Edoardo Bove si racconta nel documentario In un battito: "Il legame con Roma resta forte"

"Con questo film volevo raccontare il mio percorso interiore. Noi calciatori siamo altro rispetto l'immagine pubblica". La nostra intervista al calciatore, protagonista di una storia di grande ispirazione. Dirige Giovanni Troilo. Presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Edoardo Bove e Giovanni Troilo

Oltre la paura, sì, ma anche oltre la maglia, i gol, il successo e oltre il calore della Curva Sud che, mesi dopo il dramma di Fiorentina - Inter, ha abbracciato Edoardo Bove trasmettendogli tutto l'amore di Roma. Dentro il documentario In un battito di Giovanni Troilo c'è il valore della rinascita, della consapevolezza e della tenacia.

E Bove Color 1R V04Mov Render 00122313
Edoardo Bove sotto la Curva Sud

Un viaggio ispirante, che inizia con la cronaca del 1° dicembre 2024: durante Fiorentina-Inter, Bove, promessa del calcio italiano scoperta da Mourinho ai tempi della "Magica", si accascia improvvisamente sul terreno di gioco. Il documentario di Troilo segue allora Edoardo nei mesi successivi a quell'evento, accompagnandolo in un viaggio intimo e imprevedibile.

In un battito: una storia di rinascita

In un battito "nasce dalla volontà di dare un senso a quello che mi è successo e ditrasformare un'esperienza personale in un messaggio che possa essere utile agli altri", spiega Bove, ora nella rosa del Watford, seconda divisione inglese. "Lo scopo del film è questo: analizzare la vita di un calciatore ma dal punto di vista del ragazzo", prosegue il calciatore, che abbiamo intervistato in occasione della presentazione durante la Festa del Cinema di Roma. "Volevo che fosse raccontato il mio ritorno in campo in ordine cronologico. Allo stesso tempo volevo raccontare il mio percorso interiore, e credo che Giovanni ci sia riuscito. Abbiamo utilizzato espedienti cinematografici per andare sotto la superficie".

Momento dopo momento, la storia si addentra nella vita di Bove, tanto dentro quanto fuori dal rettangolo di gioco. Per esempio, ci sono alcuni momenti che ci portano dentro lo spogliatoio. "Alcune dinamiche interne sono sacre" confida Bove, "ma Giovanni ha avuto la sensibilità giusta per entrare in questa storia".

Edoardo Bove figlio di Roma

Ovviamente Roma nell'economia sportiva e umana del racconto gioca una parte fondamentale. "Sono legato a Roma, è casa, ogni volta che ci torno provo qualcosa. Allo stesso tempo avevo l'obiettivo di giocare fuori, e per come si sono svolti gli eventi ho colto l'opportunità, ma il legame resta forte".

E chiude poi conclude, parlando di quanto In un battito sia ideato per ispirare e motivare. "Speravo che fosse un film vero, e il finale lo dimostra: torno a giocare a calcio ma con tutte le difficoltà del caso. Anche al Watford all'inizio non ho giocato, ci sono state incomprensioni con gli allenatori. È stato un bel percorso però che abbiamo vissuto insieme".

Aggiungici come fonte preferita su Google