Ha da poco celebrato il proprio settantesimo anniversario un film amato da tutti gli appassionati della Golden Age del cinema hollywoodiano. Caccia al ladro, pellicola diretta da Alfred Hitchcock con due protagonisti d'eccezione come Cary Grant e Grace Kelly, non è il classico thriller secondo lo stile cui il regista britannico ha abituato il pubblico nel corso della propria carriera (in particolare nel periodo americano), ma più un giallo dalle sfumature rosa, dato il perfetto equilibrio tra l'intrigo che dà avvio al film e i sentimenti che lo animano.
In effetti, tra tutti i diamanti del maestro del brivido, Caccia al ladro è spesso stato meno considerato, proprio per queste sue particolari caratteristiche. Ma sono queste ultime, in realtà, a rendere il film per molti versi unico: raffinatezza, eleganza e un pizzico di mistero, sullo sfondo della meravigliosa Costa Azzurra. E poi c'è quell'elemento vintage che non è necessario spiegare, ma si percepisce assaporando l'opera lentamente, come un buon vino francese (o italiano) d'annata.
Nell'anno in cui ricorrono anche i quarant'anni dalla scomparsa di Cary Grant, andiamo dunque a riscoprire Caccia al ladro: sia per restituire alla pellicola la propria rilevanza all'interno della filmografia hitchcockiana, ma anche per immergerci nelle atmosfere di un'epoca straordinaria.
Sulle tracce del Gatto: analisi di Caccia al Ladro
L'americano John Robie (Cary Grant) ha combattuto nella Resistenza francese durante la Seconda Guerra Mondiale e, al termine del conflitto, si è ritirato a vita privata in una graziosa villetta che si affaccia sulla Costa Azzurra. Egli è, però, in libertà vigilata: è il prezzo da pagare per i suoi crimini. Essere stato un eroe di guerra gli ha infatti evitato il carcere, ma può godersi le proprie ricchezze e condurre una piccola attività soltanto se righerà dritto. Robie, infatti, non è altri che Il Gatto, un ex ladro di gioielli dai modi eleganti che, fino a una quindicina d'anni prima, metteva a segno colpi milionari riuscendo a non farsi mai agguantare.
Quando, proprio tra i lussuosi alberghi e le ville della costa francese, inizieranno a verificarsi nuovamente dei furti di preziosissimi monili, eseguiti secondo lo stile che contraddistingueva Robie, la polizia comincerà a sospettare proprio di quest'ultimo, che dovrà dimostrare di essere completamente estraneo ai fatti. Quasi nessuno, però, gli crederà. Robie sarà così costretto a fuggire riparando in luoghi più o meno sicuri, cercando aiuto al ristorante del vecchio amico Bertani - lì dove lavorano molti ex compagni della Resistenza - e alla giovane Danielle, figlia del sommelier Foussard e da sempre invaghita del più maturo John. Messo alle strette, Robie tenterà di fare luce sui furti in prima persona, e per questo chiederà aiuto a Hughson (John Williams), abile investigatore delle assicurazioni Lloyd's di Londra, che gli fornirà un elenco dei turisti più ricchi attualmente in vacanza sulla Riviera.
Il primo nome della lista è quello di Jessie Stevens (Jessie Royce Landis), una ricca vedova americana, accompagnata dalla figlia Frances (Grace Kelly), tanto affascinante quanto estremamente raffinata. Robie si avvicinerà a entrambe mentendo sulla propria identità, ma l'attrazione che si creerà inevitabilmente tra John e Frances costringerà molto presto il Gatto a cambiare strategia per arrivare alla verità...
Un "altro" Hitchcock
Scritto da John Michael Hayes e tratto dal romanzo di David Dodge (del quale Hitchcock aveva acquisito i diritti nel 1951, poco prima della sua pubblicazione), Caccia al ladro rappresenta un curioso esperimento nella lunga carriera cinematografica del regista britannico. Il giallo-rosa non è certamente il genere prediletto da Hitch, ma gli sfavillanti anni Cinquanta dell'autore, e gli attori con i quali collaborava in quel periodo, favorivano le sperimentazioni o, piuttosto, le variazioni sul tema.
L'imponente ampiezza del VistaVision (formato prescelto per le riprese), la fotografia di Robert Burks (il quale venne premiato con l'Oscar) e il sapiente equilibrio tra sequenze in esterni (raramente così numerose nel cinema hitchockiano) e in interni, riuscirono a rendere il panorama della Costa Azzurra protagonista del film, tanto quanto lo sono i suoi interpreti. Tuttora, se pensiamo a Nizza, Cannes o Montecarlo, tutti noi sogniamo di trascorrere una vacanza tra il sole che bacia dolcemente e il profumo del mare. I personaggi principali di Caccia al ladro, in effetti, hanno lo stesso charme che caratterizza quei luoghi, ma è persino troppo facile pensare al concetto di eleganza, se ci riferiamo a Cary Grant e a Grace Kelly.
La passione tra John e Frances si accende pian piano, prima di divampare. Hitchcock compone il suo puzzle un tassello alla volta, sviluppando contemporaneamente il giallo e la trama sentimentale. Celebre la scena notturna mentre, dal balcone dell'albergo in cui soggiorna Frances, si sta svolgendo uno spettacolo pirotecnico. Lei vestita in abito bianco lungo, con una preziosa collana attorno al collo (non si fida ancora di Robie, e lo tenta); John con il classico smoking nero. La stanza è in penombra, ma un'intensa luce verde entra dalla finestra e illumina i loro volti, prima di un bacio che lascia senza parole.
Proprio l'utilizzo del colore per descrivere le emozioni in scena fa parte della tecnica visiva che Hitchcock perfezionerà nel corso degli anni, raggiungendo l'apice in La donna che visse due volte (1958), lì dove ogni scena è caratterizzata da tonalità ben definite, soprattutto per evidenziare la follia che sfiorerà il protagonista e il mistero che egli stesso risolverà drammaticamente, dopo essere riemerso dal buio in cui era precipitato. È evidente come Caccia al ladro sia stato quasi un laboratorio per Hitchcock, dove la scrittura e il talento del cast artistico incontrano la maestria registica, mantenendo con coerenza uno stile leggero per tutta la durata dell'opera.
Magia in scena: un capolavoro del cinema
Li abbiamo già menzionati, ma è impossibile non soffermarsi su di loro: Cary Grant e Grace Kelly. I quali, quando vennero scritturati per Caccia al ladro, non erano alla prima collaborazione con Alfred Hitchcock. Grant era alla seconda: nel 1946, infatti, c'era già stato Notorious - L'amante perduta. La Kelly, invece, era alla terza, perché questo nuovo capitolo era stato preceduto da Il delitto perfetto e da La finestra sul cortile (1954). Due stelle della Golden Age: Grant, in realtà, di quella avviata già negli anni Trenta e Quaranta del Novecento, mentre la Kelly era l'attrice emergente degli anni Cinquanta, che aveva trovato la sua ribalta con Mezzogiorno di fuoco (1952) e Mogambo (1953), prima di consacrarsi proprio sotto la direzione di Hitchcock.
Cary Grant e Grace Kelly si incontrarono sul set in un momento molto particolare per la carriera di entrambi. L'attore era già maturo (cinquant'anni, all'epoca, erano un traguardo non indifferente né per un uomo e tantomeno per un artista), e pensava di aver forse già dato il meglio di sé stesso. Non immaginava, forse, che gli ultimi dieci anni di recitazione (prima del ritiro, che avverrà nel 1966) gli avrebbero ancora regalato la possibilità di offrire prove indimenticabili in film straordinari. Basti citare, sempre restando in tema hitchcockiano, un capolavoro come Intrigo internazionale (1959).
La Kelly, invece, aveva davanti un percorso artistico ancora lungo e luminoso, ma quei giorni di set sulla Costa Azzurra sarebbero stati determinanti per un cambiamento epocale nella sua vita, grazie all'incontro con il Principe Ranieri III di Monaco. Caccia al ladro sarebbe stato l'ultimo film in cui Grace si sarebbe sentita attrice e non promessa sposa, con tutti gli onori (e gli oneri) che avrebbe affrontato diventando Principessa. Il Cigno e Alta Società (1956), sarebbero stati gli ultimi lavori prima del matrimonio e del commiato da Hollywood. Eppure, la magia in scena che Grace e Cary regalarono con Caccia al ladro resta ancora adesso qualcosa di irripetibile, perché sarebbe stata la prima, e ultima, occasione nella quale avrebbero recitato insieme, entrando di diritto nell'immaginario comune.
Insieme alle due stelle, sono parte del cast artistico di Caccia al ladro altri interpreti che ricordiamo con grande piacere: Jessie Royce Landis (che ritroveremo con Hitchcock anche in Intrigo Internazionale), John Williams (celebre per essere stato il padre di Audrey Hepburn in Sabrina, ma che gli appassionati del cinema hitchcockiano rammentano in Il caso Paradine e, soprattutto, in Il delitto perfetto) e celebri volti del grande schermo francese come Charles Vanel, Jean Martinelli e Brigitte Auber.
Rivedere oggi Caccia al ladro riporta ogni spettatore in un mondo che forse non esiste più, ma che è possibile rivivere grazie a opere che hanno il potere di rimanere intramontabili.