Maggie Smith, irresistibile snob: i migliori film e ruoli dell’attrice inglese

Maggie Smith, un viaggio nei ruoli della gran dama del cinema inglese: da La strana voglia di Jean a Gosford Park, i migliori film di un'attrice talentuosa e adorabile.

CLASSIFICA di 28/12/2019

È vero che non sopporto gli stupidi, ma loro non sopportano me, quindi divento intrattabile. Forse è per questo che sono brava a interpretare vecchie signore intrattabili.

Maggie Smith è la professoressa McGranitt
Maggie Smith è la professoressa McGranitt

Se nell'ultimo mezzo secolo il cinema britannico ci ha regalato un volto pressoché inconfondibile, è senz'altro quello di Maggie Smith. Bisognerebbe vivere su Marte, del resto, per non distinguere lo sguardo vivace e pungente, la piega severa delle labbra e, talvolta, il sorriso ironico di un'attrice che, in oltre sei decenni di attività infaticabile, non solo si è conquistata l'adorazione di colleghi, appassionati e addetti ai lavori, ma ha recitato in alcuni enormi successi e ha dato vita a personaggi che appartengono all'immaginario collettivo di più generazioni.

Ritorno al Marigold Hotel: Maggie Smith nei panni di Muriel, la co-proprietaria del Marigold, in una scena del film
Ritorno al Marigold Hotel: Maggie Smith nei panni di Muriel, la co-proprietaria del Marigold, in una scena del film

Giusto per citare qualche esempio: l'esilarante farsa Invito a cena con delitto, un'anziana Wendy (invecchiata dal trucco) in Hook - Capitan Uncino, l'inflessibile madre superiora di Sister Act e, ovviamente, la professoressa Minerva McGranitt della saga di Harry Potter. Senza dimenticare, proprio in quest'ultimo decennio, l'altezzosa quanto adorabile Lady Violet Crawley nella fortunatissima serie in costume Downton Abbey, che le ha fatto guadagnare una nuova ondata di popolarità e una valanga di trofei (un Golden Globe, uno Screen Actors Guild Award e ben tre Emmy Award). E di seguito vi proporremo una rassegna di alcuni dei migliori film di Maggie Smith e delle più belle performance che ci hanno consentito di vedere all'opera questo portento senza età.

La gran dama del cinema inglese

Camera Con Vista
Camera con vista: una foto di Maggie Smith

Se quelli appena citati sono appunto i titoli con cui il grande pubblico tende a identificare Maggie Smith, sarebbe ingiusto però ridurre una delle interpreti di maggior talento mai arrivate dalla Gran Bretagna ai ruoli da matura signora rigida e deliziosamente snob. Perché se è vero che figure come Minerva McGranitt, Lady Violet o la Muriel Donnelly di Marigold Hotel le calzano come un guanto, basterebbe guardare al di là del typecasting per scorgere una delle carriere più ricche e variegate che si possano immaginare. Una carriera che ha sempre spaziato senza soluzione di continuità fra cinema, televisione e teatro, la prima, grande passione dell'attrice fin da quando, diciassettenne, inizia a calcare i palcoscenici di Oxford.

Downton Abbey 7
Downton Abbey: Maggie Smith in una scena del film

Nata nella periferia di Londra il 28 dicembre 1934, Maggie Smith si fa conoscere negli anni Sessanta alternando prove drammatiche (fra cui Desdemona nell'Otello di Laurence Olivier) a parti brillanti (Masquerade, Milioni che scottano, In viaggio con la zia), in cui ha modo di sfoderare quell'ironia diventata un marchio della sua immagine d'attrice. E nel 1986 con Charlotte Bartlett, l'impettita dama di compagnia del classico Camera con vista di James Ivory, disegnerà l'archetipo di un canonico "personaggio alla Maggie Smith": quell'archetipo ripreso e rimodellato, da allora, nella maggioranza delle sue prestazioni per il piccolo e il grande schermo.

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5. Pranzo reale

Pranzo Reale
Pranzo reale: Maggie Smith e Michael Palin in una scena

A riprova delle eccellenti doti comiche di Maggie Smith si potrebbe citare Pranzo reale di Malcolm Mowbray, black comedy del 1984 firmata dal drammaturgo Alan Bennett. Ambientato nella provincia dello Yorkshire nel secondo dopoguerra, il film vede la Smith nei panni di Joyce Chilvers, una donna con ambizioni sociali costantemente frustrate che convincerà suo marito Gilbert (Michael Palin) a rubare una scrofa 'clandestina' agli uomini più ricchi del paese. Il risultato è un'irresistibile rivisitazione di Lady Macbeth, con Joyce, moglie autoritaria e spregiudicata, che esorta il marito ad uccidere la loro 'prigioniera': una performance che è valsa a Maggie Smith il BAFTA Award come miglior attrice.

4. Gosford Park

Gosford Park 2001 Maggie Smith
Gosford Park: un'immagine di Maggie Smith

Con quasi un decennio d'anticipo su Downton Abbey, nel 2001 Maggie Smith aveva già collaborato con il creatore della serie, lo sceneggiatore Julian Fellowes, con un personaggio antesignano della futura Violet Crawley: Lady Constance, Contessa di Trentham, una delle invitate in una lussuosa magione di campagna per un weekend con tanto di inaspettato delitto. E nel gigantesco cast corale di Gosford Park, capolavoro giallo di Robert Altman, la Smith ruba puntualmente la scena con la sua aristocratica irriducibilmente snob e classista, dotata di un'ironia al vetriolo alla radice di alcune fra le battute più divertenti del film. Grazie a Gosford Park, Maggie Smith ha ricevuto la sesta nomination all'Oscar della propria carriera.

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3. La segreta passione di Judith Hearne

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La segreta passione di Judith Hearne: Maggie Smith e Bob Hoskins nel film

Una delle interpretazioni più complesse ed affascinanti fornite da Maggie Smith è quella del personaggio eponimo ne La segreta passione di Judith Hearne, trasposizione diretta da Jack Clayton nel 1987 di un romanzo di Brian Moore. Un film in cui la Smith disegna il malinconico ritratto di una donna di mezza età nell'Irlanda degli anni Cinquanta, ingabbiata in una solitudine che tenta di contrastare prima attraverso l'alcol e poi mediante le affettuose attenzioni di James Madden (Bob Hoskins). In uno dei suoi più intensi ruoli drammatici, per il quale è stata ricompensata con il BAFTA Award, l'attrice inglese dimostra un'impressionante abilità nell'esprimere le diverse sfumature psicologiche della sua protagonista.

2. California Suite

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California Suite: Maggie Smith nel ruolo di Diana Barrie

Difficile pensare a un'attrice più azzeccata di Maggie Smith per il ruolo di Diana Barrie, primadonna del palcoscenico britannico diretta a Los Angeles in qualità di candidata all'Oscar al fianco del marito, l'antiquario omosessuale Sidney Cochran (Michael Caine). Nel segmento più celebre e memorabile di California Suite, commedia a episodi diretta nel 1978 da Herbert Ross sulla base della pièce teatrale di Neil Simon, la Smith si rivela un autentico ciclone, con una prova strepitosamente sopra le righe in cui si condensano lo snobismo tipico di tanti suoi personaggi, un umorismo caustico e tagliente e le fragilità nascoste dietro una facciata di eleganza e di compostezza. E se in California Suite presta il volto a un'attrice delusa di non aver vinto l'Oscar, nella realtà per questo film Maggie Smith si è aggiudicata la statuetta come miglior attrice supporter, nonché il primo dei suoi tre Golden Globe.

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California Suite: Michael Caine e Maggie Smith in una scena

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1. La strana voglia di Jean

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La strana voglia di Jean: un'immagine di Pamela Franklin e Maggie Smith

Ma in una filmografia tanto ampia, l'interpretazione più riuscita e indelebile rimane quella fornita da Maggie Smith nel 1969 ne La strana voglia di Jean di Ronald Neame, riduzione cinematografica di un magnifico libro di Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, già portato a teatro tre anni prima con Vanessa Redgrave nel ruolo del titolo. Jean Brodie, insegnante in un rigido collegio femminile nella Edimburgo negli anni Trenta, in grado di esercitare un'ambigua influenza sulle proprie allieve ("Datemi una ragazza ad un'età impressionabile e sarà mia per la vita"), è una figura a cui la Smith conferisce un ventaglio di differenti caratteristiche: da un romanticismo galoppante al suo accentuato carisma, frutto di una perenne teatralità nelle parole e nei gesti; dalla puerile fascinazione nei confronti dei fascismi europei alla fierezza con cui ribadisce la propria condizione di donna nel fiore dell'esistenza, provocando attriti e gelosie. La strana voglia di Jean ha permesso a Maggie Smith di ottenere il premio Oscar e il BAFTA Award, ed è ricordato ancora oggi come la "punta di diamante" del suo percorso d'attrice.