Witch Hat Atelier e la voce di Chiara Fabiano: dagli anime alla sala di doppiaggio

Intervista a Chiara Fabiano, voce di Undici, Mercoledì e della meravigliosa Coco di Witch Hat Atelier, l'anime fantasy disponibile su Crunchyroll.

La doppiatrice Chiara Fabiano

Ci sono voci inconfondibili che, spesso, associamo ai personaggi che amiamo fino a renderle parte del nostro quotidiano e del nostro immaginario. Quella di Chiara Fabiano è proprio una di queste: da Jenna Ortega a Millie Bobby Brown, fino ad arrivare a uno dei personaggi più delicati, forti e interessanti del momento: Coco, protagonista dell'anime Witch Hat Atelier, disponibile su Crunchyroll. Una storia fantasy che mescola magia e avventura in maniera magistrale, in cui la protagonista affronta un'evoluzione straordinaria nel suo percorso di crescita, alla ricerca di un modo per rimediare a un grave errore commesso in passato.

Witch Hat Atelier Coco
Coco, la protagonista di Witch Hat Atelier

Un personaggio scritto con grande cura, complesso e profondo, a cui Chiara sa dare sfumature vocali capaci di restituirne tutta la ricchezza. Ne abbiamo parlato direttamente con lei, per farci raccontare come è stato lavorare sulla voce di Coco e dei tanti altri personaggi iconici interpretati al leggio.

Coco, un personaggio in cui ritrovarsi

Abbiamo chiesto a Chiara Fabiano come si è approcciata a un personaggio così sfaccettato e come abbia lavorato per interpretarlo al meglio: "Mi ci sono ritrovata parecchio in Coco, e forse per questo è stata anche più semplice da doppiare. È una ragazzina testarda, intraprendente, molto curiosa e anche molto sbadata... forse proprio quest'ultimo è il punto che ho più in comune con lei! È piena di vita. Mi sono divertita tanto a doppiare sia il personaggio sia la serie in sé, che trovo davvero deliziosa: dalle immagini, alle musiche, fino alla storia."

Witch Hat Atelier Personaggi
Un'immagine dell'anime

Per rendere un personaggio credibile è necessario attingere anche alle esperienze personali, con empatia: "Essendo un disegno animato, puoi metterci tanto del tuo cercando la verità dentro di te. Tutti abbiamo commesso degli errori nella vita - ecco, magari non della gravità di quelli di Coco - però puoi attingere a quell'emozione e trasmetterla. Il bello del doppiaggio è proprio questo: scavare dentro di te per esprimere cose che magari non sapevi nemmeno di avere."

Witch Hat Atelier Scena Anime
Coco in una scena dell'anime

Dopo aver concordato che il personaggio più riuscito, dopo Coco, è il Maestro Qifery, abbiamo chiesto alla doppiatrice qualcosa in più sulla sua passione per i mondi fantasy: "Di Harry Potter sono molto fan, ma devo ammettere che - per gusto puramente personale - preferisco _Twilight. Quando si parla di vampiri impazzisco, anche se lì si tratta di un altro tipo di magia! Mi è capitato di doppiare anche altri anime fantasy, come il film Suzume, che appartiene però a un genere ancora diverso. Ciò che mi affascina della magia è una domanda che mi pongo sempre quando guardo questi prodotti: 'E se esistesse davvero? Se ci fossero streghe e maestri a insegnarla?'. Non ne ho la prova, ma è bello pensare che possa esserci qualcosa di nascosto. Questo genere ha il potere di farti sognare a occhi aperti."_

Live action e animazione: due approcci diversi

Chiara Fabiano
Chiara Fabiano, doppiatore di Coco

Chiara Fabiano ha prestato la voce a grandi nomi di Hollywood. Ma cosa cambia nell'approccio al lavoro tra live action e animazione? "Cambia completamente la mentalità. Quando hai un attore in carne e ossa davanti, devi seguire fedelmente tutto ciò che fa: i movimenti degli occhi, i minimi cenni delle sopracciglia, le sfumature espressive. Devi quasi imitarlo. Nel prodotto animato, invece, c'è molto più spazio per la fantasia. Senza mai perdere il mood della serie, puoi inserire una parte di te: in questo caso, ho potuto mettere un po' di Chiara dentro Coco. È un lavoro che gioca molto d'immaginazione."

Il doppiatore, da voce nell'ombra a volto riconoscibile

Chiara Fabiano Foto
Una foto di Chiara Fabiano

Nel corso degli anni la figura del doppiatore è profondamente cambiata: "Prima il doppiaggio era un lavoro totalmente nell'ombra, la gente spesso non sapeva nemmeno come funzionasse. Oggi il lavoro dietro le quinte è lo stesso, ma è cambiata la percezione del pubblico: è più facile che le persone associno il tuo volto ai personaggi che interpreti. Mi emoziono ancora quando mi riconoscono per strada - tenendo conto che a volte persino i miei amici fanno fatica a riconoscere la mia voce nei film! Sapere che persone estranee collegano la mia voce al mio viso mi rende davvero orgogliosa."