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Le 20 serie TV più significative del 2020, da The Crown a The Mandalorian

Le serie TV più significative distribuite in Italia nel 2020, ma anche quelle che hanno fatto più discutere: da gioielli quali The Crown e Mrs. America al fenomeno The Mandalorian.

CLASSIFICA di 29/12/2020
The Crown Princes Charles Lady Diana Spencer
The Crown: Josh O'Connor ed Emma Corrin

In quello che è stato un annus horribilis sotto innumerevoli punti di vista, segnato fra l'altro da estreme difficoltà per l'ambiente del cinema, la televisione può contare senz'altro un minor numero di 'danni'; ciò nonostante, l'impatto del 2020 ha cominciato a farsi sentire anche in questo campo, con numerosi titoli rinviati o messi in stand by. Dunque, nella nostra classifica (in ordine cronologico di distribuzione) delle serie TV più significative del 2020, nonché di quelle che hanno avuto il maggior impatto sul pubblico italiano, la selezione è avvenuta all'interno di un panorama probabilmente meno ricco rispetto al solito, ma comunque variegato e con numerosi motivi d'interesse. Mai come quest'anno, del resto, la TV ha accompagnato i nostri lunghi periodi 'casalinghi', confermandosi una delle comfort zone in cui trovare rifugio e in grado di offrirci, ancora una volta, un'indispensabile finestra sul mondo...

1. BoJack Horseman

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Bojack Horseman: Un'immagine della sesta e ultima stagione

Ad aprire l'annata televisiva è stato un "lungo addio": gli otto episodi che hanno concluso la sesta e ultima stagione di BoJack Horseman, la serie d'animazione più acclamata del decennio appena trascorso. Creato da Raphael Bob-Waksberg per Netflix, BoJack Horseman ci ha regalato uno sguardo ironico e malinconico sull'età adulta assumendo il punto di vista del personaggio eponimo: una celebrità equina dell'odierna Los Angeles, alle prese con i lati oscuri dell'esistenza.

2. L'amica geniale - Storia del nuovo cognome

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L'amica geniale 2: Margherita Mazzucco nell'episodio 8

Trasmessa in Italia da Rai1 e dalla HBO negli Stati Uniti, dove si è confermata fra le serie straniere più lodate dalla critica, la seconda stagione de L'amica geniale, sottotitolata Storia del nuovo cognome, ha ripreso la narrazione del legame fra Lenù Greco e Lila Cerullo e delle rispettive vicende familiari. Con Alice Rohrwacher che si alterna a Saverio Costanzo dietro la macchina da presa, L'amica geniale - Storia del nuovo cognome ha rinnovato la passione del pubblico, nostrano e internazionale, verso la tetralogia letteraria firmata da Elena Ferrante.

L'amica geniale 2: "Lila è una strega" e siamo tutti caduti nel suo incantesimo

3. Better Call Saul

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Better Call Saul 5: Bob Odenkirk e Rhea Seehorn nel finale di stagione

Si sta approssimando alla conclusione Better Call Saul, la serie spin-off concepita da Vince Gilligan a partire dal suo capolavoro, Breaking Bad, e dal personaggio dell'avvocato Saul Goodman, alias Jimmy McGill, interpretato dall'irresistibile Bob Odenkirk. La quinta e penultima stagione ha proseguito in maniera egregia la scommessa semi-impossibile di tenere testa alla serie d'origine, portando avanti l'esplorazione delle ambiguità morali di Saul Goodman e degli altri personaggi di Better Call Saul.

4. Homeland

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Homeland: un'immagine dell'episodio 8x01

Un ottavo capitolo, quello di Homeland, che ha sancito il congedo definitivo del pubblico dalla figura di Carrie Mathison, l'ex ufficiale della CIA magnificamente interpretata da Claire Danes. Arrivato all'inizio degli anni Dieci imponendosi subito come uno dei grandi fenomeni televisivi dell'epoca, negli scorsi anni Homeland non sempre si è mantenuto costante, dal punto di vista qualitativo, rispetto alla folgorazione degli esordi; in compenso, l'epilogo del percorso di Carrie è riuscito a consegnarci un finale intenso ed emozionante.

5. The Mandalorian

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The Mandalorian: un'immagine dell'episodio Il salvataggio

Approdato in Italia, su Disney+, soltanto nella primavera del 2020, a mesi di distanza dall'enorme successo in patria, The Mandalorian ha conquistato gran parte dei fan di Star Wars con le sue prime due stagioni, incluso un season finale che, appena qualche giorno fa, ha suscitato l'entusiasmo delle grandi occasioni. L'omaggio di Jon Favreau alla prima trilogia di George Lucas, realizzato però con una buona dose di originalità, ci ha condotto al fianco del cacciatore di taglie Din Djarin nelle sue avventure nella "galassia lontana lontana", proponendosi come un nuovo, spettacolare fenomeno di massa per il piccolo schermo, in grado anche di far digerire la parziale delusione lasciata invece dall'ultimo capitolo cinematografico.

The Mandalorian 2, il significato del finale di stagione: l'ultimo capitolo del libro

6. Unorthodox

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Unorthodox: Shira Haas in una scena della serie Netflix

Ispirato all'autobiografia di Deborah Feldman, Unorthodox è stata la miniserie più apprezzata dell'anno per quanto riguarda il catalogo Netflix, proponendoci uno sguardo dall'interno alla vita della sua protagonista, la Esty Shapiro di Shira Haas: una diciannovenne newyorkese che decide di sottrarsi all'oppressione della comunità dei ebrei ortodossi a cui appartiene, abbandonando gli Stati Uniti nel tentativo di ricostruirsi una nuova esistenza a Berlino. Fra i titoli più amati dalla critica, Unorthodox è stato ricompensato con l'Emmy Award per la regista Maria Schrader.

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7. Ozark

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Ozark: Laura Linney e Jason Bateman nella stagione 3

E sempre a proposito di Netflix e di riconoscimenti, continua la valanga di nomination per Ozark, il crime drama di Bill Dubuque giunto alla sua terza stagione. Il cupo ritratto della famiglia Byrde, la cui esistenza è intrecciata al sottobosco criminale del Missouri, è un altro, inquietante racconto sul "cuore nero" che si cela dietro il modello dell'American way of life, arricchito dalle superbe performance di Jason Bateman, Laura Linney e Julia Garner.

8. The Last Dance

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The Last Dance: Michael Jordan e Horace Grant in un'immagine dalla docuserie Netflix

Fra tante serie di finzione, nell'antologia del fior fiore della TV del 2020 non poteva non trovare spazio anche The Last Dance, il documentario in dieci episodi di Michael Tollin sulla parabola sportiva dei Chicago Bulls e, in particolare, su quella del leggendario Michael Jordan, soffermandosi sulla trionfale stagione del campionato nazionale di basket del 1997/1998. Vincitore dell'Emmy Award come miglior serie documentaristica, The Last Dance rievoca infatti le imprese sportive di Jordan nell'ultimo, eccezionale capitolo della sua carriera.

The Last Dance: oltre Michael Jordan, perché ci siamo innamorati del documentario sui Chicago Bulls

9. The Great

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The Great: Elle Fanning e Nicholas Hoult in una scena

È stata una delle migliori novità televisive del 2020, nonché una delle grandi serie passate in parte sottotraccia e da riscoprire assolutamente, in attesa della seconda stagione. The Great, del resto, è proprio il titolo di questo dramma storico raccontato con cadenze satiriche da Tony McNamara, sceneggiatore de La favorita: un ritratto pungente e vivacissimo della futura Caterina la Grande, interpretata da Elle Fanning, e del suo tormentato matrimonio con lo Zar Pietro III di Russia, che invece ha il volto di uno scatenato Nicholas Hoult.

10. Normal People

Normal People
Normal People: un'immagine dei due protagonisti

Dal romanzo Persone normali di Sally Rooney, la quale ne ha curato anche l'adattamento per il piccolo schermo, è tratto Normal People, che nell'arco di dodici episodi sviluppa la storia d'amore fra Marianne Sheridan e Connell Waldron, interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, a partire dagli anni del liceo. Diretto da Lenny Abrahamson ed Hettie Macdonald, Normal People si è fatto apprezzare per il realismo con cui ha saputo mettere in scena le speranze, le fragilità e le complesse dinamiche di coppia dei suoi giovani protagonisti.

11. Il complotto contro l'America

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Il complotto contro l'America: Anthony Boyle e Caleb Malis

Un altro romanzo, ma di natura ben diversa, è invece alla base di un'altra fra le grandi miniserie dell'anno: Il complotto contro l'America, l'affresco ucronico che Ed Burns e David Simon hanno tratto dall'omonimo capolavoro letterario di Philip Roth. In questa dimensione fantapolitica, segnata dall'alleanza fra gli Stati Uniti e la Germania hitleriana, gli spettri dell'antisemitismo appaiono più spaventosi che mai, filtrati attraverso l'esperienza quotidiana della comunità ebraica di Neward e le vicende dei componenti della famiglia Levin, che vedranno messe a rischio le proprie libertà personali.

12. Ramy

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Ramy: un'immagine di Ramy Youssef

A partire dalla sua vittoria a sorpresa, lo scorso gennaio, del Golden Globe come miglior attore di serie comica, Ramy Youssef ha visto crescere la popolarità della serie di cui è l'autore e l'interprete principale: Ramy, ritratto delle piccole e grandi sfide quotidiane di Ramy Hassan, un ragazzo musulmano che vive in New Jersey. In maniera acuta e spesso ironica, Ramy analizza cosa significhi appartenere a una minoranza culturale e religiosa negli odierni Stati Uniti, portandoci ad aderire alla prospettiva tutt'altro che semplice del suo protagonista.

13. The Boys

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The Boys 2: I Sette in una scena della nuova stagione

Fra le novità di maggior successo del 2019 nel catalogo di Amazon Prime Video, alla sua seconda stagione The Boys si è confermato una delle serie di punta nell'ambito degli adattamenti televisivi dei fumetti. Caratterizzato da un approccio originale e dissacrante rispetto al paradigma dei supereroi contemporanei, The Boys analizza l'aspetto mediatico dei cosiddetti Super, le sinistre derive della loro popolarità e gli abusi commessi da questi sedicenti paladini.

The Boys 2: la spiegazione del finale di stagione

14. Un volto, due destini

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I Know this Much is True: Mark Ruffalo in una scena

È un impegnativo doppio ruolo, vale a dire i gemelli Dominick e Thomas Birdsey, quello in cui si cimenta un bravissimo Mark Ruffalo in Un volto, due destini, miniserie ideata, scritta e diretta dal regista Derek Cianfrance ispirandosi al romanzo di Wally Lamb I Know This Much Is True. Premiato con l'Emmy Award come miglior attore, Ruffalo dà vita a due personaggi complementari: Dominick, più solido ed equilibrato, e Thomas, affetto da una grave forma di schizofrenia e costretto ad affidarsi alle cure del fratello.

15. Mrs. America

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Mrs. America: un'immagine di Cate Blanchett

Un appassionante viaggio nella scena dell'attivismo politico degli Stati Uniti degli anni Settanta e delle campagne sorte attorno all'Equal Rights Amendment. Creato da Dahvi Waller, Mrs. America ripercorre infatti un capitolo fondamentale nella storia del femminismo della "seconda generazione" e nella lotta per la parità dei sessi portata avanti da figure quali Gloria Steinem, Bella Abzug e Shirley Chisholm, ma al contempo ci racconta anche il fronte opposto: quello del conservatorismo radicale incarnato da Phyllis Schlafly, alla quale presta il volto una magnifica Cate Blanchett, capofila di uno dei più strepitosi cast dell'annata.

16. We Are Who We Are

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We Are Who We Are: Jack Dylan Grazer e Jordan Kristine Seamón

Con il suo atteso progetto televisivo, We Are Who We Are, il regista italiano Luca Guadagnino ha firmato uno dei più affascinanti ed immersivi coming of age degli ultimi anni. Le passioni, le incertezze, i turbamenti e le trasformazioni dell'adolescenza rappresentano il cuore pulsante di un racconto ondivago che spesso si abbandona al flusso delle emozioni dei suoi personaggi, teenager statunitensi in terra straniera, impegnati a scoprire se stessi e a ridefinire la propria identità nella cornice di una base militare americana sulla costa veneta.

17. La regina degli scacchi

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La regina degli scacchi: Anya Taylor-Joy in una scena

Il più sorprendente successo televisivo dell'autunno 2020 è stato probabilmente quello che, grazie a un rapido passaparola, ha trasformato La regina degli scacchi nel programma più visto di Netflix. La miniserie di Scott Frank e Allan Scott, basata sul romanzo The Queen's Gambit di Walter Tevis, vede Anya Taylor-Joy protagonista assoluta nei panni di Elizabeth Harmon, giovanissimo talento degli scacchi, impegnata a sfidare i massimi campioni internazionali, ma anche ad affrontare i propri ostacoli psicologici.

Anya Taylor-Joy: ritratto di una regina, strega, preda, cacciatrice

18. Lovecraft Country

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Lovecraft Country: Jonathan Majors e Jurnee Smollett

A portare una ventata di horror nella nostra panoramica sul fior fiore della TV dell'annata è il recentissimo Lovecraft Country, trasposizione a cura di Misha Green del romanzo omonimo di Matt Ruff. Elementi soprannaturali si mescolano alla storia dell'America degli anni Cinquanta, ancora segnata dalla piaga del segregazionismo, mediante il viaggio di Atticus Freeman, interpretato da Jonathan Majors: un veterano afroamericano della guerra di Corea, che nella ricerca del padre Montrose si imbatterà in un'insospettabile galleria di orrori.

19. Romulus

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Romulus: Francesco Di Napoli in una scena del secondo episodio

È uno dei progetti decisamente più atipici e ambiziosi in cui si sia mai imbarcata la serialità del nostro paese: stiamo parlando di Romulus, la serie realizzata da Matteo Rovere per Sky Atlantic e ambientata nel Lazio dell'ottavo secolo a.C., alla vigilia della fondazione della città di Roma. Con la sua suggestiva ricostruzione della vita ad Alba Longa e delle vicende di personaggi che fanno parte del mito fondativo della civiltà romana, Romulus potrebbe essere avviato a diventare una delle nuove serie di culto per il pubblico italiano.

20. The Crown

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The Crown: un'immagine dell'episodio 48 a 1

Ultima per ordine di tempo, ma probabilmente al primo posto in un'ideale classifica delle migliori serie del 2020, ecco infine la quarta stagione di The Crown: la cronistoria sulla Gran Bretagna di Elisabetta II, realizzata da Peter Morgan per Netflix, ha toccato infatti il proprio apice con il capitolo dedicato agli anni Ottanta, all'ascesa e alla caduta della Prima Ministra Margaret Thatcher e all'entrata in scena di Lady Diana all'interno della famiglia Windsor. Olivia Colman, Gillian Anderson ed Emma Corrin sono le eccellenti interpreti di una serie sempre più densa, complessa ed appassionante, forse l'autentico capolavoro televisivo dell'annata.

The Crown 4: il peso della corona nella miglior serie dell'anno