Ferro, la recensione: quando Tiziano Ferro si mette emotivamente a nudo

La nostra recensione di Ferro, il documentario di Amazon Prime Video dedicato al cantautore di Latina dal 6 novembre sulla piattaforma.

RECENSIONE di 06/11/2020
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Ferro: una scena del documentario

Fin dalla campagna promozionale e dalla presentazione a gennaio a Roma, quando fu annunciato Ferro, il documentario su Tiziano Ferro, appariva chiaro come il nuovo progetto Amazon Prime Video original chiedesse al cantautore di mettersi emotivamente a nudo con gli spettatori di tutto il mondo, ancor più di quanto avesse fatto attraverso la sua musica negli anni coi fan. In questa recensione di Ferro non possiamo negare di aver provato una genuina emozione durante la visione, proprio come quando si ascolta una sua canzone e ci si fa cullare dalla poesia delle sue parole. Che a volte entra dentro come un coltello, perché come diceva il saggio Rob Thomas "No one writes songs about the ones that come easy".

QUESTO FILM PO ESSE FERO E PO ESSE PIUMA

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Ferro: Tiziano Ferro in una sequenza

Ferro è proprio così. In alcune sequenze ti culla dolcemente e in altre ti dà una stoccata allo stomaco perché "fa male, male da morire" per citare lo stesso Tiziano Ferro. Proprio come negli intenti di chi lo realizzato, la musica nel documentario non è protagonista: è sfondo, è eco, è ciò a cui si arriva e non ciò da cui si parte. Il fuoco della macchina da presa è sulla persona, sul ragazzo di Latina, sull'uomo sposato dietro i riflettori, su ciò che lo ha portato a essere chi è oggi. Un percorso di consapevolezza. Di sé prima che degli altri. Uno sguardo intimo e intimistico sul suo coming out ma soprattutto sull'aspetto inedito dell'alcolismo, un percorso più recente fatto a Los Angeles, oramai sua seconda casa.

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LA LOTTA ALLA DIPENDENZA

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Ferro: Tiziano Ferro in un'immagine

Cercando di indagare i motivi che lo hanno portato alla dipendenza, e poi anche all'ammettere di avere un problema e voler provare a risolverlo, il documentario si muove fra ricordi, confessioni, rivelazioni, come se fossero fatte a un amico. In fondo ci siamo tutti sentiti un po' amici di Tiziano, sentendo le sue canzoni, perché era come una confidenza fatta ad un caro amico, magari davanti a una birra. Nello spirito internazionale di Amazon, il film è girato fra Italia e Stati Uniti. Del resto Tiziano ha vissuto anche a Londra e in Messico, ma ora si divide fra l'assolata città degli angeli e Latina, la sua città natale, da dove tutto è iniziato. Da una panchina per essere precisi, che viene mostrata e raccontata in una delle sequenze più toccanti del documentario. Perché a volte scrivi "xdono" con la x perché vai di fretta... e il resto è storia.

L'UOMO DELLE STELLE

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Ferro: una scena con Tiziano Ferro

Come Rocketman, anche Ferro inizia con un ritrovo di un gruppo di recupero, e l'inquadratura dopo aver mostrato i vari "ciao mi chiamo ... e sono un alcolista" arriva su Tiziano. Lui, il ragazzo ventenne che quando dimagrì più di 30 chili improvvisamente si sentì dire che "era bello", ma aveva continuamente fame e non si sentiva a proprio agio nel "nuovo" corpo. Lui, che non sapeva come gestire il successo che gli si era scagliato addosso. Lui, che ha trovato il coraggio di fare coming out molti anni dopo perché non ce la faceva più, che era sul punto di mollare tutto piuttosto che continuare ad essere un altro. Lui, che a quarant'anni si ritrova appagato, sposato, innamorato, e soprattutto amato.

"Se impari a rialzarti quando cadi, la gente non ricorderà la caduta ma come ti sei rialzato"

Dice Tiziano nel documentario, come insegnamento arrivatogli dalla nonna, con cui aveva un rapporto speciale. Ed è proprio dalle stelle raggiunte attraverso la musica e i suoi testi così delicati e commoventi, che ha rischiato di capitolare giù in fondo, ma per fortuna ha saputo tornare su nel firmamento della musica. Successi, cadute, lacrime, sorrisi, Ferro è come la vita, alti e bassi, montagne russe.

UNA SERIE DI VIDEO INEDITI

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Ferro: Tiziano Ferro in una scena del documentario

L'altro pregio principale del documentario è aver scelto di mostrare video inediti del matrimonio a Los Angeles e della relativa festa con amici e famiglia a Latina, a testimoniare l'intento del cantautore di mettersi ancor di più a nudo davanti agli spettatori in questo progetto, di spogliarsi di qualsiasi possibile orpello fosse rimasto per mostrare la quotidianità. In fondo Tiziano Ferro è sempre stato uno di noi, uno degli aspetti con cui si è sempre contraddistinto è l'umiltà mai abbandonata, l'imperfezione che lo rende ancora più perfetto, più umano (pensiamo all'esibizione di "Almeno tu nell'universo" a Sanremo, tanto discussa e presente nel documentario). La maggior parte dei commenti che si leggono online alle sue canzoni sono di partecipazione emotiva, chissà se sarà così anche per questo film. Certo è che la partecipazione è una delle reazioni più belle che possa innescare la musica, e questo traspare anche dal documentario. Ferro è vero, perché è Tiziano Ferro ad essere vero.

Conclusioni

Concludendo questa recensione di Ferro testimoniamo l’intento raggiunto dal documentario di mostrare la persona più che il personaggio, il messaggio più che la musica. Tiziano Ferro si mette ancora di più emotivamente a nudo, mostrando aspetti inediti della sua storia, l’alcolismo come i filmati inediti di lui da ragazzo o del matrimonio con Victor. Il mix di alti e bassi raccontati fa bene al ritmo del documentario, che ci mostra per la prima volta anche in video l’anima di Tiziano.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

1.3/5

Perché ci piace

  • L’idea di fare un documentario intimo e non musicale.
  • Le (poche) canzoni inserite per fini narrativi o non stilistici.
  • Gli aspetti e i video inediti mostrati nel doc. sulla vita di Tiziano.

Cosa non va

  • Il doc. risulta forse un po’ meccanico e poco fluido nel ritmo e in alcuni snodi narrativi.