Quando parliamo di cinema, usiamo molto spesso l'appellativo di "Settima arte". Le opere cinematografiche che entrano nel nostro quotidiano, che ci fanno riflettere, piangere, emozionare o persino annoiare, sono il frutto del duro lavoro di menti creative e maestranze che operano in concerto per dare vita a progetti immaginifici.
Quella che stiamo per raccontarvi è quindi una delle pagine più tristi, ciniche e discusse della Hollywood recente, anche se - stando alle ultime notizie - questa storia sembra aver trovato un inaspettato lieto fine. Parliamo di Coyote Vs Acme, il lungometraggio a tecnica mista che, dopo essere stato interamente completato, ha visto bloccare la sua distribuzione a un passo dalle sale per questioni puramente economiche.
E proprio qualche ora fa, accompagnato dalla frase di lancio "Il film che la Acme non voleva farvi vedere", è arrivato finalmente l'annuncio della distribuzione di questa "pellicola fantasma". In Italia l'uscita sarà affidata a Lucky Red, e il film tornerà ufficialmente a nuova vita a partire dal 2 settembre.
Cos'è Coyote Vs ACME?
È una vicenda piuttosto intricata quella che ha coinvolto il lungometraggio inizialmente di proprietà di Warner Bros.; facciamo quindi chiarezza, ricostruendo i passaggi che hanno portato a questo clamoroso salvataggio. Innanzitutto, il film è stato concepito come un ibrido tra live-action e animazione sulla scia di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Diretto da Dave Green, vede nel cast Will Forte e John Cena (nel ruolo dell'avvocato difensore della ACME), due volti che sono ormai una garanzia di comicità e divertimento sullo schermo.
La trama, decisamente geniale, si basa su un famoso articolo satirico del New Yorker scritto dall'umorista Ian Frazier e pubblicato nel 1990, strutturato come un'intensa arringa legale. Dopo decenni di incudini cadute in testa, razzi difettosi ed esplosioni ravvicinate, Wile E. Coyote decide di fare causa alla ACME Corporation, ingaggiando un avvocato umano per farsi risarcire di tutti i fallimenti subiti nella caccia al beffardo Beep Beep.
Il "giallo" della cancellazione fiscale
L'idea è brillante, il cast da capogiro e la storia va a toccare uno dei personaggi animati più amati dal pubblico. Quali sono state, quindi, le motivazioni che avevano portato alla cancellazione a film interamente ultimato? A rendere il tutto ancora più difficile da accettare c'era il fatto che, durante i test screening privati con il pubblico, Coyote vs. Acme aveva ottenuto punteggi altissimi, considerati eccellenti per una commedia per famiglie.
Nonostante questo, a fine 2023, la Warner Bros. Discovery ha annunciato la decisione di non distribuirlo né in sala né in streaming. Il motivo? Una pura strategia finanziaria di tax write-off (storno fiscale). In pratica, per la major valeva finanziariamente di più dichiarare il film come "perdita totale" per scaricare circa 30 milioni di dollari di tasse, piuttosto che investire altri soldi nel marketing per distribuirlo. Una mossa identica a quella che aveva già colpito il film Batgirl, altra opera fatta e finita ma mai rilasciata.
La rivolta di Hollywood e le trattative fallite
Ovviamente, la notizia aveva scatenato una vera e propria rivolta online e tra gli addetti ai lavori (registi, animatori e attori), che avevano accusato la Warner Bros. di cinismo e di "distruggere l'arte". A causa del gigantesco danno d'immagine, la Warner aveva persino tentato un parziale dietrofront, accettando di proiettare il film privatamente per altri distributori (tra cui Netflix, Amazon e Paramount) disposti ad acquistarlo per salvarlo. Tuttavia, nei primi mesi del 2024, le trattative si erano definitivamente arenate.
Si diceva, infatti, che la major avesse chiesto circa 70-80 milioni di dollari per cedere i diritti, una cifra giudicata troppo alta dagli altri studios. Questo almeno fino a quando, di recente, Ketchup Entertainment ha finalmente annunciato la distribuzione americana per il 28 agosto. Come abbiamo già accennato all'inizio, da noi la pellicola arriverà grazie a Lucky Red ai primi di settembre e, sinceramente, dopo questa travagliata odissea non vediamo l'ora di sederci in sala per fugare ogni nostra curiosità.