Le streghe, la recensione: La fiaba nera di Robert Zemeckis, perfetta per Halloween

La recensione de Le streghe, il nuovo film di Robert Zemeckis, presentato alla Festa di Roma e distribuito in digitale dal 28 Ottobre, in tempo per Halloween.

RECENSIONE di 28/10/2020
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Le Streghe: Anne Hathaway in un'immagine del film

C'è l'atmosfera giusta mentre scriviamo la recensione di Streghe, l'ultimo film di Robert Zemeckis disponibile in esclusiva digitale dal 28 ottobre per l'acquisto e il noleggio sulle principali piattaforme digitali, tra cui Amazon Prime Video a TIMvision, Chili, Rakuten TV, Sky Primafila e Infinity, perché Halloween si avvicina e l'argomento è di quelli che la fanno da padrone nella cosiddetta notte delle streghe. Una mitologia che il regista di Ritorno al futuro, Roger Rabbit e Forrest Gump affronta ispirandosi a un popolare racconto di Roald Dahl e con piglio da favola nera perfetto per accompagnare questa festività, che molti passeranno nelle proprie case, considerando il momento storico.

Dalla padella nella brace

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Le Streghe: una scena con Jahzir Bruno

È lo stesso Robert Zemeckis a scrivere la sceneggiatura dell'adattamento da Roald Dahl, insieme a Kenya Barris (autrice di Black-ish) e Guillermo del Toro, che produce il film insieme ad conterraneo Alfonso Cuarón. E si nota l'approccio del regista messicano nel tono da fiaba nera che accompagna la storia del giovanissimo protagonista, diventato orfano in seguito a un incidente prima di arrivare al suo ottavo Natale. Siamo nel 1968 in una cittadina rurale dell'Alabama e il ragazzo va a vivere con la nonna, che però lo trascina via da lì quando si imbattono in alcune streghe. Ma le cose non vanno meglio nella sfarzosa località balneare in cui si trasferiscono, perché vi arrivano proprio mentre la Strega Suprema ha riunito la propria congrega di fattucchiere da tutto il mondo per mettere a punto i loro piani.

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Guanti, parrucche e tanta malvagità: Le streghe di Zemeckis

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Le Streghe: Anne Hathaway durante una scena

Il regista lavora molto sull'immaginario malvagio delle sue streghe, raccontando con humour nero i tratti che le caratterizzano: i guanti per nascondere gli artigli; le parrucche che coprono le teste calve e provocano un evidente prurito; le scarpe a punta che celano gli orribili piedi squadrati; le bocche ampie e minacciose, le narici ampie per annusare le proprie vittime designate: i bambini. Un ritratto distante dalle classiche fattucchiere delle favole e che ci viene proposto, prima che visto, in una bellissima sequenza carica d'atmosfera in cui la nonna Octavia Spencer mette in guardia il nipote nei confronti di queste figure che lei aveva già incrociato in giovane età.

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Le Streghe: Anne Hathaway in una scena

Se la Spencer è la nostra guida nell'introdurci al mondo delle streghe, ne è una magnifica rappresentante un'altra celebre attrice dei nostri giorni, una Anne Hathaway splendidamente malvagia, perfetta nell'incarnare la Strega Suprema e giocare con le deformazioni fisiche donatale da effetti visivi di buon livello, con i quali Zemeckis si diverte a giocare come è sua abitudine sin dai tempi de La morte ti fa bella. Non va trascurato il contributo di un altro ottimo interprete come Stanley Tucci, pur nello spazio ridotto a sua disposizione.

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Il tocco di Zemeckis

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Le Streghe: una scena del film

La mano di Robert Zemeckis è sicura nel gestire i diversi momenti della storia, almeno fino a un certo punto: perfetto nel tono fiabesco dell'incipit e del racconto nel complesso, brillante nell'uso degli effetti visivi e di trucco, fluido nel gestire i passaggi da una sequenza all'altra del film, dinamico e ritmato nella fase finale de Le streghe, in cui l'anima più rocambolesca e d'azione prende il sopravvento. Quest'ultima è forse la parte meno riuscita e incisiva, dove il regista si lascia andare al puro divertimento, finendo per non raccogliere i frutti dell'ottimo lavoro messo in piedi per i primi atti del film. Le streghe resta un film che sa intrattenere il pubblico con un ottimo spettacolo visivo, e per questo la visione ci lascia con un pizzico di rammarico per non aver potuto goderne nel buio di una sala.

Conclusioni

Chiudiamo la recensione de Le streghe di Robert Zemeckis lodando soprattutto la prima parte che crea con stile l’atmosfera di questa fiaba nera co-firmata da regista insieme a Guillermo del Toro. Ottime anche le prove del cast, con in prima linea la solita adorabile Octavia Spencer e un’impagabile Anne Hathaway nei panni della Strega Suprema. Peccato per una fase finale in cui il puro divertimento più rocambolesco prende il sopravvento mettendo da parte la suggestiva atmosfera dei primi atti.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

2.8/5

Perché ci piace

  • Un cast di ottimo livello, da Octavia Spencer a Stanley Tucci, fino a una Anne Hathaway che si diverte a giocare con immaginario delle streghe costruito da Zemeckis.
  • La componente visiva nel complesso, dalla caratterizzazione delle streghe ai piccoli topini in digitale e il look complessivo del film.
  • Una prima parte che definisce molto bene tono e atmosfere della storia…

Cosa non va

  • … ma si lascia andare a un atto finale in cui ci si concentra soprattutto sul dinamismo e il divertimento puro, mettendo in secondo piano le suggestioni costruite in precedenza.