Sono stati i giocattoli di culto di un'intera generazione, sempre in bilico tra l'epico e il comico; ma una cosa è certa: i Masters of the Universe costituiscono uno dei franchise più riconoscibili e radicati dell'intero panorama dell'intrattenimento, tra serie animate, videogiochi e gadget di ogni tipo. Ecco perché, dopo una gestazione parecchio travagliata, l'annuncio che Travis Knight (regista di Bumblebee e Kubo e la spada magica) si sarebbe occupato del progetto ci aveva fatto ben sperare.
He-Man, Cringer, Skeletor e gli altri iconici personaggi avevano finalmente trovato un autore sufficientemente nerd e capace da potersi imbarcare in un'operazione tanto rischiosa quanto attesa. È nato così questo lungometraggio cinematografico che rivisita la storia del muscoloso eroe col caschetto per adattarla a un nuovo formato e a un nuovo potenziale fandom. Nicholas Galitzine e Camila Mendes si sono calati nei panni di Adam e Teela, gli eroi pronti a salvare Eternia dalla brama di potere del malvagio demone con le sembianze di un teschio (qui interpretato da Jared Leto).
Ridefinire l'eroe: Forza vs. Empatia
Essere un eroe non è un compito semplice e lo sa bene l'Adam di questo film, diviso tra la voglia di spiccare come combattente e la sua indole mite che lo porta a prediligere il dialogo alla forza bruta. Un personaggio che, più di prima, si fa carico di una serie di sentimenti e messaggi positivi. Nicholas Galitzine interpreta questa dualità enfatizzandola alla perfezione e affermando, in risposta a una nostra domanda, quanto questo sia un tratto determinante per il suo personaggio: "Ovviamente c'è forza nell'essere una specie di monolito e fare le cose da soli, ma anche nel collaborare con gli altri e condividere il fardello con gli altri."
Il concetto stesso di forza nel nuovo Masters of the Universe assume sfumature più profonde, come ci ricorda Camila Mendes: "Penso che la vera forza stia nell'essere vulnerabili e aperti. Credo che ci sia qualcosa di molto coraggioso nell'essere vulnerabili. E penso che questo sia una parte importante della trama di entrambi i nostri personaggi, a dire il vero." Il regista Travis Knight si dice d'accordo e sottolinea come sia proprio una specifica caratteristica a rendere il protagonista migliore: "Adam rappresenta essenzialmente l'empatia, mentre il personaggio di He-Man rappresenta la forza. Il film racconta come queste due componenti si intreccino per renderlo una versione migliore di se stesso."
Artigianato e green screen
Un altro aspetto complesso del lungometraggio di Knight è stato sicuramente quello di fondere in maniera organica gli effetti pratici con la massiccia, ma necessaria, CGI presente. Il regista, che viene dal mondo dell'animazione stop-motion, ci ha rivelato quanto sia fondamentale che gli elementi più concreti e tangibili si integrino in modo credibile con gli effetti digitali per risultare armonici e "veri" sia davanti all'obiettivo della camera che all'occhio del pubblico:"Questa è generalmente la mia inclinazione in tutto ciò che faccio, non importa di cosa si tratti: cerco sempre, se possibile, di girare gli elementi concretamente sul set. Si tratta quindi di cercare un equilibrio tra queste due componenti, in modo che la transizione sia invisibile e lo spettatore si lasci catturare da questo mondo."
In questo processo un ruolo fondamentale è stato giocato dai costumi, come ci racconta Camila Mendes: "È stato un processo molto lungo per arrivare alla versione definitiva dei costumi. Puoi fare un bozzetto e sembra perfetto, ma poi lo indossi e, per qualche motivo, non rende come dovrebbe. Entrambi abbiamo fatto mesi di prove prima delle riprese, sperimentando diverse versioni del costume."
Il "Fattore fan"
Travis Knight è un fan di lungo corso dei Masters e, proprio per questo, pur dovendo fare i conti con le complessità del budget, ha tentato di ricostruire Eternia nel modo più fedele possibile, sia per quanto riguarda l'epicità dei toni, sia per ciò che concerne l'aspetto puramente visivo. Un lavoro che ha richiesto un vero e proprio tuffo nel passato: "Ci tenevo moltissimo a vedere il mondo di Eternia prendere vita esattamente come viveva nella mia immaginazione quando ero bambino, e questo era fondamentale che riuscisse bene. Skeletor era un tassello importantissimo: doveva essere esattamente lo Skeletor che conoscevo e amavo, con tutte quelle caratteristiche incredibili."