Fino all'inferno

2018, Azione

Fino all’Inferno: Roberto D’Antona ci racconta il suo film pulp, ironico e citazionista

Il nostro incontro con l'autore e interprete di Fino all'Inferno, l'indipendente Roberto D'Antona che torna in sala a pochi mesi dal precedente The Wicked Gift.

Fino all'inferno: Roberto D'Antona in una scena del film

Roberto D'Antona è uno che ti travolge. Lo fa con la sua passione sconfinata, palese, evidente e esuberante quando fa il suo lavoro così come quando ne parla. L'abbiamo incontrato più volte e ogni volta siamo rimasti colpiti da quanto possa portare lontano la dedizione e il sacrificio. Nello specifico l'hanno portato a due film usciti in sala a pochi mesi di distanza, The Wicked Gift arrivato il 5 Aprile e Fino all'Inferno appena distribuito. Due film che a dispetto della contiguità temporale non potrebbero essere più diversi: storia soprannaturale più classica nel primo, follia action-horror sopra le righe il secondo.

Esuberante come il suo autore, potremmo dire. Come già detto nella nostra recensione, il film trasuda passione per la settima arte, diverte e, al netto di inevitabili difetti, fa il suo dovere di puro intrattenimento per lo spettatore, tentando vie originali e azzardando, cercando di sfuggire alla gabbia dei generi. Un film girato con i compagni d'avventura di sempre, la socia e attrice Annamaria Lorusso, Francesco Emulo, Michael Segal, i fratelli Mirko D'Antona e Eros D'Antona (che vedremo in sala dal 9 Agosto col suo Die in One Day - Improvvisa o muori). Un lavoro che ci ha incuriositi e ci siamo fatti raccontare da D'Antona stesso, cercando di farci lasciare anche qualche dettaglio in più sul prossimo progetto già in lavorazione: The Last Heroes.

Cos'è Fino all'Inferno?

Partiamo dall'inizio: come è nato Fino all'Inferno?

Fino all'inferno è nato durante la promozione di The Wicked Gift e in contemporanea stavo lavorando sulla seconda stesura di un altro film, molto ambizioso, un fantasy che girerò finalmente quest'anno dopo tre anni di lavoro. Comunque, quando rientrai a casa e andai a fare una bella doccia rilassante dopo svariate ore di lavoro, e giuro che è andata così, c'è stato un flash pazzesco nella mia testa, proprio in quel preciso istante di relax mentre passavo lo shampoo fra i capelli. In pochi istanti sono stato "flashato" da un film totalmente folle e divertente, proprio in quel preciso istante ho immaginato tutti i punti i chiave di una storia action, pulp, con tanta ironia, ma sopratutto dannatamente anni 80′ e citazionista. Così, dopo una delle migliori docciate della mia vita, preso dall'euforia chiamai immediatamente Annamaria Lorusso e le dissi: "So quale sarà il nostro secondo film e lo gireremo quest'anno!" (NDR: è stato girato nell'autunno del 2017)

Rispetto a The Wicked Gift, nel nuovo film c'è più azione. Come e quanto è cambiato il lavoro sul set per realizzare questo tipo di sequenze?

Fino all'inferno: Francesco Emulo e Roberto D'Antona in una scena del film

Tantissimo! La regia di The Wicked Gift si basava su sequenze lente per creare la tensione, la regia di Fino All'Inferno, invece, è stata basata sul ritmo ed era fondamentale che ogni scena venisse girata in un certo modo per poi elaborarla nei migliori dei modi in fase di montaggio, per far sì che rispettasse il ritmo e lo stile che era già stato pensato in fase di scrittura. Anche se Fino All'Inferno si concede due/tre punti di "relax", il resto del film corre esattamente come il viaggio che i protagonisti affrontano all'interno di un camper. E quando abbiamo dovuto girare determinate sequenze, soprattutto quelle di sparatoria e di arti marziali, non posso negare che è stato molto complesso per tutti noi. Abbiamo girato queste sequenze in condizioni climatiche estreme, gli orari di lavoro erano pazzeschi e ogni volta, alla fine del set, eravamo sempre stremati. Però, non posso negare che è stato altrettanto divertente, grazie anche a un team di lavoro e a un cast eccellente e ammetto che lo rifarei altre mille volte.

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In Fino all'Inferno ci sono anche più scene che mettono alla prova i tuoi interpreti e penso in particolare a un paio di momenti con Francesco Emulo. È stato difficile convincerli o si sono prestati con entusiasmo fin da subito?

Per uno come Francesco Emulo, dovrei preoccuparmi se gli facessi interpretare scene semplici (ride). Quando Francesco lesse la sceneggiatura per la prima volta, mi chiamò ridendo ed esaltato perché non vedeva l'ora di girare il film, in particolare modo le scene d'azione e/o quelle più complesse a livello interpretativo, per non parlare poi di una scena in particolare, probabilmente la più esilarante all'interno del film, che non faceva altro che ripetermi al telefono "non vedo l'ora di girarla!" Per quanto riguarda invece Annamaria, Mirko, Michael e tutti gli altri attori presenti nel film con sequenze complesse, difficili e particolari, posso dire che si sono confermati dei grandi attori e soprattutto dei grandi professionisti e hanno portato a termine il lavoro con entusiasmo e professionalità senza reclamare.

Qual è stata la sequenza più complessa da realizzare?

L'intera sequenza nella baita. Abbiamo lavorato per 72 ore consecutive con soltanto 4 ore di sonno in totale per quanto mi riguarda e un clima glaciale, con due viaggi A/R fino ai confini con la Svizzera, con tanto di riprese di una sparatoria molto complessa che abbiamo girato il giorno seguente in una location molto particolare. Ecco forse questo non so se lo rifarei (ride).

E ci racconti invece il momento più folle della lavorazione?

Fino Allinferno Roberto Dantona Foto Dal Film 1 Big

Aspetta che apro la pergamena (ride). Ci sono state tante altre situazioni esilaranti e molto simpatiche sul set, come per esempio le vecchiette che si fermavano a guardare spaventate dall'esterno della farmacia (nonostante ci fossero gli avvisi) mentre mettevamo in scena una finta rapina, oppure vedere gli attori girare in mutande con - 6 gradi in montagna, oppure girare una scena all'interno della Fabbrica della Birra non accorgendoci che la Lorusso a furia di bere birra era diventata un tantino brilla e non smetteva più di ridere, o ancora, una volta mentre parlavo con la pistola in mano, ho premuto per sbaglio il grilletto facendo partire un colpo a salve proprio sul microfono della presa diretta rischiando di far diventare sorda la mia povera Aurora (ride).

Roberto D'Antona e le sue influenze

In più occasioni hai parlato dei film che vedevi e rivedevi continuamente da ragazzino e che hanno formato la tua passione per il cinema. Quali sono i primi cinque film a cui devi questa passione?

Questa è una domanda molto bella ma difficile, in quanto amo una marea di film fra vecchia e "nuova" generazione, però se parliamo di quelli a cui sono particolarmente legato per motivi personali e/o che mi hanno fatto innamorare del cinema, della recitazione e di tutto quello che è legato a questo fantastico mondo, allora senza pensarci due volte direi: Grosso guaio a Chinatown, L'armata delle tenebre, The Mask - da zero a mito, Ghostbusters - Acchiappafantasmi e Il Signore degli Anelli.

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Di recente hai detto che ti è piaciuto molto Hereditary. Tra gli altri horror recenti quali ti hanno colpito?

Mi colpì molto quando uscì il primo capitolo della saga L'Evocazione - The Conjuring, credo che James Wan in quel film abbia dato il meglio di se, ma oltre questo titolo, mi sono piaciuti particolarmente anche Quella casa nel bosco, Drag Me to Hell, e Sinister, ma se parliamo di titoli usciti negli ultimi 2/3 anni allora direi The Visit, Split e The Witch. Quest'ultimo in particolar  modo anche grazie alla presenza e alla meravigliosa performance di Black Philip! (la capra del film ndr)

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Il commento più assurdo che hai ricevuto per i tuoi film?

Il più assurdo, bello e inaspettato è arrivato proprio per Fino All'Inferno, ossia  la frase "È un film della Madonna!". È stato emozionante leggerlo! Mentre un altro commento che mi ha fatto molto ridere ma che mi ha fatto anche estremamente piacere è stato "tre rimangano le fondamentali e imprescindibili certezze della vita: la morte, le tasse e Roberto D'Antona."

Una caratteristica che ti distingue rispetto ad altri filmaker della tua generazione è l'umiltà e la generosità con cui ti poni nei confronti del tuo pubblico. C'è qualcosa che ti fa arrabbiare quando ti relazioni con altri "addetti ai lavori"?

L'invidia e la presunzione in particolare modo. Per quanto mi riguarda sono una persona che vive lo stile di vita del "vivi e lascia vivere". Io penso costantemente alla mia/nostra carriera, ai nostri obiettivi da raggiungere e alla qualità dei nostri prodotti che migliori di anno in anno. Non ho motivo di attaccare nessuno, anzi, ammetto che stimo tanti colleghi del settore che realizzano film e non solo, di altissima qualità con un'aria fresca e differente per il nostro Paese. Tutti coloro che commentano sui vari social con i loro profili veri e fake, i loro colleghi per invidia e rabbia, dovrebbero impiegare lo stesso tempo e le stesse energie per i loro sogni e progetti, dovrebbero guardare la loro carriera e fare in modo di dimostrare di essere migliori coi fatti e non con gli insulti. Per quanto riguarda il mio pubblico, lo adoro. Io arrivo dalla strada, ero un sognatore e lo sono ancora e tutto questo, non potrà mai cambiarlo nessuno. Senza il pubblico, io non sarei qui.

Il futuro di Roberto D'Antona

Fino all'inferno: Annamaria Lorusso in una scena del film

Dall'horror più tradizionale di The Wicked Gift all'omaggio anni '80 di Fino all'Inferno e per il prossimo progetto è previsto un ulteriore cambiamento. L'idea è di continuare a viaggiare tra i generi e sperimentare? Qual è il vero Roberto D'Antona autore?

Fino All'Inferno e il mio prossimo film sono al 100% ciò che io voglio raccontare coi miei film e probabilmente sono i generi in cui io riesco ad esprimermi al meglio. Sono cresciuto coi film anni 80 che mischiavano generi e avevano il solo scopo di intrattenere e divertire lo spettatore e questo è quello che voglio fare anche io, però... Ho un forte desiderio di voler realizzare prima o poi un thriller serio e dai temi molto forti. Non so quando, ma prima o poi lo farò.

Ci anticipi qualcosina anche de Gli ultimi eroi?

The Last Heroes: Gli Ultimi Eroi è in assoluto il mio progetto più grande e ambizioso. Nel Gennaio 2015, io e Annamaria realizzammo un cortometraggio fantasy dal titolo The Last Hero. Entrambi siamo amanti di saghe come Il Signore Degli Anelli, Harry Potter e del film Dracula di Bram Stoker, così, entrambi avevamo l'ambizione, il desiderio e l'idea di dar vita ad un urban fantasy ricco di emotività, epicità ed horror.
Ovviamente non avevamo né i mezzi, né l'esperienza per fare qualcosa del genere. Negli anni il desiderio è rimasto e io, sulla base di quella storia scritta con Anna, ho deciso di lavorare per tutto questo tempo e creare qualcosa di più personale, in linea con la mia regia e che si potesse realizzare con un grande budget ma non milionario. Così, The Last Hero, è diventato HEROES, divenendo un film che va a richiamare grandi cult che amo come Ghostbusters, I Goonies e IT, ambientandolo in un paese fantasy chiamato Noara e parla di un gruppo di "eroi" casuali che si ritroveranno ad affrontare una terribile strega e il suo esercito di dannati.

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