La mia anima ha fretta: una vita da Hobbit per cambiare il mondo

Durante il Comicon Napoli 2026 è stato presentato in anteprima il documentario "La mia anima ha fretta", dedicato all'emozionante storia di Nicolas Gentile, il pasticcere abruzzese che ha deciso di dedicare la sua vita a vivere come un Hobbit.

La mia anima ha fretta

Durante l'incontro di Peter Jackson con la platea di Cannes, un uomo dal pubblico, vestito in maniera abbastanza peculiare, si è alzato e, con la voce visibilmente emozionata, ha ringraziato il regista, assieme a J. R. R. Tolkien, per avergli, in sostanza, salvato la vita. Le immagini hanno fatto il giro il mondo, ma per quest'uomo che si è presentato a Cannes vestito come un Hobbit de Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello non è certo una novità. Lui si chiama Nicolas Gentile, e ha un sogno.

Dalla pasticceria a una piccola casa nella Contea

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Un intenso primo piano di Nicola Gentile

Alle quattro di mattina, ogni mattina, Nicolas Gentile si sveglia a Bucchianico, un piccolo paese in Abruzzo, e va in pasticceria, a sfornare dolci e cornetti.
Poi torna a casa, dalla sua famiglia, e la mattina dopo ricomincia daccapo.
Nel mezzo di questa vita, però, c'è altro: c'è, per esempio, un viaggio fatto a piedi dalle campagne abruzzesi alla cima del Vesuvio per gettare nella bocca del vulcano un anello.

E c'è anche un appezzamento di terra, una zona strappata alla palude dove ogni anno si riuniscono centinaia di persone per celebrare una festa a lungo attesa, per ballare, cantare, mangiare e bere in allegria e convivialità in un posto che, ogni anno, diventa più simile a un villaggio che pare uscito dalla penna di Tolkien, o dai film di Peter Jackson. C'è, insomma, una vita da Hobbit.

Voglio vivere così, come un Hobbit

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Un'immagine dell'Etna

Nel 2021 diventò un caso mediatico il viaggio organizzato da un gruppo di appassionati per ricreare l'epopea di Frodo e della Compagnia dell'Anello: 220 chilometri a piedi, vestiti come i personaggi della trilogia fantasy più celebre del mondo. I partecipanti erano stati selezionati dal promotore di questa iniziativa, un giovane abruzzese che, dopo gli studi di geologia, era tornato nel paese natale per proseguire l'attività di famiglia in pasticceria, e che era da sempre un appassionato lettore di Tolkien.

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La mia anima ha fretta, il viaggio di Nicolas Gentile

Ma il sogno di Nicolas non si limita al ricreare il viaggio di Frodo: a un certo momento della sua vita qualcosa è scattato e lui ha deciso di iniziare un percorso che, a tutti gli effetti, ha del fenomenale: vivere come un Hobbit. Ricreare, in un terreno che ha acquistato, un villaggio e la sua personale Contea. Ora, provate a immaginare: un piccolo ma confortevole cottage di legno e mattoni, un porticato immerso nel verde, un bel tramonto per panorama, e una buona birra con una fumata di erba pipa dopo una giornata di onesto lavoro, circondato da familiari e amici...

Perché la mia anima ha fretta

La Mia Anima Ha Fretta Foto Del Film
La mia anima ha fretta, la casa Hobbit

La storia di Nicolas Gentile è già finita sotto i riflettori numerose volte, e il suo progetto della "Contea Gentile", che ha anche avuto la fortuna di ospitare Elijah Wood, è ormai ben conosciuto dagli appassionati di Tolkien di tutto il mondo. Per raccontarlo da un altro punto di vista, il regista Giuseppe Contarino, assieme allo sceneggiatore e suo mentore Guido Fiandra, hanno deciso di non far parlare Nicolas, ma di intervistare le persone che lo conoscono: la sua famiglia, i suoi amici, le persone che ogni anno si recano nella Contea per vivere un'esperienza che, come raccontano loro stessi, ti cambia la vita.

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Una partecipante alla festa Hobbit

Partendo da una poesia del brasiliano Mario De Andreade, "La mia anima ha fretta" segue una sorta di pellegrinaggio mistico e metaforico di Nicolas attraverso la sua vita e lungo i paesaggi dell'Etna (un altro vulcano), sontuosamente ripresi da Vincenzo Faro. A questo viaggio si alternano scorci di interviste con gli amici, i collaboratori e i familiari di Nicolas. Il risultato è il ritratto di una persona "bigger than life", carismatica e determinata, sicuramente, ma al tempo stesso -nomen omen- gentile, sensibile, a volte persino fragile, concentrata su un sogno bellissimo e difficile, che gli ha stravolto la vita, e che a sua volta è capace di stravolgere, anche solo per pochi giorni, quella di chi lo conosce.

Inseguire il sole per riscoprire la vita

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La mia anima ha fretta, la grande quercia

Ci sarebbe molto da scrivere su questo docufilm/reportage che ha recentemente vinto il premio come Miglior Documentario Internazionale al El Ojo Maya - International Film Festival of the Mayan World in Chiapas, dalle intense musiche di Massimo De Vita alle interviste con insospettabili esperti di sicurezza informatica o psicologi che, ogni anno, si trasformano in (o forse sarebbe più corretto dire "tornano ad essere") raminghi o cartomanti.

"Abbiamo provato a raccontare un punto di vista diverso, scegliendo di non parlare con Nicolas, ma DI Nicolas, e di farlo attraverso ciò che lui sta creando, con le persone che sono state toccate dal suo sogno", ci ha raccontato il regista Giuseppe Contarino.

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La mia anima ha fretta, una scena della festa

"Non volevamo celebrare l'azione, l'epica delle grandi imprese", prosegue lo sceneggiatore Guido Fiandra, "quanto piuttosto seguire la riscoperta di Nicolas e della sua comunità della semplicità come un approccio diverso, forse anche migliore, alla vita". E poi: "Per noi è stato un racconto, anche doveroso, su una realtà che dall'esterno può sembrare idilliaca o giocosa, ma che in realtà è fatta di fango, sporcizia, difficoltà e perseveranza", conclude l'autore delle musiche Massimo De Vita.

Il valore di un sogno

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Una scena del documentario

Abbiamo avuto occasione di parlare anche con lo stesso Nicolas. "Questo naturalmente è un documentario per gli altri. E Giuseppe ha fatto la scelta migliore nel raccontare la Contea attraverso gli altri. Mi sarebbe piaciuto un riscontro non solo da quelli che mi conoscono e mi vogliono bene, ma anche da chi non conosce il progetto della Contea, per capire se, non so, forse sto sbagliando, sto facendo qualche errore."

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Vita da Hobbit

"Nella visione d'insieme sembra quasi che io sia un essere epico, leggendario", continua Nicolas, "io però non vorrei che mi si dipingesse in maniera troppo positiva: quello che vorrei dire io, che comunque ho fatto tanti errori, è che chiunque, anche 'uno scemo come me', può vivere un sogno. Se ce la faccio io chiunque può raggiungere il proprio sogno, se lo vuole davvero."