Michael: ecco com'è andata alla Global Celebration che ha svelato il biopic sul Re del Pop

Abbiamo partecipato alla Global Celebration in occasione dell'uscita di Michael, il film che racconta la vita di Michael Jackson. Dal 22 aprile al cinema.

Jaafar Jackson nel film Michael

Michael Jackson è stata una delle figure più discusse, chiacchierate e idolatrate nella storia della musica. Un uomo dalle molte ombre che, tuttavia, ha inequivocabilmente lasciato un segno indelebile, regalandoci brani dal ritmo irresistibile e dimostrando un'attenzione maniacale per gli aspetti coreografici e performativi delle sue esibizioni.

In occasione della prossima uscita del biopic Michael, diretto da Antoine Fuqua, si è tenuta a Berlino una Global Fan Celebration che ha richiamato appassionati da tutto il mondo. Un evento mirato a celebrare l'artista e l'idolo insieme al cast del lungometraggio, primo tra tutti Jaafar Jackson, nipote della star, la cui somiglianza fin dalle prime immagini è sembrata impressionante.

Michael Biopic 80S
Jafaar Jackson nei panni del Re del pop

E, ovviamente, come in ogni celebrazione che si rispetti, a farla da padrone è stato l'entusiasmo dei fortunati fan che vi hanno potuto partecipare e che, come noi, hanno esplorato le diverse installazioni e photo opportunity create appositamente per l'occasione. Strutture mirate a rendere l'esperienza immersiva, capaci di trasmettere anche ai più giovani lo spirito e le vibes degli indimenticabili anni Ottanta.

L'uomo dietro l'icona: la sfida di Jaafar Jackson

Costumi di scena, la ricostruzione di alcuni set dove potersi cimentare nelle iconiche coreografie dei video musicali, e tanta, tanta musica hanno infiammato gli animi, elevando l'entusiasmo di due giorni dedicati esclusivamente a Michael Jackson e alla sua arte. Durante l'evento, in cui il pubblico ha potuto incontrare dal vivo il cast, a emergere è stato proprio Jaafar Jackson.

Sulle spalle dell'attore esordiente grava non solo la responsabilità professionale di ridare vita a un mito della musica, ma anche la complessa "responsabilità familiare" di vestire i panni di un parente: un uomo sfaccettato ed emotivamente difficile da interpretare. "Per me era fondamentale capire cos'è la recitazione prima ancora di provare a incarnare Michael. Per prepararmi ho avuto un coach incredibile e per circa sei mesi abbiamo lavorato su scene di altri film e testi teatrali", ha raccontato l'attore al pubblico.

Michael Jackson: oltre la semplice imitazione

La preparazione per il ruolo è stata quindi lunga e intensa. Jaafar ha spiegato di essersi sottoposto a estenuanti sessioni di prove per poter omaggiare il Re del Pop nella maniera più autentica possibile: "Quando ho iniziato a lavorare sui movimenti con il coreografo Desmond Richardson, ero molto insicuro e mi sentivo strano nel cercare di imitare quei passi. Da bambino avevo più libertà, non la prendevo così sul serio. Farlo in modo professionale, sapendo che mi stavo preparando per il ruolo, nelle prime fasi è stato molto difficile. Anche se sentivo di aver capito un movimento, ci lavoravo per ore e ore il giorno dopo e quello dopo ancora. Ovviamente, crescere circondato da quella musica fin dai miei primi ricordi penso mi abbia dato naturalmente un'inclinazione a non imitare o replicare, ma a sentirlo dentro di me, nel mio cuore, nella mia anima. Non volevo proporre una semplice copia."

Jaafar Jackson
Una scena del film Michael

L'attore ha poi sottolineato come la componente emotiva abbia giocato un ruolo cruciale in questo percorso interiore: "Mi sono sentito molto connesso a lui, e me ne sono reso conto quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta. C'erano tanti momenti in cui mi mettevo a piangere. Mi ha riportato ai miei ricordi d'infanzia, quando avevo 4 o 5 anni e studiavo i suoi tour, in particolare il Dangerous Tour. La canzone che preferivo da bambino era In the Closet. Guardavo quei video in loop cercando di imitare i movimenti. Tutti quei ricordi sono tornati a galla mentre leggevo lo script."