Dracula: i dieci migliori film sul vampiro più famoso

Ora che la miniserie Netflix Dracula sta dividendo pubblico e critica, facciamo un salto nel tempo e andiamo a riscoprire i film più importanti sul vampiro più famoso di sempre.

CLASSIFICA di GIULIO ZOPPELLO 12/01/2020
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Dracula: Claes Bang in un'immagine della serie

Gli occhi penetranti e cupi, la pelle tanto pallida da sembrare quella di un cadavere, i modi algidi e altezzosi, l'eleganza distaccata, il carisma, e poi infine i canini acuminati, pronti a prosciugare le sue vittime, quasi sempre giovani donne ipnotizzate dal suo fascino... Così è indubbiamente fissata nell'immaginario collettivo la figura di Dracula, il Conte della Transilvania, il vampiro per eccellenza, simbolo stesso dell'oscurità e delle creature notturne.

Gary Oldman con Keanu Reeves in una scena di Dracula di Bram Stoker
Gary Oldman con Keanu Reeves in una scena di Dracula di Bram Stoker

Nei decenni, la sua figura, ispirata al temutissimo e terrificante Vlad III di Valacchia che nel XV secolo si erse contro le invasioni turche in Romania, è stata protagonista di un numero sterminato di film, telefilm, romanzi, fumetti, cartoni e videogiochi. Fare un elenco dei migliori film su Dracula può essere complicato, ma noi di Movieplayer.it non ci spaventiamo di fronte a nulla, neanche al Principe delle Tenebre!

10. Amore al Primo Morso (1979)

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Una scena de Amore al Primo Morso

Incredibile ma vero, nella nostra lista inseriamo anche questa commedia parodistica del 1979 (anno di grazia per i film sui vampiri come vedremo), dove il regista Stan Dragoti, trasportava tutto nella New York dell'era Disco, con un cast che comprendeva Susan Saint James[, Richard Benjamin e soprattutto George Hamilton. In Amore al primo morso, il povero Conte era costretto dal governo a cedere il suo castello alle nazionale di ginnastica romena (che in quegli anni con la Comaneci dominava il mondo), ritrovandosi perso e disperato nella Grande Mela con il servitore Renfield.

Il risultato fu un film che dissacrava, distruggeva e ridicolizzava tutti gli elementi classici del Vampire-movie e, allo stesso tempo, li elogiava, visto che anche i più feroci critici del film (campione d'incassi quell'anno) dovettero ammettere che George Hamilton era stato un grande Dracula. Elegante, solenne, pomposo, impassibile in ogni occasione, in Amore al Primo Morso George Harrison appariva come un essere assolutamente fuori posto, poco a suo agio con questo mondo così veloce, irrispettoso e con cui riusciva ben poco a familiarizzare. Eppure la sua grande presenza scenica, la sua aria stralunata e sdegnosa, conquistarono il pubblico, donandoci più l'immagine di una vittima che di un carnefice, di un povero eroe romantico un pò ridicolo in un mondo che di romantico non aveva più nulla.

9. Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete! (1974)

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Una scena di Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete!

Piccolo gioiello a lungo dimenticato, questa versione del 1974, vedeva il mefistofelico Udo Kier nei panni del terribile Conte Dracula, in visita nell'Italia degli anni Trenta, durante il regime fascista. La sua visita è motivata dal fatto che ormai trovare sangue di vergine è dannatamente difficile, ma forse in Italia, dove la Chiesa conta ancora qualcosa, ve n'è rimasto un almeno un pò. Ed invece il povero Vampiro imparerà a sue spese che neppure nel Belpaese vi sono poi così tante vergini per i suoi canini. Dracula cerca sangue di vergine e... morì di sete! è un horror provocatorio e divertente, che oltre a Udo Kier, conta un cast che comprende nientemeno che Joe Dallesandro,Milena Vukotic, Vittorio De Sica e Stefania Casini.

Oltre che dalla regia di Paul Morrisey e da Romani Polanski e lo stesso De Sica come produttori, il film si fregiò del contributo artistico di Andy Warhol, che puntava a creare una commistione di generi all'avanguardia.
Udo Kier fu semplicemente perfetto nel dare al suo Dracula non solo eleganza, tenebrosità e sex appeal, ma anche la giusta dose di ridicolo e comicità involontarie, derivate da una vulnerabilità costante. In fin dei conti, Dracula altro non rappresenta che una versione maschilista e retrograda della vita e del sesso, dove l'uomo era esclusivo detentore del piacere sessuale, così come della sua iniziazione. Due monopoli che ormai erano solo un patetico ricordo, un'illusione.

8. Dracula (1979)

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Il Dracula del 1979

Remake del capolavoro del 1931, diretto da John Badham, Dracula era basato soprattutto su ciò che Hamilton Deane aveva portato a teatro nel 1924, sempre traendo spunto dal romanzo di Bram Stoker, a cui però questo film cercò di essere molto più fedele rispetto ad altri. Nei panni del terribile vampiro, troviamo un elegante e narciso Frank Langella, incredibilmente efficace nel creare un Dracula molto più eloquente, charmante, dalla duplice natura tenuta però sempre incredibilmente celata.

Il cast era semplicemente straordinario, visto che annoverava nientemeno che Laurence Olivier, Donald Pleasence, Kate Nelligan e poteva contare su una bellissima colonna sonora di John Williams.
Dracula deve alla sceneggiatura di W.D. Richter, che aiutò Langella a dipingere una creatura ad un tempo malinconica e perfida, arrogante, superba, menzognera, che tratta l'umanità con disprezzo.
Questo conte sa dissimulare, sa come piacere, come ammaliare il suo pubblico, può dominare la scena ed insieme sparire dalla conversazione quando più gli aggrada, ed è un seduttore magnifico. Langella rese il suo Dracula metafora di quell'aristocrazia che, sul finire del IXX secolo, non capiva di dover arrendersi al nuovo mondo borghese.

7. La casa degli orrori (1945)

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Una scena de La casa degli orrori

Sequel di House of Frannkestein, La casa degli orrori è stato uno dei primi e più importanti crossover del mondo dei mostri, ma fu poco apprezzato dalla critica dell'epoca che lo ritenne un esperimento poco edificante e poco riuscito. Tuttavia fu un grande successo di pubblico, e soprattutto ci offrì uno dei Dracula più interessanti di sempre, interpretato qui (e nel film precedente) da un bravissimo John Carradine. Il risultato fu quello di donarci un Dracula davvero diverso da tutti gli altri, malinconico, disperato, deciso a tutto pur di "guarire" dal suo vampirismo, ad avere una vita normale, tanto da chiedere incautamente l'aiuto del Mad Doctor Franz Edelmann (Onslow Stevens).

Nel castello si scoprirà che vi sono anche l'Uomo Lupo (Lon Chaney Jr.) ed il mostro di Frankenstein (Glenn Strange) ma vero, tragico protagonista, sarà sempre il povero vampiro. Un vampiro a cui Carradine donò grazia seducente ed eleganza, ma anche una personalità molto più sensibile e umana di tanti altri Dracula, a cui faceva da contraltare il risvegliarsi in lui dell'istinto predatorio, dell'anima demoniaca, quasi a suggerire che ormai era troppo tardi per tornare indietro. Secondo molti, ancora oggi, l'interpretazione di Carradine è quella più legata al romanzo originale di Stoker.

6. L'ombra del Vampiro (2000)

L'ombra del vampiro: una scena con Willem Dafoe
L'ombra del vampiro: una scena con Willem Dafoe

Film assolutamente geniale nel ricollegarsi al capolavoro di Murnau del 1922, L'ombra del Vampiro è frutto dell'immaginazione dello sceneggiatore Stephan Katz, che donò al regista E. Elias Merhige, la possibilità di andare oltre i limiti del remake (che già era stato fatto da Herzog 21 anni prima). L'ombra del vampiro partì infatti dall'assurda idea di ricreare il dietro le quinte di quel film,, con l'attore che Murnau aveva reclutato per interpretare Dracula, un misterioso artista russo di nome Max Schreck, sotto le cui spoglie si nasconde in realtà un vero vampiro. Willem Dafoe fu semplicemente magnetico, raffinatissimo nel donarci una creatura molto diversa dall'algido principe o dal disgraziato demone che fino ad allora avevamo avuto.

Il suo Max Schreck è il vampiro più disturbante, spettrale, orrendo e selvaggio di tutti, un essere che (al contrario di quasi tutti gli altri) non ha alcuna grazia, scisso completamente da un'umanità di cui ha solo un pallido ricordo, che inganna, usa, di cui si nutre, mentre si aggira con fare confuso, distorto e sgraziato. Eppure appare meno mostruoso del regista (un grande John Malkovich) e degli altri membri della troupe, interpretati da un cast che "casualmente" comprende Udo Kier, e poi Cary Elwes, Catherine McCormack ed Eddie Izzard, molto più mostruosi di lui nella loro ignoranza, nella loro cattiveria gratuita.

5. Nosferatu, Principe della Notte (1979)

Klaus Kinski è il conte Dracula in Nosferatu, principe della notte
Klaus Kinski è il conte Dracula in Nosferatu, principe della notte

Remake del capolavoro del 1922 (che troveremo più avanti)ed ennesima prova del talento di Werner Herzog, Nosferatu, principe della notte, fu sicuramente il film che più convinse la critica tra i vari dedicati ai vampiri in quel 1979.
Herzog da tempo sognava di poter reinterpretare la pellicola del 1922 di Friedrich Wilhelm Murnau, e ciò che fece fu sicuramente ricreare un legame tra il cinema tedesco di quegli anni e quello del "rinascimento" di cui lui era l'esponente più in vista.
Il risultato fu un film assolutamente superbo, oscuro, inquietante, che ebbe in Klaus Kinski un interprete eccezionale, carismatico, terrificante ma assieme capace di far stringere il cuore per la sorte che lo toccava, affiancato da Bruno Ganz, Isabelle Adjani e Roland Topor.

Più che un cattivo, il suo Dracula, il suo Nosferatu, che si muoveva sulle note di Wagner, Gounod, del folk georgiano e dei Popol Vuh, è una creatura fatta di dolore, solitudine, che guida lo spettatore in un viaggio verso la desolazione, la morte, che brama una compagnia che sa non potrà mai avere data la sua condizione maledetta.
Alla fin fine, lo spettatore non può che provare pietà per questo predatore occulto, i cui occhi sono pieni di pena, i cui morsi vengono giustamente mostrati per quello che sono: una via di fuga da un'isolamento fisico e sessuale immutabile. Film anche molto politico, visivamente magnifico, angoscioso, Nosferatu il Principe della Notte ebbe il grande merito di riproporci un Dracula disgraziato, vulnerabile, nauseato da sé stesso a da ciò che lo circonda.

4. Dracula, il Vampiro (1958)

Christopher Lee è Dracula nel film Dracula il vampiro
Christopher Lee è Dracula nel film Dracula il vampiro

Al quarto posto troviamo il grande Christopher Lee ed il suo Dracula di Terence Fisher, il primo realizzato dalla Hammer Film Productions e di certo quello che più ha fatto si che il grande attore britannico diventasse l'icona del cinema horror che è ancora oggi per tutti gli appassionati.
Lee avrebbe infatti interpretato il terribile vampiro in altri cinque film tra il 1958 (anno di questo Dracula il vampiro) ed il 1974 (I satanici riti di Dracula).

Come molta critica sottolineò già all'epoca, fu soprattutto con lui che Dracula acquistò una carica erotica e sensuale aggressiva, personificando l'aspetto più dominante della dimensione sessuale dell'uomo. Ma fu anche dal punto di vista visivo che Dracula il Vampiro diventò mitologia cinematografica, visto che Christopher Lee fece assomigliare il suo Conte ad un vero e proprio predatore, sottolineandone la componente bestiale, demoniaca. Zanne snudate, occhi coloro fiamma, sangue a fiotti, mani come artigli... il tutto condito da una forza sovrumana, da una totale mancanza di pietà, a cui si contrapponevano i modi gelidamente e squisitamente cortesi del Conte verso i suoi ospiti, la sua fredda classe, che coprivano la sua immane ferocia.
Non vi era nulla di romantico o dolcemente decadente in lui, nulla che ispirasse pietà o commiserazione, solo il timore reverenziale verso un essere ultraterreno e potentissimo. Michael Gough, Melissa Stribling, John Van Eyssen e soprattutto Peter Cushing, completarono il cast di un film che propose in modo chiaro, eloquente, una dimensione femminile torbida, pericolosissima, inquietante. Un classico immortale, un Dracula immortale.

3. Dracula, di Bram Stoker (1992)

Gary Oldman con Winona Ryder in una sensualissima scena del film Dracula di Bram Stoker
Gary Oldman con Winona Ryder in una sensualissima scena del film Dracula di Bram Stoker

Sicuramente quello che, negli ultimi decenni, è diventato il film più famoso, più bello, più popolare sul Re dei vampiri, un punto di riferimento che ha permesso all'horror di riconnettersi in toto con atmosfere gotiche ed immaginifiche che sembravano perdute per sempre.
Omaggio e insieme evoluzione dei grandi classici del cinema che fu, Dracula di Bram Stoker è un film elegantissimo, seducente, visivamente incredibile, e fu in tutto e per tutto un monumento al talento, al carisma e alla versatilità di un Gary Oldman divenuto leggenda cinematografica grazie a questo ruolo, a questo suo Dracula.
Un Dracula che qui assurge a ruolo di eroe maledetto, di innamorato tradito dal fato, di ex paladino della cristianità in tempi barbari, che per il dolore della perdita dell'amata si ribella contro Dio, si ribella contro la morte, la cerca negli oceani dell'eternità.
I costumi di Eiko Ishioka, le scenografie di Tom Sanders, permisero a Francis Ford Coppola di esaltare la capacità di Oldman di dar vita ad un essere dalla doppia personalità, che da un lato è sadico, mostruoso, un predatore che guida un branco con piglio autoritario.

Dall'altro però vi è ancora l'amante disperato, perso nel suo dolore, inconsolabile, che brama di ricongiungersi con la sua amata Elisabeta, che la cerca in ogni donna di cui si nutre, che trasforma, in cui si imbatte, per il quale l'immortalità deve essere l'immortalità al suo fianco.
Attorno a lui si muove un cast che conta Anthony Hopkins, Keanu Reeves, Tom Waits, una giovane Monica Bellucci, ma che scompare inghiottito da questo personaggio grandioso, carismatico in modo incredibile. Alla fine, paradossalmente sarà egli stesso a chiedere ad una Mina che ha gli occhi disperati e febbrili di Winona Ryder di dargli la pace, di farlo sparire da questo mondo, non prima però di esserne salvato dall'amore, strizzando l'occhio a La Bella e la Bestia.

2. Nosferatu (1922)

Max Schreck in una scena del film Nosferatu
Max Schreck in una scena del film Nosferatu

Dove tutto ha avuto inizio, dove ogni vampiro del cinema, televisione o quant'altro ha avuto origine, dove per la prima volta il pubblico conobbe questa creatura terribile e maledetta, il Figlio della Notte, il Conte della Transilvania, Dracula insomma. E dire che del film di Friedrich Wilhelm Murnau era stata ordinata la distruzione, visto che (nonostante gli accorgimenti usati dal regista per ciò che riguardava nomi, luoghi e quant'altro) gli eredi di Bram Stoker lo denunciarono con successo per violazione dei diritti d'autore. In Nosferatu il vampiro l'azione da Londra si era spostata all'immaginaria cittadina tedesca di Wisborg, nomi e protagonisti erano cambiati, ma il resto era rimasto identico, anzi si può dire che l'adattamento di Henrik Galeen (esperto di romanzi gotici) avesse persino più ritmo e non intaccasse nulla della poesia presente nell'opera di Stoker (nonostante avesse eliminato la figura di Van Helsing).

Gli 84 minuti di Nosferatu, ancora oggi colpiscono per bellezza e profondità delle tematiche affrontate, che vanno dalla connessione tra umanità e una natura ferale, ai terribili ricordi dell'uomo carnefice della prima guerra mondiale, con continui riferimenti all'occultismo, alla sessualità più spinta e torbida, al romanticismo pittorico e letterario...
In lui il cinema espressionista tedesco trovò la sua primizia, il suo gioiello, il suo totem nel guidare lo spettatore in un mondo allucinante, distorto, dove il male regnava sovrano, dove l'uomo appariva impotente ed in preda di forze sconosciute ed dove il cinema scoprì quanto terrificante potesse essere un primo piano. La storia del Conte Orlok (Max Schreck), sinistra e mortale creatura, dei suoi poteri, della tenebra che viaggia al suo fianco, ancora oggi non smette di affascinare, di stupire per la capacità espressiva che questo film muto mantiene da decenni. Un gioiello che ci donò il primo vero mostro universale del cinema.

1. Dracula (1931)

Bela Lugosi in Dracula
Bela Lugosi in Dracula

Ebbene si, al primo posto troviamo lui, l'ungherese Bela Lugosi, ed il suo Dracula del 1931, dove assieme a Edward Van Sloan, aveva già portato con successo in numerosi teatri le terribili gesta del Conte della Transilvania descritte nel romanzo di Bran Stoker. Il regista Tod Browning non ebbe da Garrett Fort una sceneggiatura particolarmente approfondita o curata, ma poco importa, perché l'intensità di Lugosi e la sua incredibile presenza scenica bastarono. Il suo Dracula ancora oggi è considerato il migliore, il modello da cui partire, con il suo accento mitteleuropeo, i modi gelidamente eleganti e severi e il ghigno diabolico ed inquietante. Un Dracula che terrorizzò ed affascinò le platee di quei primi anni 30.

Elegantissimo, rigido, con occhi che erano tizzoni ardenti in perfetto contrasto con il suo pallore cadaverico, piegava chiunque al suo volere, con la sua voce ritmata, il suo sorriso suadente, tanto da assomigliare ad una sorta di ferale rettile, di gigantesco serpente pronto a scattare ad ogni istante.
La bellissima fotografia dello stesso Freund ed il trucco di Jack Pierce esaltarono l'insieme in modo unico, lo resero un tutt'uno con ciò che Franz Von Stuck, Arnold Bocklin e Munch avevano creato nella pittura in quegli anni.
La paura, l'orrore, l'inconfessabile ed inspiegabile, l'eros mano nella mano con la ferocia, l'aspetto bestiale ed oscuro della nostra mente. Lugosi fu tutto questo, quel Dracula fu tutto questo, un qualcosa di infinitamente superiore, ed insieme inferiore, agli uomini comuni, l'anello di congiunzione tra razionalità ed istinto.