Kevin Costner in una scena del film

Negli ultimi anni, le teorie del complotto grazie ad internet si sono moltiplicate e diffuse ovunque, al punto che ormai è davvero difficile aggirarsi su una qualsiasi notizia senza trovare una marea di commenti inneggianti segreti, cospirazioni o bugie. Il cinema ha sempre amato parlare di verità alternative, sovente connesse ad eventi storici dibattuti, attorno ai quali ancora oggi aleggia un'aurea di mistero che ha dato adito alle più disparate ipotesi. Eppure, è davvero sorprendente pensare che ciò che un tempo era bollato come racconto di fantasia, oggi come oggi è reputato verità da molte persone e, forse, una pur piccola responsabilità è anche di queste pellicole che abbiamo selezionato: ecco quelli che secondo noi sono i 10 migliori film sui complotti mai realizzati (rigorosamente in ordine cronologico!).

1. Va' e uccidi (1962)

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Non ce ne vogliano i fan di Denzel Washington e Jonathan Demme, ma il remake del 2004 per quanto robusto, non regge il paragone con la prima trasposizione cinematografica diretta da John Frankenheimer, datata 1962 e con un Frank Sinatra a dir poco sfavillante. Tratto dal romanzo di Richard Condon, Va' e uccidi vedeva il Sergente Raymond Shaw (Laurence Harvey) venire catturato in Korea e sottoposto ad un condizionamento mentale da parte dei comunisti. L'obbiettivo era fargli uccidere un candidato alla Presidenza degli Stati Uniti. Anche altri suoi commilitoni subiscono lo stesso trattamento, ma uno di loro, il Maggiore Bennett Marco (Frank Sinatra), comincia a ricordare ed in breve si metterà sulle tracce di Shaw. Thriller psicologico sostanzialmente perfetto per scrittura e regia, Va' e uccidi uscì pochi mesi prima della morte di Kennedy (amico personale di Sinatra tra l'altro) "ufficialmente" per mano di un ex militare deviato. Tutti elementi che han contribuito a renderlo uno dei cult per eccellenza del genere.

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2. Z, l'orgia del potere (1969)

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Tra quelli in questa lista, sicuramente il film dal più alto profilo etico e politico, un grande omaggio a Gregoris Lambrakis, nonché un'opera che unisce la dimensione del thriller giudiziario a quella alta e nobile del cinema civile e impegnato. Capolavoro firmato dal grande Costa-Gavras, tratto dall'omonimo romanzo di Vasilīs Vasilikos, Z, l'orgia del potere mette in scena la morte della democrazia, o perlomeno la modalità scelta per ucciderla in quella Grecia che già da due anni era sotto la Dittatura dei Colonnelli. La polizia e le forze armate fasciste e corrotte, il nepotismo, lo squadrismo omicida, percuotono la coscienza dello spettatore, testimone di un intrigo eversivo che abbraccia una dimensione storica assolutamente realistica, coerente, nota. Jean-Louis Trintignant si muove seguendo le orme di quel Christos Sartzetakis che avrebbe resistito contro la Dittatura, portato avanti il buon nome della Grecia anche da Presidente, sopravvivendo all'infernale marchingegno che i 127 minuti ci mostrano nella sua ferocia meccanica. Più che un film di fantasia quindi, Z, l'orgia del potere è un film che sottolinea la differenza tra i complotti concepiti dall'immaginazione, e quelli invece drammaticamente reali.

3. Perché un assassinio (1974)

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Film per molto tempo sottovalutato e maltrattato dalla critica, Perché un assassinio di Alan J. Pakula, è un film complottista fortemente politicizzato, un thriller robusto, visivamente suggestivo e diretto in modo lucido, ispirandosi alle varie teorie del complotto che cercarono spiegazioni alternative all'omicidio di Kennedy. Warren Beatty fu autore di una performance di grande livello nei panni del giornalista Joseph Frady, il simbolo cinematografico per eccellenza di quel capro espiatorio, che è da sempre la vittima sacrificale che il potere usa per salvarsi in ogni teoria del complotto che si rispetti. Labirinto pieno di false verità ed ombre, viaggio allucinante dentro un mondo fatto di menzogna e falsità, Perché un assassinio è uno dei migliori political thriller degli anni Settanta, un film pessimista, cupo, presago di morte e connesso in modo profondo alla tragedia del Vietnam. Scevro da ogni ottimistica visione della società (descritta come dittatoriale e violenta) tra i vari film complottisti in questa classifica, è quello che forse rivendica maggiormente uno sguardo prismatico, in cui cinema e realtà si incrociano, si sorreggono a vicenda, si uniscono pur rimanendo separati. Fatto ancor più importante, non rimane schiavo della sua dimensione "pedagogica", ma appassiona, cattura l'attenzione, grazie ad un intreccio raffinato, in cui verità e menzogna hanno lo stesso volto.

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4. I tre giorni del condor (1975)

Robert Redford ne I tre giorni del condor
Robert Redford ne I tre giorni del condor

Uno dei cult per eccellenza del genere spionistico, da decenni un punto di riferimento per stile, intreccio, evoluzione dei personaggi e per la capacità di sposare teorie del complotto assolutamente credibili e ben connesse alla realtà geopolitica di quegli anni. Protagonista de I tre giorni del condor era un Robert Redford d'antologia, nei panni di Joseph Turner, analista della CIA, che scampava per un pelo al massacro della sua sezione a Manhattan, ad opera di un commando guidato dal letale killer Joubert (un fantastico Max von Sydow). Solo, braccato da un nemico invisibile, con nessun alleato a parte una ragazza rapita per caso, Joseph infine scoprirà che dietro il complotto si nasconde una cospirazione di una branchia della CIA, interessata al petrolio in Medio Oriente. Film di cupa e gelida eleganza, con colpi di scena sorprendenti ed una scrittura sapiente, I tre giorni del condor è ancora oggi uno dei film complottisti più realistici e interessanti di sempre, da cui emergeva il ritratto di una società occidentale guidata da uomini crudeli e sleali, in cui il cittadino comune non aveva alcuna speranza.

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5. Capricorn One (1978)

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Tra le teorie del complotto più gettonate di sempre, vi è anche quella che sostiene che in realtà la missione Apollo 11 fosse una messinscena orchestrata dalla NASA e dal governo. Un complotto finalizzato a mantenere il consenso interno, nonché a sconfiggere di fronte al mondo l'URSS nella corsa alla conquista dello Spazio. Capricorn One, scritto e diretto da Peter Hymas, è senza ombra di dubbio uno dei film complottisti più famosi di tutti i tempi, perfettamente in linea con lo spirito dell'epoca, connaturato da una profonda sfiducia nel governo e nei mass media. A 42 anni di distanza, Elliott Gould, con il suo Robert Caufield, giornalista coraggioso e scomodo, rimane il complottista per eccellenza, simbolo di tutto ciò in cui credono i cospirazionisti: le congiure, le bugie, le morti sospette, infine la verità nascosta svelata al mondo e alla stampa, la giustizia che trionfa...eppure a tanti anni di distanza, Capricorne One rimane soprattutto un thriller pieno di energia, ottime idee, diretto con grande ispirazione, connesso ad una dimensione adventure affascinante e creativa.

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6. Essi vivono (1988)

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Il film più personale, visionario e politico di John Carpenter, anche uno dei più incompresi del grande regista, che concepì un'opera in cui emergeva la realtà di un mondo che dietro le quinte era comandato da alieni rettiliani, mentre un'umanità ignara veniva schiavizzata. B-movie orgoglioso di esserlo, costato solo 3 milioni di dollari, Essi vivono è diventato nel tempo il film manifesto della contro-cultura, del complottismo, rappresentazione cinematografica per eccellenza della disobbedienza al capitalismo, al consumismo, all'omologazione. Roddy Piper e Keith David, crociati per caso contro l'ordine alieno mondiale, altro non simboleggiano che il risveglio proletario contro il "sistema", contro i "poteri forti" che addormentano le coscienze e soggiogano le menti, da combattere con ogni mezzo. Essi vivono può vantare una regia incredibile, un'intensità e un crescendo a dir poco ipnotici, che spesso distolgono l'attenzione dal suo essere anche una dolente e ironica disamina della gloriosa e coerente sconfitta del dissenso, nell'oppressiva società moderna.

7. Uccidete la colomba bianca (1989)

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Il disgelo avvenuto tra URSS e USA, grazie alla collaborazione tra Gorbaciov e Reagan, fu ostacolato sul fronte interno in entrambi i paesi, tanto che in molti temevano attentati o azioni eversive per vanificare il processo di pacificazione. In vista del trattato IFN sul disarmo nucleare del 1987, Hollywood cavalcò questa paura proponendo un thriller complottista di grande qualità: Uccidete la colomba bianca, con un cast di prim'ordine che comprendeva Gene Hackman, Tommy Lee Jones e Dennis Franz. La sceneggiatura di John Bishop parlava di un intrigo internazionale, ordito da alcuni capi militari di entrambi i fronti, con l'intento di assassinare il leader sovietico. Il film, diretto con mano ferma da Andrew Davis, univa azione e thriller, in un iter dove riecheggiavano diverse teorie sull'assassinio di Kennedy, così come molti omicidi politici della Guerra Fredda. Con personaggi robusti e accattivanti, ed un'atmosfera tesa e cupa, Uccidete la colomba bianca è uno dei migliori cult di fine anni Ottanta, a lungo ingiustamente sottovalutato nel suo cercare una dimensione narrativa che unisse plausibilità e fiction.

8. JFK - Un caso ancora aperto (1991)

JFK - Un caso ancora aperto: Gary Oldman in una scena del film
JFK - Un caso ancora aperto: Gary Oldman in una scena del film

Da certi punti di vista, forse il miglior film di Oliver Stone, nonché il migliore di questa classifica. La morte di John Fitzgerald Kennedy, uno dei misteri più oscuri e ancora oggi dibattuti di tutti i tempi, rivive in tutta la sua drammaticità in questo film fiume, che ripercorre (pur se in modo fantasioso) il tentativo fatto a suo tempo dal Procuratore Generale di New Orleans Jim Garrison di arrivare alla verità. Con un cast a dir poco strabiliante ed una regia fantastica, JFK - un caso ancora aperto è il migliore del suo genere per il suo collegarsi ad un fatto storico dove parlare di complotto è tutto tranne che fantasioso.

Il film di Stone è sublime non tanto nel donare la realtà definitiva, quanto una realtà plausibile o, meglio ancora, nel cercare di rispondere alla vera domanda: perché Kennedy fu ucciso? Chi ci guadagnò? La CIA, l'NSA, la Mafia, l'FBI, il Pentagono, i militari, la destra governativa ed eversiva, le conglomerate, vengono messe sul banco degli imputati da un grande Kevin Costner, protagonista di un racconto appassionante, che non concede un momento di pausa allo spettatore. Viaggio dentro l'anima buia e terribile dell'America, JFK - Un Caso Ancora Aperto generò addirittura una commissione d'inchiesta denominata "U.S. Assassination Records Review Board" incaricata di riesaminare la morte di Kennedy.

9. Ipotesi di complotto (1997)

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Un film cospirazionista con protagonista un complottista fanatico che improvvisamente si trova al centro di quel mondo di cui ha sempre sostenuto l'esistenza, non può mancare in questa classifica. Ipotesi di complotto di Richard Donner, è uno dei film del genere più famosi di sempre, grazie ad una sceneggiatura che pesca a piene mani sia nei cliché delle teorie del complotto, che da inquietanti realtà come il famigerato Progetto MKUTRA, unendo quindi storia e fiction in modo perfetto. Tutto o quasi però verte sulle spalle di un Mel Gibson in stato di grazia, autore di una performance diventata iconica, nei panni del tassista Jerry: eroe un po' per caso, naufrago sperduto dentro un mondo in cui solo la bella Alice (Julia Roberts) pare disposta a dargli una mano. Film a tratti discontinuo, appesantito da una love-story non richiesta, Ipotesi di complotto però rimane un thriller davvero originale e accattivante.

10. Sesso & Potere (1997)

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Lo scandalo che travolse Bill Clinton per la sua relazione con Monica Lewinsky, fu salutato dalla settima arte con uno dei film complottisti più divertenti, cinici e originali di sempre: Sesso & Potere, diretto da Barry Levinson e scritto nientemeno che da Hilary Henkin e David Mamet. Vagamente ispirato al romanzo American Hero di Larry Beinhart, Sesso & Potere uscì quasi in concomitanza con i bombardamenti sull'Iraq voluti da Clinton, che fu accusato di averli ordinati per distrarre l'opinione pubblica. Film corale ricco di humor nero e cliché complottisti, aveva nel duo composto da Robert De Niro e Dustin Hoffman, l'asse portante mediante la quale Levinson mostrava al pubblico una gigantesca macchinazione fatta di bugie, fake news e manipolazione dell'opinione pubblica. In questo, più che un film complottista, al di là delle esagerazioni della trama, fu un film fin troppo realistico e pungente, che si collegò ad una marea di precedenti storici del "Meraviglioso Paese", in cui l'opinione pubblica era stata ingannata dal potere politico.

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