Super market, recensione: una serie a cui affezionarsi (anche grazie all'ottimo cast)

Su Prime Video - senza troppa pubblicità, va detto - è arrivata la serie firmata dal Terzo Segreto di Satira. Sei puntate da mezz'ora in cui un supermercato diventa protagonista. Uno show capace di elevare l'ottimo materiale umano rivisto poi attraverso una buona dose di umorismo.

I protagonisti di Super market

Ci sarebbe da chiedersi perché certe serie non abbiano la stessa spinta rispetto ad altre, almeno considerando la promozione che anticipa la release. Soprattutto, vale la pena domandarsi perché le piattaforme - in questo caso Prime Video - tendano a sottolineare spesso e volentieri i prodotti oggettivamente scarsi, tenendo nascoste quelle produzioni originali che meriterebbero, invece, tutt'altra attenzione (e che, come in questo caso, si impongono grazie alla qualità). Ecco, è il caso di Super Market, diretta e scritta dal collettivo Il Terzo Segreto di Satira.

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Tommaso Cassissa e Martina Bonan

Per essere precisi lo show, a metà tra situation comedy e comedy classica, adatta una produzione olandese. Nonostante si tratti di un remake, il tono generale coglie al meglio un certo umorismo, suggerendo - cosa tutt'altro che scontata - una chiara freschezza d'intenti, evidenziata anche grazie all'ottimo casting che, una volta tanto, non è stato composto in funzione di un facile traino da locandina.

Super market: gioie e dolori in un supermercato di (fuori) Milano

"O si cambia, o si chiude!", sbraita Cristina (Katia Follesa), la capoarea di uno scalcinato e inconcludente supermercato della catena Eury, nella periferia di Milano. A capo (si fa per dire) del punto vendita c'è Enrico (Alessandro Betti, formidabile), che sembra l'ultima persona adatta a risollevarne le sorti. Ricalcando a tratti lo schema di un'altra serie simile, ovvero Superstore (vero e proprio titolo cult), attorno agli scaffali e ai banconi ruota un gruppo di personaggi che, episodio dopo episodio (sono sei, davvero pochi), danno colore al racconto.

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Marta Zoboli è Anita

Al netto di un'ottima coralità, il protagonista in qualche modo è Edoardo (Tommaso Cassissa), stagista che sogna di diventare cantante. Al suo fianco la cassiera Sonia (Gaia Bavaro, altra rivelazione), che la sera si intrattiene con il magazziniere Filippo (Davide Calgaro); c'è la commessa Debora (Martina Bonan), infatuatasi di Edoardo; la caporeparto Anita (Marta Zoboli), single e un filo impolverata (nonostante una bellezza nascosta) perseguitata dall'insistente Manlio (Francesco Arienzo). A chiudere il cerchio di questo corollario improbabile e irresistibile troviamo poi Luca (Valerio Airò), vigilante che si crede Batman, e il clochard Max (Walter Leonardi) che dorme fuori l'entrate, insieme al suo cane Budino.

Dinamiche di lavoro che diventano emotive (e molto comiche)

Il linguaggio e l'approccio alla comicità sono ricercati, e sterzano poi di netto sulla satira che aggancia trasversalmente il mondo del lavoro. Super Market è curata nei dettagli e nella struttura: un bislacco microcosmo rivisto e riletto dal Terzo Segreto di Satira secondo un'ottica milanese mai invasiva (e il rischio c'era), ma anzi puntuale nel puntellare certi tic e certe abitudini, facendo diventare il luogo qualcosa di universale e riconoscibile. Un posto in cui le dinamiche lavorative, come spesso accade, diventano familiari e quindi emotive, traino e gancio per una riflessione mica banale su quanto il "nostro" lavoro (non) definisca chi siamo, ben oltre quei sogni realizzati che appartengono a pochi eletti.

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Davide Calgaro e Gaia Bavaro

"Ho bisogno di soldi", dice Edoardo al direttore Enrico, durante il loro primo incontro. Uno che lì, in un negozio che vende surgelati scongelati, "non c'entra nulla", ma che forse c'entra eccome: il personaggio del bravo Cassissa (uno che si sta smarcando dalla fuorviante nomea di web star) è la sintassi di quel precariato giovanile che si rimbocca le maniche, dandosi da fare per restare in piedi. Vorrebbe vivere di musica, seguire un desiderio, coltivando il proprio talento, e invece no: è costretto a sorridere ai clienti indisponenti e puntigliosi.

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Cassissa insieme ad Alessandro Betti

Del resto, il leitmotiv tutto italiota secondo cui con "la cultura non si mangia" è sempre più radicato e difficile da superare. Così, la prossima volta che vi aggirerete tra le corsie, con il carrello che dondola, domandatevi se dietro le improbabili divise dei commessi si nasconda qualcuno con delle aspirazioni, con dei sogni, e magari, dopo che vi hanno indicato dov'è la curcuma, ditegli pure un "grazie".

Uno show a cui affezionarsi

Tuttavia, se la necessità diventa virtù, il luogo stesso, carico di ricordi e quindi di persone (ben oltre il personale), diventa l'avamposto da difendere e, perché no, pure da assecondare. Uno spazio standard fatto di corsie, di pubblicità ingannevoli e di luci al neon; uno spazio che, per quanto possibile, vive proprio grazie all'imperfezione e all'umanità di chi ci lavora, turno dopo turno, condividendo gioie e dolori. E buona pace a quei manager che parlano per frasi fatte, ricalcando un cliché ridicolo e prevedibile, sempre in cerca di profitto e di performance. Ecco, questa veloce serie (fin troppo veloce) affronta tutto questo con l'umorismo e la comicità, spingendo lecitamente sulla risata come mezzo efficace per generare un coinvolgimento capace di farci affezionare ai personaggi fin da subito. E non è poco.

Conclusioni

Il Terzo Segreto di Satira adatta un format olandese allargandone però lo sguardo, esaltando comicità e umorismo grazie a un luogo che diventa protagonista. Super Market è una serie fresca, intelligente, strutturata, ricca di trovate e dettagli, che funziona anche e soprattutto grazie al lavoro di un cast assolutamente formidabile. Unico peccato: troppe poche puntate.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Il cast è formidabile.
  • Fa ridere e sorridere.
  • Lo spunto, la cura dei dettagli.

Cosa non va

  • Sei puntate sono davvero troppo poche...
  • ... e troppo corte.
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