David e io: dietro le quinte della serie animata con l’autrice, Marilù Rainò

Marilù Rainò ci ha parlato della creazione e le scente fatte per David e io, la sua serie animata che racconta la creazione di Michelangelo e disponibile su RaiPlay.

Una scena di David e io

Può un blocco di marmo diventare il simbolo di un'intera nazione? Sì, nelle mani giuste. È questa la sfida raccontata in David e Io, il nuovo corto d'animazione che esplora la nascita del David attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, pensato appositamente per il pubblico più giovane. Realizzata con la tecnica dell'animazione 2D tradizionale, l'opera di Marilù Rainò non si limita a mostrare la creazione della statua, ma immerge lo spettatore nel reale dibattito storico che vide coinvolti geni come Leonardo e Botticelli per decidere il destino del "colosso".

"Abbiamo tolto il David dalla sua cornice pop per esaltarne l'unicità tornando all'origine." Con queste parole la regista Marilù Rainò ci ha presentato il suo lavoro, un progetto d'animazione tutto italiano che porta sul piccolo schermo la figura di un Michelangelo inedito: non un monumento distante, quindi, ma un uomo alle prese con scelte civili e artistiche fondamentali. Prodotto dall'indipendente Good Karma, la serie ricostruisce il coraggio di un artista che scelse di donare la sua opera alla città, ricordandoci che l'arte appartiene a tutti noi.

La genesi del progetto: un "bisogno personale" nato tra i musei

"È partito tutto da un bisogno personale" ci ha detto Marilù Rainò parlando di un'idea che non le è stata commissionata, ma che è nata da una sua esigenza "avevo la passione per il Rinascimento e per Firenze, la studiavo già da tanto tempo. A un certo punto, per caso, stavo pensando al David e mi è venuto in mente: 'Ma chissà come hanno fatto a portarlo fino a qui? Com'è andata?' E ci ho scoperto un mondo dietro." 
Le storie dietro la Storia, quell'intreccio di "conflitti e personaggi coinvolti", per "una scoperta che pian piano ne portava tante altre a cascata."

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Una scena della serie di Marilù Rainò

Il punto di partenza di questa ricerca, però, è stato un catalogo del 2019 di una mostra fatta a Firenze, "in cui si esponeva il verbale della trascrizione della commissione dei trenta artisti che dovevano decidere dove mettere il David. Il catalogo di quella mostra lì, che adesso non trovi più facilmente, è un reperto. Di solito li danno gratis alle mostre e io vado a caccia di quelli: la maggior parte delle informazioni più interessanti le trovi lì, perché riportano gli interventi degli storici raccolti, che non trovi da nessun'altra parte, sicuramente non online. Sono stata fortunata che ci fossero questi storici che hanno fatto questa mostra e mi hanno fatto da ricerca anche loro".

Michelangelo contro tutti: un eroe "character driven" per i più piccoli

Una ricerca che ha fatto emergere un mondo sommerso. Quanto è stato difficile condensarlo nei venti minuti di durata della serie David e io? "Non è stato difficile" ci ha spiegato l'autrice, "il punto è sempre seguire un personaggio principale. Sono molto character driven. Quindi: cosa doveva essere a servizio di questa presa di posizione di Michelangelo contro i Medici? Io trovavo le opinioni di tutti ovunque, ma non trovavo la sua, e quindi da lì è nata la speculazione per la storia. Ho pensato: 'Vuoi vedere che questo è stato il primo passo da repubblicano che ha fatto Michelangelo?'. Quindi è stato tutto a servizio di questa sua trasformazione. Tutti gli ostacoli sul cammino sono lì apposta per lui, per poterli superare. Però sono anche storicamente accurati."

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Il protagonista al lavoro in David e io

Una precisione doverosa e affascinante per Marilù Rainò: "Quella è la cosa più bella quando fai ricerca storica: vedere quello che si incastra perfettamente. A volte vuoi farle incastrare per forza le cose, ma bisogna stare attenti a essere corretti. Se vedi che qualcosa non era per niente così, non puoi usarla per forza e segui un'altra strada. Ma da questo punto di vista sono stata fortunatissima perché secondo me c'erano già le premesse di base di 'uno contro tutti'."

L'eccellenza tecnica: l'animazione 2D tra tradizione e pittura digitale

Ma se la storia non è stata commissionata, ha avuto libertà sul formato? "Sono andata al Festival di Annecy con un pitch per un corto di 20 minuti. Quindi di base la durata era la stessa. Poi insieme a Rai è stata presa la decisione di farli diventare tre episodi. Però con Good Karma, che è la produzione, mi avevano accolta già come uno special da 20-24 minuti." E questo ha cambiato l'approccio alla storia e la scrittura? "Aveva un equilibrio diverso all'inizio, che è stato ridistribuito per tre episodi. Un esempio è la parte iniziale: la scena in cui scolpisce: si chiudevano le porte e sentivi e vedevi tutta Firenze intorno che si muoveva a tempo dello scalpello. Dovendola distribuire in tre episodi, abbiamo fatto vedere Michelangelo che lo scolpiva. Da un lato sono stata contenta, perché era qualcosa che neanche volevo affrontare, ma ci ha regalato anche delle scene interessanti."

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Un momento della serie animata disponibile su RaiPlay

Anche la scelta stilistica è cambiata in corso d'opera o era presente sin dall'inizio? "Nel mio pitch avevo incluso dei background dipinti a guazzo, perché mi sarebbe piaciuto farlo tutto dipinto a mano, anche i background. Abbiamo fatto pittura digitale. Invece di farla su carta, era pittura digitale; questa era l'unica differenza, ma lo stile è molto simile. Mi hanno lasciato fare esattamente quello che volevo. Facciamo citazioni a tutta l'arte di quel periodo, soprattutto a quella che viene prima, perché mi piaceva l'idea di questo David che svetta ed esce fuori da una pittura un po' più quattrocentesca. Abbiamo citato Giorgione, Piero della Francesca, Mantegna piuttosto che Leonardo o Michelangelo stesso."

Oltre il David: il futuro di Marilù Rainò

La serie è stata presentata come una produzione che "racconta la nascita del David ai bambini". Ci sono altri momenti della storia dell'arte o filoni artistici che le piacerebbe affrontare? "Basta entrare in un museo e trovi la storia viva che si dimena e vuole essere raccontata. Sarebbe difficile sceglierne una." Ma se dovesse scegliere ora a cosa dedicarsi? "Uno di quelli che mi ha fatto pensare 'questo potrebbe essere molto interessante da raccontare' è uno di Klimt: il Fregio di Beethoven. Quello potrebbe essere molto interessante perché parlava del contesto in cui sta. Tutta l'arte lo fa, ovviamente, e questo aveva un bel contesto storico interessante, complesso. Sarebbe bello vedere gli artisti come fanno i sovversivi nel loro momento. Sono gli antieroi! Tutti vanno in una direzione e l'artista può permettersi di essere un po' il pagliaccio, far ridere di sé, ma raccontare la verità. Il Joker."

David E Io Immagine
Un primo piano del protagonista di David e io

Figure interessanti da insegnare anche ai più giovani? "Non ho la pretesa di insegnare troppo quando faccio cartoni animati, soprattutto per un pubblico piccolo. Mi piace l'idea che sto facendo compagnia. La cosa che mi interesserebbe di più, se dovessi raccontare qualcosa, è raccontare di come i sentimenti di tutti possano essere 'strani' e sono accettabili. Parlare della paura di Michelangelo, la paura di schierarsi, la paura di essere rimproverato da questa gigantesca ombra feroce che può essere un genitore. Parlare di quello è interessante perché alla fine scriviamo storie per sentirci vicini, per sentire una vicinanza umana. E i bambini hanno bisogno di essere accompagnati, che gli si spieghi come entrare in relazione con i propri sentimenti e che questi siano validati."

Il futuro di David e io... e dell'animazione italiana: oltre la nicchia dell'infanzia

Chiudiamo la chiacchierata con un paio di considerazioni. La prima è distributiva, ragionando sul fatto che in tv David e io è andato su Rai Gulp ma è ora disponibile su RaiPlay. Come cambia il modo di lavorare sapendo che c'è questa fruizione diversa rispetto al passato? "Secondo me un po' ti spaventa di più, perché sai che sarà sempre lì. L'obiettivo con questo progetto, più che fare qualcosa che 'esplodesse' o fosse popolare, è stato realizzare qualcosa che avesse valore a livello storico e artistico. Speriamo che qualcun altro possa averne ispirazione per continuare a fare animazione. Secondo me ha un valore suo nel settore, che è sempre un po' messo nella nicchia dell'infanzia", una nicchia validissima per la Rainò ma che in qualche modo vincola.

E quindi com'è lo stato dell'animazione internazionale e italiana oggi? "Si sta facendo avanti per alcune scelte coraggiose di alcuni studi, come Good Karma che ha deciso di produrre un film d'animazione 2D tradizionale con background dipinti a mano invece di chiedere a un prompt di farlo. Vedo tanti studi italiani piccoli che stanno fiorendo ora: Noctua, Storybards, Studio Ibrido. Fanno delle vere perle e sono gestiti da persone giovanissime che conoscono il settore, hanno lavorato fuori e possono portare valore all'animazione in Italia."